Pinta e tabacco: negli Usa impazza il sigaro alla birra

Il gusto pieno di una tsamuel-adams-brewlywed-650-25-510x600ostata Imperial Stout, di una robusta Old Ale o di un vinoso Barley Wine e il piacere di un buon sigaro di qualità. Immagine classica, quasi iconografica, tanto solida è la sua presenza nella letteratura degli abbinamenti. Ma poiché l’evoluzione del costume non si ferma mai e propone trovate sempre nuove, negli Stati Uniti si è da tempo andati ben oltre il semplice affiancamento sensoriale (la pinta in una mano e nell’altra il figlio prediletto del tabacco), per celebrare invece una vera e propria fusione dei due diversi dna: salutando quindi l’avvento dei sigari alla birra, nel senso che i primi vengono aromatizzati con la seconda, ricevendone l’abbraccio in fase di stagionatura. L’idea è targata a doppia sigla, frutto di una collaborazione tra la Ted’s Cigar (di Louisville, nel Kentucky) e la Samuel Adams (bandiera brassicola di Boston, nel Massachussets), incamminatisi da un paio d’anni lungo un percorso durante il quale hanno lanciato produzioni a disponibilità stagionale che hanno raccolto la curiosità e l’apprezzamento del pubblico.

Come il Brewlywed Ale Cigar, il cui profumo è dato dall’incontro appunto con la Brewlywed Ale, la Belgian Strong “speciale per matrimoni” brassata un solo giorno l’anno e luppolata all’australiana con Summer and Stella. Le cui note floreali (apportate proprio dai preziosi coni oceanici) e fenoliche (i chiodi di garofano, dono del lievito) sembrano sposarsi – è il caso di dirlo – a meraviglia con le virtù organolettiche del tabacco.