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Firenze: le migliori birrerie

Firenze è una città dal passato glorioso, la sua bellezza è unica e riconosciuta a livello mondiale. Un’eredità pesante che a volte pare imprigionare presente e futuro. Qui si respira un’aria poco incline al cambiamento: il fiorentino non ama le novità e del resto nemmeno il turista, in cerca di tradizione. Se a questo aggiungiamo un tasso di consumo di birra contenuto anche rispetto alla media nazionale (pur bassa), abbiamo alcune delle motivazioni che spingono questa città ad avere il freno a mano tirato sul fronte birra artigianale. Che poi a volgere lo sguardo indietro nel tempo troviamo esempi di successo in campo birrario come quello di Karol Paszkowski, che nel 1903 aprì l’omonima birreria in Piazza della Repubblica, nel cuore cittadino (venti anni dopo la produzione supererà i 40.000 hl). Ma questo è il passato remoto. Per trovare traccia di birra artigianale in città in maniera compiuta dobbiamo risalire alle iniziative culturali promosse oltre un decennio fa dalle tante associazioni presenti, molto attive nonostante un panorama locale allora asfittico.

Tra le realtà che hanno avuto il merito di aver arato il campo troviamo la Pinta Medicea, associazione nata ufficialmente nel 2007 da un gruppo di appassionati guidati da Fabio Giovannoni, oppure il Livingstone Club attivo dal 2008 grazie alla passione autentica di Franco Fratoni, a cui si aggiunsero i Birranti, specializzati nella realizzazione di cene a tema, e anche la condotta locale di Slow Food, trascinata sul fronte birra dal vulcanico Francesco Ranzani. A queste dobbiamo aggiungere anche Fermento Birra che fin dal 2007 aveva scelto la città gigliata come sede e che oltre ad informare via web si impegnava nella realizzazione dei primi appuntamenti dedicati, ad esempio realizzando, insieme alla Pinta Medicea (2008), il primo corner birra all’interno della oggi famosa manifestazione Taste, oppure Fermento Birra Show (2010) tra i primi festival cittadini con birrifici locali e nazionali presenti. Insomma la sete non mancava, gli appassionati c’erano e crescevano in numero, quello che mancavano al tempo erano i luoghi dove ritrovarsi a bere buona birra. Bisognerà infatti aspettare qualche anno prima che la birra artigianale comincia a sgorgare dalle spine dei pub fiorentini. Precisamente nel 2012, il Beer House Club che aveva iniziato a fari spenti come circolo, apre le porte con una proposta craft (oggi un recente cambio di gestione a portato il locale su altre vie), seguita da Archea Brewery, che risponde con birre autoprodotte e una selezione di artigianali finalmente all’altezza di questa città. Nel tempo altri locali degni di nota sono nati (pochi) e altri hanno cercato una conversione al credo craft, a volte anche solo parziale e in maniera non troppo convinta. Dunque, vale la pena venire a Firenze per un beer tour? Dipende cosa cercate. Non è una città per nerd, questo va detto. Il sì di risposta diventa squillante invece, nel caso in cui si cerchi una meta che plachi la voglia di buona birra in posti piacevoli, gestiti da publican capaci – perché le punte di diamante ci sono e danno soddisfazione – all’insegna di un percorso animato anche dalla voglia di ammirare e vivere la città. Per questa categoria di birronauti abbiamo elaborato tre percorsi, obbligatoriamente da realizzare a piedi: il vantaggio che offre la Firenze da bere è proprio la possibilità di pianificare un’esperienza gastronomica e culturale scadenzata ad ogni sosta da un ristoro birrario dalle caratteristiche diverse. Vuoi per le brevi distanze cittadine, vuoi per l’alta concentrazione dei locali in poche aree contigue, bastano gambe e sete per bere ottime birre passeggiando tra meraviglie rinascimentali.    

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