Matrimoni birrari: bistecca di maiale e Saison
La bistecca: un must per i carnivori, che noi affrontiamo in tema abbinamento nella sua versione “suina”. Questo significa ritrovarsi nel piatto un poco di grasso in più, rispetto al manzo, e quindi un poco di acidità in più da richiedere alla birra in abbinamento. Sulla natura del piatto (talmente essenziale è la ricetta), poco davvero c’è da argomentare. Sulla sua elaborazione, invece, abbonda il margine di manovra per divertisti.
Perché basta cercare un poco sui ricettari e ci si accorge di come gli ingredienti di base possano essere arricchiti, sia nelle strutture materiali (ad esempio patate) sia in quelle odorose (con l’aggiunta di succo di agrumi insieme o in alternativa alle aromatizzazioni classiche, dal rosmarino all’alloro, dal finocchio al ginepro). Ecco, proprio seguendo i sentieri delle variazioni olfattive (diciamo così), abbiamo voluto spostare il tiro del food pairing da un canocicissimo (e comunque valido) matrimonio con l’area brassicola tedesca della Weizen (anche e soprattutto nel ramo Weissbock) a quello con la discendenza aristocratico-rurale delle Farmhouse e in particolare delle Saison.
Infatti, cosa di meglio, per smorzare l’acuto delle carni suine; cosa di meglio, per gestirne le componenti grasse; cosa di meglio, per dialogare con le profumazioni arbustive dei già citati ingredienti erbaceo-balsamici, rispetto al dna di un’alta fermentazione belga appartenente alla progenie di cui stiamo parlando? Qui, e qui soprattutto, troveremo ciò che andiamo cercando: la secchezza e l’acidulità in grado di detergere il palato dai residui lipidici; l’affilatezza pronta a smorzare l’acuto di certi sentori animali; la gradazione alcolica atta ad asciugare la succulenza della carne; l’ampiezza e il respiro degli esteri (ed eventualmente di erbe e spezie aggiunte) all’altezza della densa ed esuberante nasalità di alcune preparazioni tipiche della tagliata di maiale.





