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Il bicchiere da birra: curiosità storiche

Una volta che siamo pronti per versare la birra in un bicchiere ben pulito e risciacquato, abbiamo il compito di scegliere il bicchiere ideale che sappia esaltarne le qualità olfattive e gustative (guida alla scelta del bicchiere). Ma quali furono i primi “bicchieri” destinati a bere birra? Senza dubbio…..le mani nude! È soltanto con lo svilupparsi dell’ingegno umano che si ricorse dapprima a conchiglie e cortecce trovate in natura poi a rudimentali ciotole, fino ad arrivare all’utilizzo del corno dei bovini.

Sebbene la scoperta del vetro da parte dei Fenici si faccia risalire intorno al 1800 A.C., i Romani vennero a conoscenza dell’arte vetraria della Siria per mezzo delle conquiste in Medio Oriente e ben presto scoprirono quanto il vino fosse più gradevole se bevuto nel bicchiere di vetro, tanto che già a partire dal primo secolo D. C. diventò uno strumento di uso comune. Gli antichi bicchieri hanno avuto per la maggior parte la forma di “gotto” e raramente avevano un piede e un gambo.

Durante il Medio Evo si ha la comparsa dei primi boccali dapprima in legno  e poi di stagno ma il vetro torna prepotentemente in auge durante il tardo Rinascimento e si perfeziona con l’avvento del vetro “cristallino” ad opera dei vetrai veneziani e boemi. Nel 1676 in Inghilterra nasce il “cristallo al piombo”. Questo tipo di impasto permette di apprezzare maggiormente il colore e la limpidezza della bevanda. Inoltre essendo più duro e resistente del cristallo di Boemia e del vetro veneziano, si presta molto di più a incisioni, intagli, molatura. In breve tempo si sviluppa e afferma in tutta Europa.

Ma veniamo alla birra. Considerata bevanda meno nobile del vino la si beveva a fiumi in contenitori di qualsiasi materiale come osso, legno, cuoio, terracotta, ceramica, ferro, peltro e altro ancora. Con l’avvento dell’industrializzazione, il bicchiere di vetro, fino ad allora riservato alle classi agiate,  diventa economico e fa la fortuna della birra creata a Plzen nel 1842 la cui accattivante limpidezza e il cui affascinante colore  dorato vengono esaltati dalla  trasparenza del bicchiere di vetro. I primi bicchieri di vetro per birra sono simili ai boccali ma ben presto i fabbricanti abbandonano i manici e si indirizzano verso forme più essenziali e funzionali.

Oggi, con l’affinamento del gusto, tutti sanno che ad ognuno dei numerosissimi e diversissimi stili birrari, corrisponde un bicchiere appropriato che possa esaltare le caratteristiche olfattive e gustative della birra. Ad esempio, una secca e amarognola pils tedesca avrà bisogno di un bicchiere con l’apertura leggermente chiusa verso l’alto per trattenere e non disperdere i delicati e volatili profumi mentre una forte trappista esalterà la complessità dei suoi aromi ed il suo esplosivo fruttato in una coppa dall’ampia apertura. Invece non tutti sanno che il concetto di “degustare” una birra, e non più solo “trangugiare”, è relativamente recente, in quanto si attribuisce la nascita del primo bicchiere da degustazione alla birreria fiamminga Moortgat  che nel 1970 per la sua Duvel creò un balloon perfetto per contenere ed esaltare il suo caratteristico “chapeau” di schiuma candida e pannosa. Da allora  si è affermata la confortante tendenza a servire una birra in modo corretto e nel bicchiere adatto. Uno dei parametri più attendibili per determinare il livello di un pub riguarda proprio la cultura birraria del gestore e di conseguenza dello staff. Cultura che si manifesta in molteplici fattori, non ultimo il servizio e una birra servita a regola d’arte nel bicchiere apposito.