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Il flan di latte alla sarda incontra la birra

La ricetta di questo flan di latte ha origini sarde e sull’Isola prende il nome di Timballa ‘e latti. Tradotto dal sardo significa proprio torta di latte, un dolce a cucchiaio molto goloso nella sua semplicità di preparazione e di ingredienti. Una curiosità: la storia sarda di questo budino affonda le radici talmente nel passato che in molti ritendono il famoso creme caramel una replica francese di questa tipica preparazione, con il caffè sostituito in aromatizzazione dalla vaniglia.

Ingredienti
(per 6 timballi in stampi da creme caramel)
250g di latte intero
2 uova grandi
60g zucchero + 6 cucchiai per il caramello
una tazzina di caffè espresso (tipo bar ristretto)
250g di panna fresca da montare
un cucchiaio raso di zucchero a velo
un calice di birra

Preparazione
Prendere una padella antiaderente e mettere i 6 cucchiai di zucchero insieme a mezzo calice di birra, facendo caramellare fino al raggiungimento di un colore bruno scuro. Versare il caramello distribuendolo in quantità uguale in ogni stampino. Lasciare a raffreddare da una parte per farlo indurire. Fare scaldare il latte, a fuoco moderato, in un tegamino. Intanto sbattere a mano con una frusta le uova assieme a zucchero, birra e caffè. Quando il latte sarà freddo, unire il composto e versarlo negli appositi stampini. Infornare a bagnomaria in una teglia (l’acqua circa alla metà dello stampino), a 150/160 C° per circa 2 ore. Sarà pronto quando in superficie si presenterà al tatto rassodato e morbido (ma non liquido!). Lasciare raffreddare in frigorifero dalle 4 alle 6 ore e guarnire con panna fresca, caramello e qualche fogliolina di menta.

 

La birra
La ricetta prevede la sostituzione con la birra del superalcolico che solitamente figurava tra gli ingredienti (perlopiù il filu e’ ferru, la tipica acquavite sarda). Il buon senso ci suggerisce di provare una birra di struttura e alcolicità dalle pacate luppolature, magari andando a cercare tra la nutrita compagine belga. Rimanendo in terra sarda rintracciamo queste caratteristiche nella locale Toccadibò del birrificio Barley, che tra l’altro si esalta anche in abbinamento richiamando con la sua chiusura all’insegna dell’amaretto proprio la mandorla, frutta secca spesso inserita tra gli ingredienti durante la bollitura del latte. Il consiglio comunque è sempre quello di divertirsi a sperimentare birre differenti, magari scure dai toni torrefatti, come una morbida imperial stout ad esempio, creando contrasto tra le sfumature bruciate del cacao e del caffè tipiche della birra e le note dolci del dessert.