Beer News Italia: Pop & Toast Baladin, Report Assobirra, Birra a cavitazione idrodinamica

Novità in casa Baladin. Un birrificio da 16 000 ettolitri annui, parco tematico, produzione diretta di orzo e luppoli, svariati locali in tutta Italia sia a nome Baladin che a nome Open, Hotel a Essauira, Piozzo e in Madagascar, svariate collaborazioni in ambito gastronomico e un portafoglio prodotti che non si limita alle birre: questo è Baladin dopo 20 anni di storia. Dopo tanti progetti ci si aspetterebbe un po’ di quiete e invece Teo Musso annuncia un nuovo progetto che al suo apice dovrebbe coinvolgere ben 20 località italiane: si tratta di Pop & Toast, un format di locale che coniuga le Pop, le birre in lattina del birrificio e i toast di qualità. Il primo punto vendita verrà inaugurato a settembre sul Naviglio Grande di Milano, mentre l’ultimo dovrebbe nascere tra circa sei anni. In una recente intervista per il Corriere della Sera, Teo Musso ha dichiarato di avere le idee ben chiare circa il futuro del birrificio: per i prossimi tre anni l’obiettivo sarà quello di raddoppiare la quota del prodotto esportato, dal 17% al 35%. Raggiunto questo obiettivo non si esclude, per stessa ammissione di Teo, la quotazione del birrificio in Borsa (nel listino dedicato alle piccole medie imprese) in modo da poter finanziare la crescita mantenendo l’indipendenza del birrificio dai grandi gruppi, con l’obiettivo di portare la produzione oltre i 40.000 ettolitri/anno nel 2020 (dai 24.000 dichiarati ad oggi).

Birra, Ruggiti e conigli. Ancora una volta ci troviamo a segnalare un episodio spiacevole che vede coinvolto l’intero comparto della produzione brassicola artigianale italiana. Nell’episodio del 15 di giugno i conduttori de “Il ruggito del Coniglio”, uno dei programmi radiofonici più seguiti di Radiodue, sull’onda dello sdegno per alcune etichette ben oltre il politically correct – posizione che supportiamo totalmente – hanno definito “ spesso ripugnanti” le birre artigianali italiane nel loro complesso. In brevissimo tempo è arrivata la piccata replica di Unionbirrai. La vicenda si conclude con le scuse veloci e puntuali pervenute direttamente dalla voce dei conduttori durante una puntata di alcuni giorni dopo.

Report Assobirra: il settore brassicolo segna una crescita da record. Il report 2017 di Assobirra – che riguarda l’intero settore brassicolo, artigianale e non – evidenzia come il comparto goda di buona salute, confermandosi come uno di quelli più vivaci sia dell’agroalimentare che della produzione più in generale. Tra i dati più confortanti balzano agli occhi i tre record assoluti relativi alla produzione totale, consumo pro capite e export: il primo tocca quota 15,6 milioni di ettolitri annui (+ 7,5%, con una stima di 483.000 provenienti da birrifici artigianali, pari al 3,2%); il secondo raggiunge i 31,8 litri pro capite (+0,4 litri rispetto al 2016); l’export invece ha raggiunto i 2,7 milioni di ettolitri con un incremento netto del 7.9% rispetto al 2016. Confortante anche il dato relativo alle importazioni che fanno segnare un calo di ben 9,1% e quello del comparto occupazionale che nel suo intero raggiunge le 140.000 unità con un aumento di circa 3000 impiegati. Dati decisamente confortanti che si riflettono anche in un aumento della produzione di malto aumentata del 3,4% rispetto al 2016 (75.800 tonnellate). Non mancano però le incertezze sul futuro legate all’esigenza di adattare l’offerta e la comunicazione del mondo brassicolo al costante cambiamento del mercato: “la  filiera distributiva è oggi in fase di trasformazione: il canale Horeca diventa sempre più luogo di esperienza in cui il prodotto comunica in maniera dinamica e innovativa, mentre nella grande distribuzione si affacciano nuovi player, anche digitali, che trasformeranno il settore nel futuro” si legge nel report, che continua, “di pari passo, lo stesso consumatore ‘social’ si è trasformato in un interlocutore primario, spingendo le imprese a sintonizzarsi sui suoi codici di linguaggio”. Sfide che coinvolgono anche il comparto artigianale, a maggior ragione se si pensa che la forbice tra il consumo a casa e quello in luoghi dedicati continua ad aumentare a favore del primo (ora siamo al 62% del primo contro il 38%) favorendo così il consumo meno “consapevole” e minimizzando spesso l’esperienza gustativa.

Una nuova tecnologia per la produzione di birra. il 24 maggio è stato inaugurato il primo impianto a cavitazione idrodinamica per la produzione di birra, realizzato da CNR e Bysea srl e installato presso il Birrificio San Giminiano in Toscana. La nuova tecnologia, che sfrutta la creazione di bolle nei liquidi e la loro successiva implosione, si propone come una vera e propria innovazione strutturale. In particolare l’applicazione della cavitazione idrodinamica riguarda  la fase di preparazione del mosto prospettando una riduzione dei tempi di lavoro di oltre il 50% e dei consumi di energia di oltre il 40% attraverso l’eliminazione della fase di macinazione dei grani e della bollitura del mosto. Il sistema a cavitazione usa l’energia scaturata dall’implosione di microbolle opportunamente generate dal sistema per frantumare i grani e per realizzare tutte le reazioni che avvengono durante la bollitura, ma a una temperatura decisamente più bassa. Inoltre il mosto così ottenuto dovrebbe dare origine a birre più stabili in cui anche le sensazioni aromatiche derivate dal luppolo si preservano per un tempo maggiore.