Chiude Birra del Borgo, addio al marchio abruzzese acquistato da AB InBev
A inizio giugno AB InBev, il più grande produttore mondiale di birra, ha annunciato la cessazione dell’attività produttiva di Birra del Borgo, concludendo in modo drammatico la parabola di un marchio che è stato protagonista assoluto della scena artigianale italiana per oltre un decennio. La decisione è maturata a causa di perdite finanziarie ormai insostenibili, con un passivo di circa 2 milioni di euro registrato nel 2025 che va ad aggiungersi ai 19 milioni accumulati nel triennio 2022-2024. Resta ora ad alto rischio la posizione dei 21 lavoratori impiegati nello stabilimento.

Fondata nel 2005 a Borgorose (Rieti) da Leonardo Di Vincenzo, Birra del Borgo ha saputo imporsi sulla scena italiana e internazionale grazie a un’ampia gamma di birre innovative, alle numerose collaborazioni e alla forte visione del suo fondatore. Nel 2016 l’azienda, che nel frattempo aveva avviato un secondo e più grande impianto produttivo, fu ceduta interamente ad AB InBev, provocando un vero e proprio terremoto nel movimento brassicolo italiano.
Nel primo periodo post-vendita Leonardo Di Vincenzo e buona parte dello staff erano rimasti all’interno della struttura, garantendo una apparente continuità. Nel 2019 il fondatore ha lasciato definitivamente l’attività, seguito da gran parte della squadra storica. I nodi sono venuti al pettine nel 2022, anno in cui è stata chiusa L’Osteria del Borgo a Roma e contemporaneamente annunciato il drastico ridimensionamento dell’azienda. Nello stesso anno sono stati ceduti il marchio Collerosso e l’impianto storico di Borgorose (dedicato alle fermentazioni spontanee) a Matteo Corazza, storico birraio della prima ora. Poiché il colosso multinazionale ha già dichiarato di non voler esternalizzare la produzione del brand nei suoi stabilimenti industriali, l’unica possibilità di sopravvivenza per il marchio resta una proposta d’acquisto da parte di terzi, un’ipotesi che al momento appare purtroppo remota.
