Se i dipendenti acquistano il birrificio: Harpoon Brewery

harpoonNon un azionariato popolare (“alla Barcellona”, per capirci, mutuando un caso calcistico noto anche ai non superappassionati di pallone); ma, possiamo forse dire, l’autogestione permanente di un’azienda birraria. Dove? Nel reame del mercato, gli Stati Uniti. A Boston (nello Stato del Massachussets, sulla Costa Orientale, parte nord), la Harpoon Brewery ha annunciato che, dal primo agosto prossimo, diventerà un’impresa di proprietà del suo stesso personale impiegato. Il gruppo di azionisti finora esistente ha infatti trasferito qualcosa come il 48% delle quote della società a quello che, in finanza, si definisce Esop, sigla che sta per “Employee stock ownership plan”, tradotto, “Piano di partecipazione azionaria (appunto) dei dipendenti”.

Il nuovo assetto così acquisito attraverso questa “manovra” garantirà l’indipendenza del marchio e la salvaguardia della sua “filosofia”: l’azionariato dei dipendenti “è l’incarnazione di ciò che Harpoon rappresenta”, dichiara il co-fondatore del brand, Dan Kenary. “Il nostro successo come produttore artigianale indipendente – prosegue – è dovuto proprio ai nostri eccezionali collaboratori e al contenuto di cultura birraria che abbiamo in fabbrica”. L’attività è stata avviata nel 1986, ad opera di Dan Kenary (appena menzionato) e di Rich Doyle: da allora è cresciuta fino a diventare il 12esimo maggior produttore brassicolo artigianale degli Stati Uniti; oggi conta 187 dipendenti al lavoro a tempo pieno, tra l’impianto di Boston e quello di Windsor, nel Vermont.