Aprire un blog sulla birra: consigli e avvertimenti

Diciamolo chiaramente: è dura la vita dell’appassionato che vuole aprire una sua pagina per parlare e riflettere circa il mondo dei malti e luppoli. Un blog dedicato alla birra per funzionare richiede competenza e molto tempo libero. Non è facile farsi le spalle per poter cominciare a dire la propria nel selvaggio web senza essere giustiziati (a volte meritatamente) per qualche errore grave di contenuto. Serve passione, studio, e anche quando abbiamo raggiunto il livello di conoscenza minimo richiesto, non è detto che disponiamo dell’altra qualità necessaria: saper scrivere. Questo non significa che bisogna essere degli Hemingway del luppolo per poter dire la propria, però è necessario saper tradurre in testi comprensibili, meglio se dallo stile piacevole, le nostre degustazioni, i viaggi, le riflessioni che vogliamo condividere. Nel caso in cui questi due elementi siano presenti, può mancarne ancora un terzo fondamentale: il tempo, le energie da dedicare al progetto. Ah dimenticavamo: non diventerete ricchi. Qualcuno infatti da fuori potrebbe pensare che l’attività del blogger può essere remunerata e che, dunque, questa attività può tradursi in lavoro. Sinceramente appare difficile attualmente campare scrivendo di birra. Non ci sono i numeri per avere un’audience da capogiro e, per fortuna, come invece accade in altri settori, la pratica dei publiredazionali (gli odiosi articoli a pagamento) è di difficile attuazione: troppi gli “sceriffi” del web che metterebbero alla pubblica gogna l’avido scrittore, troppo evoluto il lettore medio di birra artigianale per non accorgersi della marchetta quando ha a che fare con prodotti o marchi discutibili, pochi i committenti disposti a pagare. Ci può essere il caso di chi sfrutta la visibilità di un blog autorevole come cassa di risonanza per consulenze o in generale servizi alle imprese, superando così in via indiretta la difficoltà di essere pagati per scrivere, ma aprendo un possibile conflitto di interessi: ma questo è un problema diffuso, tipico italiano, che non vogliamo approfondire in questa sede.

Se nonostante tutti gli avvertimenti sei tra quelli che non può fare a meno di comunicare al mondo riflessioni, bevute, viaggi birrari, e se dopo esserti fatto qualche domanda della serie “Ma ne vale veramente la pena? Ho davvero qualcosa da dire che può interessare a qualcuno?”, la tua risposta è affermativa e sei ancora convinto che i tuoi pensieri faranno felice qualche lettore, allora continua a leggere, cercheremo di darti qualche consiglio.

La costanza di aggiornamento è uno dei requisiti fondamentali per un blog o un sito di successo. Ne abbiamo viste di pagine abbandonate: magari il beer writer ha trovato lavoro, ha messo su famiglia, insomma, per qualche motivo non può più dedicare qualche ora al giorno al suo diario virtuale. Prima di partire prova a scrivere alcuni buoni post, non lunghi (diciamo sulle 4000 battute) su una serie di argomenti sui quali ti senti preparato. Comincia a pubblicarli con una cadenza di almeno due volta alla settimana. Difficilmente qualcuno li leggerà ma non importa, ti stai mettendo alla prova. Stai cercando di capire se sei in grado di scrivere e soprattutto se hai tempo/voglia di farlo in maniera costante. Un consiglio: non pubblicare il tuo primo post scrivendo frasi del tipo: “Salve mondo, ho deciso di aprire un blog!”. Semplicemente tuffati nel primo argomento che intendi affrontare. Cerca di essere genuino, appassionato. Studia, ricerca, sii costante e paziente. Se il tuo unico scopo è quello di celebrare te stesso e attirare l’attenzione, il tuo obiettivo risulterà evidente, soprattutto nel nostro settore, dove il lettore è molto esigente ed attento. Se ti senti frustrato quando, dopo qualche mese di post, non sei stato considerato, allora forse quella del blogger non è la tua strada. Si può anche affrontare il blogging in maniera più leggera, con risultati meno ambiziosi, e semplificare il tutto a qualche domanda al di là dell’ovvietà, con un po’ di sforzo per approfondire la risposta, inviando ad esempio una e-mail ad un birraio

Crea una pagina Facebook e un account Twitter con il nome del tuo sito. Segui altri blogger che parlano di birra. Spera che loro facciano lo stesso e che controllino il tuo blog, dove forse troveranno contenuti di loro interesse. Segui i siti di riferimento e rilancia, ma non in maniera automatica. Altro consiglio: non scrivere mai via mail o chat “ho appena iniziato un blog, per favore date un’occhiata e condividete!”. Questa è una pratica odiosa che non darà frutti: cerca di essere discreto e impegnati nel farti conoscere per i tuoi contenuti, non accendere un megafono se non hai nulla da dire. Sui social rispondi alle domande, condividi link che trovi veramente interessanti, e non essere timido a retwittare o a linkare il post degli altri. Questo è un buon modo per essere presenti sul web anche se non bisogna mai dimenticare che il fine ultimo è quello di essere utile a chi ci legge: è importante quindi non fare commenti inutili. Se non hai davvero qualcosa da offrire, passa la mano. Non agire come un venditore porta a porta: evita link al tuo blog nei commenti e non usare commenti di altre persone per annunciare il tuo arrivo sulla scena. Anche se fuori moda puoi sempre far uso, soprattutto in fase iniziale, del blog roll (quella lista di link solitamente nella colonna a sinistra nella sidebar) è un altro modo di creare collegamenti con altri blogger che trovi interessanti.

Se il tuo blog è essenzialmente un diario scritto per proprio piacere, la pressione esterna si riduce di parecchio: se altri lo leggono, bene, ma se non lo fanno, chissenefrega! Se invece sei alla ricerca disperata di un pubblico – e qui bisogna essere onesti con se stessi – allora è necessario trovare una chiave che distingua il tuo sito dagli altri. Prima di scrivere su qualsiasi cosa, è buona regola leggere ciò che è già presente là fuori. Proclamare come qualcosa di eccezionale un tema di cui si è parlato cento volte è una maniera molto rapida per farti sembrare stupido. Questo non vuol dire non scrivere di argomenti già trattati se si pensa di avere qualcosa di nuovo da aggiungere, o una prospettiva e modi differenti, o se si tratta semplicemente di esprimere il proprio pensiero. C’è spazio per distinguersi stilisticamente e a livello di contenuti: basta trovare un aspetto da trattare o avere uno stile originale per fare la differenza ed essere notati. Se sei uno scrittore particolarmente dotato, puoi provare a parlare di birra con personalità. Puoi fondere la poesia, la fotografia o l’arte per ottenere risultati strepitosi. Anche i fumetti possono funzionare bene e sono terreno vergine in Italia. Blogger che bevono una birra diversa ogni giorno ci sono già, come esistono siti che rilanciano news e approfondiscono tematiche dall’homebrewing alla degustazione. Ma non ti arrendere, cercare di mettere a fuoco le tue qualità e di far leva su queste creando contenuti originali e interessanti.

Altra regola d’oro: non iniziare un blog sulla birra pensando di diventare ricco, o con l’aspettativa di ricevere litri di birra gratis. In realtà, essere un blogger è molto più dispendioso, in termini di costi e di energie spese, di quanto si possa pensare. Nel corso degli anni, abbiamo visto persone lanciare blog, per poi eclissarsi perché nessuno era interessato a leggere quello che avevano da dire. Un altro consiglio: cerca sempre di portarti dietro un taccuino o almeno di prendere appunti su uno smartphone, perché non si sa mai quando un’idea brillante per un post spunterà fuori. Se non la buttiamo subito giù, facilmente la scorderemo. Prova a prendere appunti su ogni birra che bevi e ogni pub che visiti, anche solo un paio di parole. A volte le lasciamo da una parte per mesi, e poi, all’improvviso, scopriamo che sono proprio quello che ci serve per completare un post con cui stiamo combattendo. La voce critica nella tua testa può essere utile, ma a volte può anche frenarti. Non è necessario che tu sia sempre prolisso, anche un post di 100 parole che tratta un singolo punto e non in maniera troppo approfondita può andar bene, non sempre bisogna scrivere tesi di dottorato e non sempre l’articolo deve guadagnarsi applausi e consensi. Anzi, cambiare registro di scrittura e tematiche può attrarre un pubblico eterogeneo e quindi più numeroso. Può essere utile avere un progetto, ad esempio scrivere su una serie di post interconnessi tra loro che raccontano una storia può suscitare interesse.

Una volta che la gente inizia a leggere il tuo blog, potresti imbatterti nei così detti troll, i bulli del web. Ricorda, non c’è bisogno di attivare obbligatoriamente i commenti, soprattutto oggi che tanta conversazione si è spostata su facebook. Tieni a mente poi che il blog è tuo e tue sono le regole di commento: puoi fare in modo da poter insistere su un certo stile o livello di conversazione, eliminando tutti gli interventi che non ti piacciono, e bannando chi vuoi. Non lasciare libertà di parola a chiunque, i commenti sono una parte di scambio interessante ma ci deve essere qualità e devono stimolare riflessioni e dare informazioni. A volte la critica è cosa giusta: tutti facciamo degli errori. Cerchiamo di evitare la difesa ad oltranza se non abbiamo davvero fatto il nostro dovere e non possiamo dimostrare quello che stiamo dicendo, e soprattutto se siamo ai primi giorni di attività, cercando di chiarire che siamo studenti alle prime armi. Se qualcuno ci fa notare un errore in buona fede, dopo aver imprecato interiormente, uscite con una frase tipo: ‘Grazie per l’informazione’ e cercate la migliore correzione possibile. Però cerca di fare prima i compiti a casa, e leggi i maestri. Ad esempio: vuoi parlare di storia della birra? Non puoi prescindere da Martyn Cornell, dai suoi libri e dal suo blog. Se vuoi scrivere di birra e pensi che Michael Jackson sia solo un cantante degli anni ’80 lascia perdere!

Un momento difficile è il famigerato blocco dello scrittore: non si ha più niente da dire, e ci risulta difficile mettere per iscritto ciò che si vorrebbe comunicare: non farti prendere dal panico, se la cosa perdura chiudi la porta e non chiedere scusa. Post sui blog incentrati sul fatto che è da un po’ di tempo che non si scrive sono noiosi e non fanno altro che preannunciare la morte imminente di un blog. Per riaccendere l’entusiasmo prenditi una pausa (stabilisci un periodo fisso di, diciamo, un mese, e non scrivere nulla); cerca nuovi input (leggi nuovi libri e blog, forse su temi anche diversi dalla birra); avvia un progetto. Si potrebbe anche prendere in considerazione di collaborare con uno o due partner di scrittura. Il fatto di essere in più persone a gestire il sito può rilevarsi vincente. Aumentando le penne, crescono i contenuti, aumenta la costanza, si possono confrontare le idee, avere più punti di vista e stili di scrittura.

Blog che sono ben scritti, con la corretta ortografia, punteggiatura e grammatica, sono più facili e più piacevoli da leggere, quindi è importante dedicare tempo nella rilettura (leggere ad alta voce è davvero utile) e forse anche consultare fonti autorevoli per chiarire dubbi e strafalcioni. Anche la struttura è importante: le persone hanno tempi di attenzione molto brevi. Valgono alcune regole generali: inizia con un titolo che dice a tutti perché dovrebbero leggere; utilizza il primo paragrafo per riassumere ciò che seguirà dopo; racconta la storia senza digressioni o troppe ripetizioni. Vedrai che se le informazioni che stai condividendo sono interessanti e la tua personalità traspare, molti errori saranno perdonati.

Se sei arrivato fin qui è hai ancora la voglia di dire la tua, allora sei davvero motivato e non ti resta che cominciare a dar sfogo alla tua passione nell’unico modo possibile: scrivere di birra!