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Piccoli birrifici crescono: BirrOne

A volte capita che una difficoltà si riveli provvidenziale. Un esempio pratico? Siamo a Verona con Fermento Birra, all’evento del Santo Patrono, e grazie al successo delle birre artigianali rappresentate e anche alla sana voglia di birra del popolo veneto rimaniamo a secco con ancora un giorno di fiera davanti… Breve consultazione della mappa dell'”Italia birraria” e decidiamo di  approvvigionarci dal birrificio BirrOne di Isola Vicentina, di cui avevamo bevuto qualcosa a Sapore di Rimini, dove tra l’altro era stato premiato da “Birra dell’Anno” con la sua Cibus nella categoria delle birre con frumento maltato di ispirazione tedesca.

IL-BIRRONE-VICENZA

Uscita Vicenza Ovest, venti minuti in direzione Schio ed ecco che troviamo alla porta del piccolo stabilimento Simone del Cortivo, il birraio. Sorridente, rassicurante, con un’aura da braumeister bavarese, ci accoglie con la sua produzione partendo da una Helles, stile che interpreta fedelmente con la SS46. Iniziamo bene perché, diciamocelo, trovare una bassa fermentazione artigianale in Italia che ti sappia stupire per pulizia e freschezza dei profumi non è proprio facile. Capiamo definitivamente di aver risolto la nostra “emergenza birra” assaggiando la Brusca, altra bassa fermentazione in stile tedesco dai toni leggermente più erbacei e dal finale più secco. Così, incuriositi dalla felice scoperta, cerchiamo di saperne di più su questo birraio vicentino.

L’avventura, ci racconta, parte ufficialmente il 19 aprile 2008 ma la passione per le birre, la “smania” come ci dice, viene da lontano. L’amore per le birre tedesche lo spinge, fin dalla fine degli anni ’80, a varcare il confine più volte alla ricerca di piccole brauhaus bavaresi. La moglie, probabilmente anche per ridurre i continui blitz birrari in terra tedesca, gli regala un kit nel ’98. Ma l’imprinting con l’homebrewing non è dei più felici, perché ormai le papille del nostro birraio sono tarate sull’eccellenza artigianale tedesca e il suo obiettivo è realizzare una Hell come le migliori bavaresi. Fortunatamente nel suo peregrinare in Italia incontra Paolo de Martin, mastro birraio del birrificio Barchessa di Villa Pola, che lo aiuta molto ad affinare la sua tecnica, applicata al più impegnativo ma più performante metodo “all grain”. Gli scambi con i birrai tedeschi sono molteplici, soprattutto con il braumeister di Bruckberg a cui, per sua stessa ammissione, deve molto. Così il passaggio da 25 a 50 litri e, successivamente, ad una vasca del latte da 400 accompagnata da una cella frigo e un paio di fermentatori cominciano ad essere giustamente interpretati come chiari indizi: aprire un microbirrificio.

simone birroneSuperati caparbiamente problemi burocratici, affidata al padre e al fratello l’attività di panettiere, nell’aprile del 2008 apre i battenti il BirrOne, con lo slogan: “Birra da bere”. Sì, perché la filosofia che ispira il birrificio porta alla realizzazione di prodotti di ispirazione tedesca molto beverini. E anche quando prende piede l’estro italiano e si passa all’alta fermetazione, creando ad esempio birre come la Maranella, con aggiunta del locale Mais Marano, quel gusto pulito e la facile beva rimangono intatti, anche per merito di uno scrupoloso processo di lagerizzazione. E il pubblico veneto sembra davvero gradire, se dopo due anni il birrificio produce più di mille ettolitri di birra, quasi completamente infustati. Chi produce lager sa le difficoltà produttive e i problemi di stabilità del prodotto. Anche Simone ne è consapevole, per questo nonostante le piccole dimensioni si è affidato recentemente a un laboratorio di analisi esterno, che gli permette di valutare e monitorare costantemente la produzione.

Otto sono le birre fisse, oltre a due stagionali (si rimanda al sito per la gamma completa). Molte per un birrificio giovane, non troppe però se si pensa alla lunga gavetta e se a guidare il birrificio c’è un birraio con voglia di sperimentare. Le prossime novità? Sicuramente ai sui fan il Birrone regalerà qualche birra ben luppolata, che ancora mancava all’appello, come ad esempio la Saffy, una blonde ale realizzata con una generosa luppolatura e destinata a interessanti variazioni sul tema.

Così risaliamo sul nostro furgone, soddisfatti della nuova conoscenza, convinti dalla qualità delle birre e dalla vera passione che anima il birraio. Un elemento distintivo, un movente che contraddistingue il prodotto artigianale, quello della PASSIONE, che riteniamo imprescindibile soprattutto adesso che si prefigurano aperture dettate semplicemente da interessi economici. Un sano romanticismo birraio che vogliamo ricordare e diffondere riportando il bel commento lasciato dal birraio Simone in un forum, pochi giorni prima dell’apertura del suo birrificio:

Titolo post: nuovo birrificio BirrOne
« inserito:: Aprile 09, 2008, 11:24:41 »

E’ stato un parto lungo e travagliato ma finalmente è nato.
Il 19 Aprile inauguriamo a Isola Vicentina (Vicenza) “BirrOne”.
Micro realizzato dopo anni passati a valutare la fattibilità o meno del progetto. Anni di passione ed entusiasmo. Anni di ripensamenti madornali. Anni in cui la ragione mi ha portato più volte a lasciar perdere. Ma il cuore dopo poco riprendeva ad eccitarsi e a riportarmi al centro del vortice. In altre parole la passione per il “fare birra” stavolta ha avuto il sopravvento. O lo facevo adesso o mai più. Siccome ho provato a dire mai più tante volte, eccomi qua. Con gli occhi lucidi di fronte alla nuova macchina (come dicono i tedeschi braumachine) come di fronte ad una morosa nuova. Con quasi la paura di toccarla… Ma quando pian piano inizi a farla muovere ti senti a tuo agio e ti lasci trasportare da lei. E con lei procedi fino alla fine. In un crescere di sensazioni e di emozioni condivise. Fino al momento del piacere sublime. E quando sei stanco ma felice la guardi…..e ti senti un re.

Vedi scheda birrificio e birre degustate