Beer Revolution: al via la campagna di crowdfunding di Baladin

Prenderà il via domani sulla piattaforma Mamacrowd, la fase di pre-lancio della campagna di equity crowdfunding battezzata “Beer Revolution” lanciata dal birrificio piemontese Baladin, che si pone l’obiettivo di raccogliere fino a 5 milioni di euro. La campagna rientra all’interno di un ambizioso piano di sviluppo che guarda al 2028 prevedendo una crescita significativa del fatturato, la creazione di un ciclo dell’acqua sostenibile attraverso la costruzione di un pozzo e l’avvio di Open Hub, il primo birrificio condiviso d’Italia. Il progetto consentirà a Baladin di mantenere la propria indipendenza e di mantenere la propria vocazione di produttore di birra artigianale.

“Abbiamo scelto di aprire il capitale dell’azienda per crescere insieme alla nostra community e condividere il percorso che abbiamo immaginato. Il coinvolgimento di coloro che amiamo definire i baladiniani, che insieme a noi condividono valori identitari e filosofia del birrificio, rappresenta, infatti, uno dei pilastri dell’azienda. Non cerchiamo solo soci, ma veri e propri ambasciatori pronti a disegnare insieme a noi il Birrificio Baladin di domani”, commenta Teo Musso, fondatore e CEO del Birrificio Agricolo Baladin. “Questa campagna di crowdfunding è una grande opportunità per Baladin in quanto ci consentirà di compiere un significativo salto dimensionale e di sviluppare ulteriormente alcuni valori fondanti della nostra realtà. L’apertura del capitale rappresenta, inoltre, un primo importante approccio ai mercati finanziari”, aggiunge Isaac Musso, Crowdfunding Manager & Investor Relation del Birrificio Agricolo Baladin.

La storia di Baladin inizia nel lontano 1986 a Piozzo, in Piemonte, dove il fondatore Teo Musso, spinto dalla sua passione per la birra, decise di aprire un piccolo pub, “Le Baladin”, con l’intento di offrire birre provenienti da tutto il mondo. Nel 1996, Teo trasforma il suo pub in un brewpub dando così vita a uno dei primi birrifici italiani, realtà che ha contribuito a scrivere la storia del settore.

Baladin ha puntato negli anni su una birra 100% italiana, creando una filiera agricola nazionale integrata, che parte dalla coltivazione delle materie prime (oltre il 90% degli ingredienti viene autoprodotto), continua all’interno degli stabilimenti produttivi e termina con una catena distributiva di proprietà. Nel 2022, secondo i dati dichiarati dal Baladin, il birrificio ha raggiunto una produzione di 25.850 ettolitri, con ricavi pari a 16,05 milioni di euro e un EBITDA del 20%. Presente in 47 Paesi, Baladin opera attraverso una strategia omnichannel con una rete B2B di circa 3.000 rivenditori e un e-commerce che ha servito, a oggi, 24.000 clienti. Complessivamente, al 2028 il birrificio ha l’obiettivo di raggiungere ricavi per 50 milioni di euro, con un CAGR del 22% circa, un’EBITDA del 25% e una produzione di 100.000 ettolitri/anno tra i 2 siti produttivi di Piozzo e Bernareggio.

 

Perché investire in Baladin? Tre i punti principali individuati dall’azienda con sede a Piozzo:

Sviluppo del fatturato
Il mercato delle birre artigianali presenta importanti opportunità di crescita e di consolidamento rispetto al mercato mondiale della birra, stimato nel 2022 in 660 miliardi di dollari, con un CAGR previsto al 2028 del 2%. Le previsioni parlano, infatti, di un CAGR al 2027 delle birre artigianali pari a circa il 15% a livello mondiale e del 6% a livello europeo. In questo contesto, forte della propria leadership, Baladin investirà nello sviluppo del fatturato e del valore del brand, con l’obiettivo di mantenere l’indipendenza e di raggiungere una produzione nello stabilimento di Piozzo di 50.000 ettolitri/anno di birra artigianale. La crescita passerà attraverso alcune direttrici prioritarie, tra cui lo sviluppo della strategia di Marketing e Comunicazione, interventi sui canali di vendita omnichannel in Italia e il potenziamento sui mercati internazionali. Previsto, a supporto di queste attività, l’ingresso di nuove competenze e professionalità in tutti i comparti aziendali e un rafforzamento della struttura manageriale. 

Creazione di un ciclo dell’acqua circolare
L’obiettivo – attraverso il Baladin Green Project – è quello di rendere autonomo il birrificio nel reperimento dell’acqua attraverso la costruzione di un pozzo, adiacente lo stabilimento di Piozzo, che consenta di utilizzare la risorsa idrica per la produzione di birra e la pulizia degli impianti.  Questo progetto consentirà di creare un “ciclo dell’acqua circolare” che garantirà sicurezza nella continuità di produzione anche in caso di crisi idrica e di ridurre l’impatto del consumo idrico sul territorio. Il pozzo consentirà di prelevare l’acqua a 300 metri di profondità da una riserva sotterranea inutilizzata. Le acque di scarto saranno depurate biologicamente e riutilizzate per irrigare i campi attorno al birrificio.

Avvio di Open Hub, il primo birrificio condiviso
Il birrificio recentemente acquisito a Bernareggio in Lombardia nel 2022 sarà la sede di Open Hub, il primo birrificio condiviso d’Italia, con produzione gestita dal team Baladin che assicurerà alti standard qualitativi, disponibilità del prodotto e una rete vendita dedicata, altamente qualificata. Il progetto Open Hub, al via dalla seconda metà del 2024, coinvolgerà 5 birrifici artigianali italiani (Ritual Lab in Lazio, Opperbacco in Abruzzo, Fabbrica Birra Perugia in Umbria, MC77 nelle Marche e Birrificio dell’Altavia in Liguria) creando 6 birre da offrire, esclusivamente in fusto, alla rete commerciale dei grossisti che operano nel mercato Horeca. Nel 2028 l’obiettivo di produzione stimato è di 50.000 ettolitri annui che si sommeranno a quelli prodotti nello stabilimento di Piozzo.

Per maggiori informazioni sul progetto di Equity Crowdfunding: mamacrowd.com/it/project/baladin