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California Beer Route: San Diego (seconda parte)

Per il beerhunter europeo SAN DIEGO rappresenta indubbiamente la quintessenza della vacanza birraria californiana da manuale: fra un pub/brewpub e l’altro cosa c’è di meglio per spezzare la giornata che rilassarsi su una spiaggia da telefilm dove farvi baciare dal sole, circondati da autoctone/i abbondantemente e sgargiantemente tatuate/i – praticamente tutti… – e fisicate/i  – praticamente tutti… – che fanno surf, giocano a frisbee, oppure praticano sport o skate sul lungomare? Sembra il trionfo del luogo comune eppure la California del Sud è proprio così… Mi raccomando però: niente alcolici all’aperto, se non trasportati dentro agli appositi sacchetti! E soprattutto, divieto totale in spiaggia! Se però, magari accaldati dal sole o a causa della fauna locale, vi dovesse venire voglia di una birretta corroborante, ecco un paio di soluzioni a ridosso delle spiagge della città.

Il Newport Pizza & Ale House si trova a quattro passi dal molo della spiaggia più “hippie” di San Diego, Ocean Beach. E’ essenzialmente un bar con tavola calda senza troppe pretese come tanti lungo la costa. Nonostante questo, insieme alla pizza al trancio, propongono un’ottima lista di birre alla spina californiane e non, oltre ad una notevole selezione di bottiglie comprese alcune dal Belgio, il tutto a prezzi concorrenziali. Noi abbiamo preso una Oskar Blues Gordon, una “red IPA” piuttosto beverina, con evidente caramello e tostature, dall’amaro presente ma non esagerato, la Lightning Electrostatic Ale, una saison carente di secchezza e finezza, una Port Brewing Quad che probabilmente altri non era che una Lost Abbey Judgement Day alla spina, 11° di bontà e di cui parleremo nella prossima puntata.

Sempre nelle immediate vicinanze, il The Vine è invece un locale più elegante – e ovviamente più costoso – adatto per una cena di buon livello. I tavoli – udite udite! – sono apparecchiati con la tovaglia, accorgimento per nulla in voga negli States. Come suggerisce il nome, è orientato più verso i vini, ma è presente anche una buona selezione di bottiglie compresi alcuni prodotti del Belgio. La Ommegang Three Philosophers 2008, birra costosa e celebrata prodotta con un assemblaggio fra una quadrupel e un kriek lambic, ci ha piuttosto deluso: poco carattere, piuttosto semplice, e soprattutto l’acidità del lambic… dov’era?!? Più interessante la Avery Anniversary Ale Fifteen 2008, una ale di 7.68° – sì, vabbé… – prodotta con fichi, fiori di ibisco, pepe bianco e fermentata al 100% con brettanomiceti, una birra asciutta e orvaleggiante, con sentori di cuoio ed un finale di crosta di pane. La Boulevard B.C. Double Wide IPA è invece una IPA rifermentata in bottiglia, in verità un po’ un marmellatone amaro con finale di liquirizia.

Se invece vi trovate nella frequentata, sportiva e godereccia Pacific Beach, l’indirizzo da non mancare è il PB Tap Room. Locale molto piacevole e frequentato nelle ore serali, organizzato tipicamente all’americana con ampi spazi e sgabelli su cui sedersi per prendersi una birra e mangiare una “pizza”, offre una selezione ottima e numerosa di birre alla spina incentrata soprattutto sugli eccellenti produttori locali senza trascurare guest beers come alcune chicchette europee. La lista delle bottiglie non è da meno con poche, ma selezionate rarità. Le birre vengono servite a temperatura corretta ed i prezzi abbordabilissimi. Il loro sito addirittura mostra le disponibilità alla spina in real time (!!!), il nostro sospetto è che l’offerta sia addirittura aumentata dalla nostra visita. Fra le birre presenti segnaliamo la Victory Festbier, una marzen pulita ma un po’ abboccata per i nostri gusti, ed il solito assegno circolare di Stone, in questo caso l’ottima Smoked Porter.

In città, un indirizzo da non mancare è la filiale locale del Tornado, appunto il Tornado SD. E’ più tirato a lucido e fichetto rispetto dell’originale di San Francisco, profuma di nuovo essendo stato aperto da poco e l’atmosfera non è certo paragonabile, ma le selezione non ha nulla da invidiare al capostipite, anzi la lista in bottiglia è forse ancora più nutrita. Anche qui troverete presenti alla spina i migliori nomi locali e della California intera, e nei frigo chicchette come Lost Abbey Cable Car e Lost Abbey Isabelle Proximus di cui parleremo la prossima puntata, oltre a rarità straniere assolute molto difficili da trovare persino in Europa.

In ogni caso anche a San Diego si ribadisce la consuetudine ad ogni pub o tavola calda di avere sempre a disposizione almeno una spina di birra artigianale, sia essa l’immancabile Sierra Nevada Pale Ale piuttosto che la locale e molto diffusa Ballast Point Yellowtail Pale Ale o altro. Discorso analogo per i liquor shop, dove è sempre possibile trovare qualche prodotto locale particolare. Noi abbiamo incrociato la Left Coast B.C. Torrey Pines IPA, caramellata e tostata di discreta beverinità, per aggiungere un nome. I prezzi inoltre sono in media più vantaggiosi di quelli, comunque abbordabili, presenti a nord in città come San Francisco. Una soluzione intelligente offerta a clienti ed appassionati dal birrificio cittadino Ballast Point e che sarebbe stupendo importare anche qui da noi è la possibilità di recarsi direttamente al birrificio con un bel contenitore in vetro da un gallone e, dopo aver assaggiato le birre presenti ed aver scelto la preferita, farselo riempire della “birra da pasto” prescelta ad un prezzo davvero concorrenziale. Già, sarebbe proprio bello…

Nonostante le attrattive, l’atmosfera piacevole e rilassata di San Diego e la presenza di altri luoghi birrari in città che non abbiamo avuto il tempo di visitare e quindi di segnalare, vale davvero la pena fare almeno una gita fuori città per visitare uno dei tanti birrifici dell’area circostante. La scelta è in verità ardua, vista l’offerta strepitosa: Alpine B.C. Pizza Port Solana Beach, Pizza Port Carlsbad, i brewpub presenti nell’elegante villaggio di LA JOLLA e si potrebbe continuare ancora l’elenco… Noi abbiamo deciso di calare i due assi: visita in mattinata a SAN MARCOS da Lost Abbey e Port Brewing, a seguire pranzo a ESCONDIDO da Stone B.C. Parleremo diffusamente dell’indimenticabile visita al birrificio di Tomme Arthur nell’ultima puntata del report… Per il momento ci soffermiamo sulla visita a Stone. Una raccomandazione: il birrificio si è da non molto trasferito nel nuovo impianto con locale annesso in cima ad una collinetta e la via non è ancora segnata su tutte le mappe dei navigatori. Al secondo giro a vuoto conviene chiedere a qualcuno e risparmiare tempo e benzina…

Il locale è semplicemente bellissimo, moderno, con un enorme giardino esterno, una cucina originale e molto curata che prevede anche alcune rivisitazioni di piatti orientali e ovviamente un selezione di birre da urlo. In sostanza: raccomandatissimo per un pranzo o una cena birraria con i fiocchi. Abbiamo visto il birrificio solo da una porta vetri esterna e la sensazione è stata quella di affacciarsi ad una chiesa gotica della birra: soffitti altissimi con tini ENORMI, alti come imponenti colonne ioniche, ambiente pulitissimo, sensazione di professionalità totale. E all’interno probabilmente profumo di mosto al posto dell’incenso. Una piccola industria? Un grande artigiano? Tagliamo la testa al toro: una cattedrale della produzione della birra, un sacerdozio del bere bene a prezzi corretti. La selezione nel brewpub annesso comprende praticamente tutta la vasta produzione di Stone più alcune birre ospiti, stessa scaletta per le bottiglie con alcuni inserimenti esteri, ci abbiamo trovato anche i nostrani Panil, Birrificio Italiano e Le Baladin.

All’ottimo cibo abbiamo “abbinato” una Oaked Arrogant Bastard, versione affinata in legno della celebre – anche qui da noi – Arrogant Bastard Ale che presentava sentori di chiodo di garofano, una Levitation Ale, brown ale leggera e piuttosto amara, un Old Guardian Barley Wine 2008, intorno agli 11° e di buona lunghezza e complessità, una Russian Imperial Stout 2008, beverina nonostante una gradazione intorno agli 11°, una Port Carlsbad Poor Man’s IPA, il solito classicone californiano molto buono, tutto muscoli e luppolo ma forse non esattamente da bere a garganella, una Ommegang Chocolate Indulgence, molto piacevole e beverina nella fusione di tostato, cioccolato e cereali. I più esigenti – tipo noi – annesso al locale ed al birrificio troveranno un negozio con in vendita magliette e gadget, oltre a qualche birra – anche rare come le Vertical Epic – che potrete acquistare e consumare con tutta calma più tardi in motel nel caso gli eccellenti prodotti provati in loco non abbiano del tutto placato la vostra sete di beerhunting…

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