California Beer Route: dal sud di San Francisco al Russian River

Se provenite da sud in direzione San Francisco e volete avere un’idea più precisa di cosa sia veramente un brewpub americano e di cosa sia in grado di offrirvi può valere la pena fare una deviazione verso Morgan Hill, cittadina un po’ sperduta fra San Jose e la Silicon Valley, e fare una rapida tappa a El Toro B.C. Se già da fuori le dimensioni sono piuttosto inusuali rispetto al corrispettivo medio italiano – Birrificio di Como escluso – all’interno lo spazio è notevole ed è un po’ pub con tanto di palco per i concerti ed un po’ ristorante all’americana con tanto di soppalco.


La parte più interessante è ovviamente il bancone e ciò che sta dietro: circa 25 differenti spine delle loro birre!!! Le tipologie, proposte con alterni successi ed a prezzacci davvero molto convenienti, sono le più disparate ed è un’impresa assaggiarle tutte… Fra una California Common Style (lo stile storico di “steem beer” che usa lieviti da lager a temperature da ale reso famoso da Anchor), una Golden Ale, una Bock, una Porter e chi più ne ha più ne metta, l’assaggio più istruttivo è stato quello delle Extra Hoppy Poppy Jasper monoluppolo, praticamente la buona Poppy Jasper Amber Ale (Galena, Cascade, Liberty) extraluppolata con differenti tipologie di luppolo aggiunte singolarmente. Delle tre versioni presenti – Simcoe, Centennial, Columbus – abbiamo maggiormente apprezzato la Simcoe con aromi molto americani di resine, agrumi ed ananas mentre la Centennial ci ha stupito per note meno “modaiole” ed un po’ più orientate all’erbaceo. Un luppolo questo, ci spiegheranno in seguito, piuttosto utilizzato come “base” per la luppolatura negli Stati Uniti. Non abbiamo ovviamente potuto esimerci dall’assaggiare un dito del Lambic che occhieggiava dalla spina all’estrema sinistra: aromi di sarcofago polveroso rimasto chiuso per secoli in qualche sepolcro per una bevanda semplicemente raccapricciante…


E subito riprende il viaggio… direzione San Francisco! Ma una città così ricca di quartieri interessanti ed attrazioni turistiche e culturali, nonché – anzi soprattutto! – di luoghi birrari di primissimo livello merita un capitolo a parte, e noi gli dedicheremo il prossimo. Se trascorrerete qualche giorno a San Francisco, come è probabile che accada durante un viaggio in California, vi consigliamo caldamente di attraversare il Golden Gate e dedicare un’intera giornata ad un’escursione nella regione del Russian River, attraversando la Napa e la Sonoma Valley. Sono luoghi in cui la vita scorre in maniera diversa rispetto alla frenesia e al mix di culture della vita urbana, piccole cittadine si intervallano ad aride collinette e luoghi rurali, i prezzi sono più accessibili rispetto alla città, la qualità della vita molto alta, le persone sempre rilassate e disponibili, inoltre troverete forse i migliori piatti che la cucina californiana può offrirvi a livello di pub. 

Decidete voi se resistere alle tentazioni vinicole della Wine Country, noi che siamo dei duri e puri della craft beer abbiamo puntato dritti verso il Russian River B.C. di Santa Rosa per provare le birre del grande Vinnie Cilurzo, maestro nella produzione di birre maturate in legno tanto quanto degli stili classici americani e con un debole per la tradizione belga. Il locale è ampio, l’accoglienza estremamente calorosa, la musica ottima e per mangiare troverete una ghiotta “reinterpretazione” della pizza – alla fine gli italiani reinterpretano le American IPA, loro potranno farlo con la pizza no?
Ma parliamo delle birre… Memori di vecchie diatribe su it.hobby.birra il primo assaggio va alla Defenestration, una Belgian IPA – anche detta American-Belgo IPA – dal colore dorato/aranciato meno mielosa e più secca della Chouffe Houblon, finora nostro unico punto di riferimento per questo neo-stile che coniuga luppolatura americana ad un profilo aromatico di impostazione belga. Altri assaggi ci confermeranno che in USA questo ibrido belga-statunitense viene proposto con un taglio più equilibrato, più secco e anche meno alcolico, con luppolatura americana presente ma non soverchiante. Insomma, alla finela Houblon fa stile a sé… Proseguiamo con una tripletta di classiconi trionfanti di luppolo come la Russian River IPA, la Blind Pig IPA, la Pliny the Elder – eccezionali! – ma alla spina e in bottiglia troverete numerose altre proposte che spaziano su diversi stili del belgio.


Un’ottima idea sarebbe stata una visita al nuovo birrificio dedicato alla produzione della birre destinate alla vendita al di fuori del brewpub dove avremmo trovato Vinnie al lavoro, ma purtroppo abbiamo mancato l’obiettivo. In ogni caso, dopo breve consulto telefonico, un giovane aiuto birraio avendo ricevuto “dall’alto” l’autorizzazione ci introduce alla visita dell’impianto del brewpub e all’assaggio di un paio di meraviglie maturate in legno. Fra botti, fermentatori e alambicchi pieni di lieviti e dalle etichette misteriose incontriamo due classici della birra californiana: la Temptation, ale dorata maturata in botti di chardonnay con brettanomiceti, e direttamente dal maturatore la Beatification, fermentata spontaneamente dentro a botti esauste precedentemente usate per altre produzioni. Sono birre d’eccezione, dall’acidità spiccata e dal profilo molto complesso.

Se la memoria va immediatamente al Pajotterland ed alle sue birre tradizionali, c’è da dire che il Lambic resta un prodotto a sé stante e dal profilo differente – forse inarrivabile nei suoi esempi migliori – e che sarebbe sempre più corretto parlare di ale acide o inventarsi un nome tutto nuovo, come in questo caso ha fatto Vinnie battezzando la Beatification come sonambic, cioè lambic di Sonoma, in onore al suo territorio ed al grande padre di questa tipologia di bevande. Un parallelo che ci è venuto spontaneo è quello con Riccardo Franzosi del Birrificio Montegioco, il principale birraio che in Italia ha intrapreso una strada simile sugli esperimenti in botte raccogliendo già prestigiosi riconoscimenti ed a cui auguriamo di avere presto lo stesso successo tributato a Vinnie sull’intera gamma delle sue produzioni.


Lungo la strada del rientro a San Francisco un amico conosciuto a Russian River B.C. ci consiglia un posto da non perdere – anche se in realtà scopriremo che era il marito della manager del locale. Quando il beerhunting si fa duro… A Sebastopol la Hopmonk Tavern è un (brew?)pub – in realtà serve birre “etichetta” prodotte da affermati birrifici – con numerose birre ospiti effettivamente da non perdere – abbiamo purtroppo glissato sulle birre “autoctone”, non si può fare tutto… Prezzi ottimi, clima rilassato, grandissima selezione di birre, cibo eccellente – fantastici i calamari selvaggi con salsa all’aglio e lemongrass – che volete di più? Alla spina una rarità assoluta come la Eric’s Ale Oak Aged Limited Hybrid Sour di New Belgium davvero molto buona, invecchiata 3 anni, bretta in evidenza, morbida e citrica con leggero acetico e finale sulla dolcezza.

Altra chicchetta che abbiamo apprezzato è La Roja di Jolly Pumpkin, una amber ale maturata in botte dal corpo leggero e davvero favolosa, ancora bretta, note di ossidazione, frutti rossi e legno che scaldandosi emerge in evidenza. Il ricordo qui va alle tradizionali red flamish delle Fiandre Occidentali… solo che siamo in California! E chi l’avrebbe mai detto che sarebbe diventato più semplice trovare birre acide vicino alla costa del Pacifico che dalle parti di Roeselare? Come terra promessa del beerhunter da queste parti la concorrenza al Belgio si sta facendo parecchio dura…