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Stili da riscoprire. Olanda: le Dutch Oud Bruin

dark-ale-1Oud Bruin, istruzioni per l’uso. Nel senso che la stessa denominazione ha due diverse, diversissime interpretazioni, e a non molti chilometri di distanza. Se nel Belgio fiammingo tale qualifica coincide con quella di Flemish Brown Ale e designa una tra le tipologie Sour più apprezzate dai passionisti del genere, basta attraversare il confine con i Paesi Bassi per imbattersi (se non si tenga presente l’avvertenza riferita in queste righe) in una bevuta che poco o niente ha in comune con l’omonima (ma non omologa!) delle Fiandre.

In Olanda, infatti, la classificazione di cui stiamo parlando – alla quale d’ora in avanti ci riferiremo, per evitare equivoci, utilizzando la locuzione Dutch Oud Bruin – corrisponde a una bassa fermentazione, di color mogano o affine, di grado alcolico penitenziale (dal 2,5 al 3,5%), integrata con dolcificanti al fine di dare spessore a un’architettura sensoriale altrimenti al minimo. Si tratta – secondo le indicazioni fornite dalla fonti disponibili – di una tipologia emersa, nella sua attuale connotazione, attorno alla metà del Novecento. Lo stile originario però, un filone attestato almeno fino al primo decennio dello stesso secolo, attribuiva all’espressione Oud Bruin un regime di basso contenuto etilico, tinteggiatura ambrato scura (Bruin ovvero bruna), alta fermentazione. Si trattava di un blend tra due birre: una più anziana (da cui l’aggettivo Oud ovvero Old) e diventata perciò acidula, nonché astringente; e una più giovane (ancora in piena forma), chiamata a rendere la sorella maggiore ancora potabile, evitando la necessità di dover buttarla.

lindebooms-oud-bruinPopolare soprattutto nei circondario di Breda e in quello di Maastricht (dove prendeva l’appellativo di Aajt, termine locale per Old), questo particolare mix brassicolo fu, insieme alla maggior parte delle Ale olandesi, spazzato via dopo la prima guerra mondiale da parte dello tsunami dell’avanzata delle Lager. Dopo qualche decennio, tuttavia, la dicitura – evidentemente sedimentata nel costume e nell’affetto del Paese – fu come detto ripresa, vedendosi però applicata alla fisionomia, procedurale e gustolfattiva, descritta all’inizio. In particolare l’operazione fu condotta da alcuni marchi che oggi appartengono all’area industriale; e così, ancora adesso, troviamo diverse performance in modalità Dutch Oud Bruin da parte di compagnia quali Heineken (la prima, probabilmente a rilanciare la denominazione), Gulpener, Grolsch, Amstel, Dommelsch, Alfa e Budels.