La Alter del birrificio Collesi incontra il delicato Mario Soldati

“Ci sono un olandese, un tedesco e un belga che si ritrovano alle 10 del mattino in un pub; dopo aver chiacchierato un poco decidono di ordinare qualcosa. Il tedesco ordina una Deus, l’olandese una Orval, ma con grande stupore degli altri due il belga ordina una Heineken. Sentendosi osservato il belga si giustifica dicendo che per lui è troppo presto per una birra”. Questo aneddoto mi è stato raccontato l’altra sera da Marc Knops, il mastro birraio dell’Imperiale di Collesi. Eravamo seduti ad un tavolo di ristorante in quel di Fano, assieme a Giuseppe, il proprietario dell’azienda, e ad un suo agente. Questa barzelletta, come ogni storiella, esemplifica un concetto esagerandolo, ma rende bene la mentalità con cui Collesi ha voluto costruire le sue birre Imperiale: la birra è innanzitutto e soprattutto Belga (non se ne abbiano gli altri).

Attualmente Marc elabora due birre bionde (ALTER ed EGO) entrambe a 6°. Le due birre si differenziano per il tipo di malto impiegato: Pilsen Malt (EGO) e Munich Malt (ALTER), da cui sentori agrumati e note floreali per la prima ed una struttura più importante e rotonda per la seconda. Entro la fine dell’anno pensano di completare la gamma con una birra rossa, nera, ambrata e doppio malto. Ma dietro l’Imperiale c’è anche un progetto molto più ampio. Nella regione Marche a partire dal mese di luglio, sarà operativo il primo maltificio per malti speciali d’Italia di cui, Giuseppe Collesi, deterrà la vicepresidenza. Il maltificio è estremamente importante: infatti non solo verrà lavorato a malto l’orzo prodotto dall’Azienda Agricola Tenute Collesi di proprietà della famiglia Collesi stessa, ma permetterà di creare una birra completamente italiana, dalla lavorazione (sede produttiva Apecchio, Pesaro-Urbino) ai vari ingredienti, permettendo il controllo assoluto dell’intera filiera. Cosa ben difficile per ogni altro produttore italiano. 

Ma torniamo a Marc Knops: cura altri birrifici sparsi per il mondo (in totale otto) che producono birra ad alta fermentazione con rifermentazione in bottiglia secondo i dettami belgi. Ma è soprattutto uno dei due mastri birrai al mondo in grado di produrre birra secondo il metodo Champenoise (Malheur). Avevo già bevuto le sue due opere italiane (per non parlare delle belghe!), ma devo dire che la seconda e la terza cotta le hanno migliorate molto. Le ho assaggiate quella sera nel centro di Fano e mi appresto a degustarle di nuovo assieme a voi mentre scrivo queste parole; anche perché nel ristorante non mi era possibile fumare, mentre a casa mia ancora è permesso. 

Conoscendole la mia scelta si è votata subito verso la Alter, caratterizzata da una schiuma piena e pastosa di consistenza molto leggera e con un perlage raffinato. Il sigaro scelto deve condividere naturalmente alcune caratteristiche, fra cui la soavità, la raffinatezza. Una scatola bordò mi si richiama insistentemente alla memoria, ed i sigari dedicati a Mario Soldati sembrano risolvere l’identikit del prodotto cercato: un sigaro con corpo ed anima, ma nobile e profumato, con note dolci. Ho acceso con attenzione il mio sigaro (contrariamente alle tradizione io utilizzo l’accendino, o uno da casa della Ronson, o un classico Dupont, che operano la stessa funzione dei fiammiferi con maggiore comodità). Fin da subito ci accorgiamo di trovarci davanti ad un prodotto eccezionale, ha tutte le caratteristiche di un classico Toscano, ma alleggerite e rese più amabili, concedendo anche ai neofiti il gusto di un buon stortignaccolo. 

L’incontro con la birra è molto piacevole, la Alter grazie al ricco perlage opera la sua azione sgrassante sul nostro palato, nettando soprattutto la parte anteriore della bocca e lasciando sentori di crosta di pane sulla parte posteriore che si armonizzano con il legno e il miele del sigaro. Il Soldati al successivo tiraggio non riconquista interamente la nostra bocca ma lascia crescere la sua influenza a strati finché non risentiamo il bisogno, ed il piacere, di una nuova sorsata, che invece di alleggerirsi si accresce di nuove note: il lievito si fa più evidente, spunta un sentore di kiwi e di vaniglia che si depositano sulle nostre papille gustative, mentre il sigaro barrica il tutto in maniera gentile.

Una bottiglia ed un sigaro finiscono praticamente assieme.. qualcuno potrebbe dire che ciò non è del tutto un bene, ma a me non dispiace questa specie di orgasmo simultaneo. L’incontro è uno dei migliori che ho provato e il corpo e la consistenza della birra sono stupefacenti se consideriamo che la prima Imperiale (che ho avuto il piacere di testare) è uscita soltanto da un mese e mezzo. Inoltre il Soldati, essendo uno degli ultimi nati della famiglia Toscano, è conosciuto solo da appassionati e fedelissimi (e probabilmente a molti di loro non piace totalmente, troppo gentile ed educato per i nostri rudi palati), ma è un prodotto che merita di essere testato, magari in gentile compagnia, per convincerla finalmente che il sigaro ha il suo spazio di esistenza anche nell’universo femminile (e magari farle abbandonare per sempre quelle  maledette e puzzolenti sigarette); ma soprattutto abbinato ad una buona birra può essere il preludio ad altri, consistenti piaceri.