Birra e solidarietà: ‘Nabiretta Neurodiversa e Don Bat

Nabiretta_NeurodiversaPinte e solidarietà, il sodalizio continua, fa proseliti e genera via via nuove esperienze. Insomma, la birra sa dimostrarsi buona non solo nel gusto, ma anche col cuore. Sul tema, la nostra vetrina periodica vede sotto i faretti illuminanti due iniziative, la prima in Sardegna e la seconda nel Lazio: partiamo da quest’ultima. A Fiumicino, il ben noto marchio artigianale Birradamare (titolare dell’altrettanto nota etichetta ‘Nabiretta) ha avviato un cammino insieme all’Associazione Dalia Blu, operante sul fronte del sostegno alle persone autistiche o (secondo la definizione di Judy Singer) neurodiverse, dando loro opportunità di integrazione sociale, dalle vacanze all’inserimento occupazionale, gettando le fondamenta di percorsi miranti alla loro piena indipendenza anche economica. Ebbene, quattro di questi ragazzi (con il supporto di alcuni terapisti del dello studio di psicologia e psicoterapia cognitivo-comportamentale OfficinaMente) hanno lavorato appunto nelle sale cottura dell’impianto partner, che durante il periodo di presenza degli apprendisti (10 giorni, ciascuno dei quali per tre ore), ha messo a disposizione la struttura rinunciando al proprio regolare calendario di attività. Risultato? Un nuovo prodotto, ovviamente; il cui nome è “Nabiretta Neurodiversa”. L’attività svolta (importante per i protagonisti, a contatto diretto con il significato dei concetti di orario, responsabilità e obblighi professionali) ha ovviamente comportato costi; che sono stati sostenuti da Dalia Blu, ma che potrebbero essere ripagati dalla vendita della birra stessa, uscita in 3.500 bottiglie. Ed eventuali ulteriori ricavi saranno devoluti a un successivo progetto solidale.

Lara Don BatPassiamo ora in Sardegna, dove la microbrewery Lara (a Tertenia) – da sempre animata dal principio che recita Bere Birra per Bene – lancia una referenza nuova nuova, la  Don Bat, con l’ambizione farne in veicolo di contributo allo sviluppo e al miglioramento del territorio. Al punto che, ruotante attorno all’ultimogenita del marchio isolano, c’è un ben preciso programma teso a dare impulso alla crescita del sistema locale, anche e soprattutto in termini di incremento delle occasioni d’impiego per i giovani della collettività. Primo passo, la costituzione di un fondo gestito dalla Diocesi di Tertenia in collaborazione con gli stessi proprietari del brand Lara; alimentato dai proventi della vendita dell’etichetta debuttante; e destinato a finanziare operazioni quali la realizzazione d’infrastrutture per la formazione e l’aggregazione o borse di studio per i ragazze e ragazzi.