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La crisi fa bere meno birra: ecco i dati italiani

E’ davvero crisi globale, a quanto sembra. E anche il mercato birrario, in Italia come nel resto del mondo, non può non risentirne. Presentando alla Camera dei Deputati lo scorso mercoledi 21 settembre lo studio della Ernst & Young che analizza periodicamente l’andamento del mercato birrario europeo, Alberto Frausin, amministratore delegato di Carlsberg Italia e presidente di Assobirra dallo scorso luglio, non ha nascosto la propria personale preoccupazione di fronte ai dati delle vendite in Italia, nettamente non positivi. 

4,5 milioni di hl. di birra venduti in meno nel trimestre estivo rispetto al 2010 (- 11%), che portano il totale dei primi otto mesi dell’anno a segnare un – 0,62% rispetto all’anno precedente; e anche l’export (dopo che negli ultimi cinque anni aveva fatto registrare un fantasmagorico progresso del 161%) nei primi sei mesi del 2011 ha dovuto segnare il passo, denunciando un calo del totale delle birre esportate pari al 4,35%. Anche le proiezioni che riguardano il fatturato annuo fanno prevedere un calo del 2-3% rispetto ai 2,55 miliardi di euro raggiunti dal settore lo scorso anno. 

In tutto questo, l’aumento della aliquota dell’Iva sulla birra (che porterà, si stima, nelle casse dello stato 60-70 milioni di euro in più rispetto agli attuali 1,58 miliardi annui) non aiuterà certo il settore, ponendo un ulteriore limitazione alla capacità di acquisto dei consumatori, anche se, secondo il presedente di Assobirra, non sarà la classica goccia che farà traboccare il vaso.La fotografia che lo studio di Ernst & Young fornisce del comparto birrario italiano, fra le altre cose, fornisce anche i dettagli numerici dell’industria della birra in Italia, che vede direttamente impiegati 4.000 persone, quasi come in Austria e in Danimarca, con numeri non lontani da quelli del Belgio, che può contare su 5.100 addetti. Sono però 140.000 le persone che in Italia, considerando l’indotto allargato di questo segmento produttivo, a vario titolo sono coinvolte lavorativamente nella produzione e nel commercio della birra.