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Cozze fritte marinate alla birra su coulis di pomodoro

cozze frittePulire e lavare bene le cozze, metterle in una padella coperta e farle aprire a fuoco basso, affinché espellano tutta la loro acqua. Una volta aperte, sgusciarle e metterle in una terrina a marinare, insieme all’aglio e al prezzemolo, un po’ di sale e origano, il pepe, il peperoncino e la birra. Nel frattempo sbucciare i pomodori e privarli dei semi, passarli al passaverdura, quindi montare il succo ottenuto con un frullatore a immersione, aggiungendo parte dell’acqua di cottura delle cozze, filtrata, e l’olio, ottenendo così il coulis. Scolare le cozze dal liquido della marinata, passarle nell’uovo sbattuto e nel pangrattato per ben due volte, perché risultino ben impanate. Friggerle nell’olio molto caldo, scolarle e servirle sul coulis di pomodoro, decorato con le foglie di basilico e contornate dal pane toscano.

cozzeIngredienti per 4 persone:
1,5 kg di cozze
2 spicchi di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
origano
1 peperoncino tritato
1 dl di birra
500 g di pomodori maturi
1 dl di olio extravergine d’oliva
2 uova
150 g di pangrattato
1 mazzetto di basilico
6 fette di pancarré tostate
1 litro di olio di semi per friggere
sale e pepe nero

 

biondaLa birra
Una ricetta di facile preparazione, stuzzicante, dove la birra è impiegata nella marinatura del mollusco. La soluzione al quesito dell’abbinamento può esser quella di puntare sulla nota dolce del malto con l’obiettivo di andare a completare la sapidità della cozza e l’acidità del pomodoro. Una birra morbida e fresca magari con una percentuale di frumento o farro a dare una leggera nota di acidità, corredata da una fresca speziatura (es.: pepe, agrumi, coriandolo). A livello stilistico la birra incarna le caratteristiche di una blanche, ma esistono molte interpretazioni italiane non classificabili che possono fare al caso nostro. In abbinamento potremo continuare ad utilizzare la birra stappata tra i fornelli o cambiare, ad esempio con un’ambrata bock, fresca e ben equilibrata, avendo cura di evitare esempi con note maltate troppo pronunciate.


L’autore

Leonardo Romanelli è giornalista, sommelier, gastronomo, autore di libri e conduttore radiotelevisivo. Attualmente collabora come redattore per le guide gastronomiche e vinicole edite dal Gambero Rosso. È consulente artistico di numerose manifestazioni dedicate alla buona tavola, nonché autore di libri sull’arte della degustazione. In televisione si è fatto notare come critico nel programma “Chef per un giorno” in onda su La7. Nel web scrive su Quinto Quarto, il suo blog, oltre che per i siti Dissapore e Intravino.

Ricetta apparsa su Fermento Birra Magazine