Si chiama Koji il Riso
Derivante da un mosto in cui figurano malto d’orzo, frumento e riso, la new entry della gamma emiliana è il risultato di una ricetta originale che prevede l’aggiunta, in maturazione, di fiori di gelsomino e foglie di tè verde; ma soprattutto – elemento più spiccatamente caratterizzante – un processo di fermentazione affidato all’inoculo di Aspergillus Oryzae, la muffa (detta anche Koji, appunto) utilizzata per la preparazione del sakè. Difficile, chiaramente classificarla: si tratta di un prodotto sperimentale, che presenta all’assaggio note del tutto peculiari che richiamano vagamente le aromatizzazioni utilizzate (tè in primis) e dove emergono sensazioni anche selvatiche, seguite in bocca da una leggera acidità (dovuta al microrganismo protagonista).
Chi volesse provarla in anteprima, dopo il test a Beer Attraction di Rimini, potrà trovarla in contemporanea venerdì (dalle 21) nei seguenti locali:
Arrogant (Reggio Emilia), Barbeer (Forlì), Barley Wine (Roma), Beer House Club (Firenze), Bluebeat (Lecce), Drunken Duck (Quinto Vicentino, Vicenza) Hops 2.0 (Telese Terme, Benevento), Il Cavallino Alato (Asti), L’Ortica (Bologna), Lambiczoon (Milano), Macché siete venuti a fa’ (Roma), Malto Gradimento (Reggio Calabria), Old Spirit (San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno), The Dome (Nembro, Bergamo), Todo Mundo (Garlasco, Pavia), Vecchie Maniere (Parma) The Italian Job (Londra).
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