Affaire Gandhi-Bot, all’India il round 2: la birra cambia nome

“Contrordine, creativi: mGandhi Botarcia indietro e si comincia da zero. Nuovo nome, nuovo packaging, nuovo marketing”. E’ la nuova direttiva della New England Brewing Company (di Woodbridge, nel Connecticut), in merito alla querelle che ha opposto il produttore americano a parte della comunità indiana degli Stati Uniti e a settori della stessa opinione pubblica del Paese Asiatico. Pietra dello scandalo, il look di una birra, la Gandhi-Bot, così battezzata in quanto recante, sul fianco delle lattine in cui è confezionata, un’interpretazione cyborg del Mahatma: immagine giudicata, dai suoi detrattori (un bel po’, a essere onesti), non solo e non tanto improbabile, quanto inaccettabilmente spregiudicata e priva di rispetto verso colui che è il padre della Nazione del dharmachakra. Nonostante la Double Ipa ispirata al più noto pacifista della storia fosse sul mercato già da cinque anni, le proteste – giunte perfino da Nuova Delhi – sono divampate solo in seguito al lancio della campagna pubblicitaria via Facebook. Dopo l’iniziale decisione, da parte della New England, di tenere il punto (scuse ufficiali, ma conferma delle scelte di commercializzazione), la pressione si è fatta evidentemente così insistente, che – come dicevamo – si è giunti alla risoluzione di un cambio di strategia. “Punto e a capo”, queste le parole dell’azienda: “Non useremo più quel nome”; resta ora da vedere quale sarà il nuovo.