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Birra Perugia, quando il Barley Wine sposa botti e ceramiche d’autore

Non ha nomi d’arte il Barley Wine di Birra Perugia, si chiama semplicemente come la propria tipologia d’appartenenza. Di “artistico” ha invece la confezione, che cambia ogni anno e che, per la collezione inverno 2014-15 si presenta nella forma di un’elegante bottiglia in gres porcellanato, smaltata in nero opaco e chiusa con tappo meccanico. E la raffinatezza del packaging (oltre alla fattura del contenuto liquido, s’intende) non è peraltro l’unica virtù di questa produzione stagionale del giovane marchio umbro. Alle spalle, infatti, c’è un progetto organico che affianca al mondo brassicolo artigianale, altri due microcosmi d’eccellenza: quelli del vino e della ceramica. Gli impianti di brassaggio sorgono infatti nei pressi delle colline di Torgiano, notoriamente vocate alla viticoltura e “culla” di una delle cantine più rappresentative del panorama regionale, quelle di Lungarotti: le cui barrique, dopo aver affinato i grandi rossi della casa enologica, vengono utilizzate anche per la maturazione del Barley Wine in questione.

Ultimo tassello, il birrificio si trova a una manciata di chilometri da Deruta, celebre per le sue ceramiche d’autore: non poteva che spettare a queste ultime l’onore di accogliere il Vino d’Orzo dei vicini, ultimata la permanenza in legno. Come detto, la bottiglia viene realizzata in edizioni diverse, per ogni millesimo: stavolta – con il supporto della designer Marta Toni – è stata concepita dagli allievi della Scuola Romano Ranieri, sotto la direzione dello scultore Nicola Boccini. Tiratura ovviamente limitata: 200 esemplari appena.
dd