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IJ Wit della Brouwerij ‘t IJ

IJwit_detail-389x260Il nome è un po’ ermetico, ma il brand ha saputo rendersi assolutamente riconoscibile con una serie di peculiarità grafiche davvero azzeccate. Basta dire “il birrificio con le etichette a forma di rombo e con al centro il disegno di uno struzzo che vigila sul proprio uovo”: basta e avanza, per far capire che si parla della Brouwerij ‘t IJ, marchio di Amsterdam la cui base operativa (altra particolarità mica da poco) si trova in locali, adiacenti al mulino De Gooyer, che erano stati in passato dei bagni pubblici Funen. Fondato nel 1985 da un ex musicista, Kaspar Peterson, l’impianto sforna una gamma piuttosto ampia di produzioni (tra stagionali, speciali e standard), trovando una delle sue creazioni più popolari nella IJ Wit, una bianca decisamente ben quotata nei ranking internazionali, caratterizzata essa stessa da una “declinazione” alquanto originale dello stile di riferimento.

Nasce infatti da una ricetta che affianca malti d’orzo e di frumento (anziché granocrudo); e, in aromatizzazione, coriandolo in tandem con limone, al posto delle canoniche bucce d’arancia amara. Ovvia la direzione molto personale che la birra assume nello sviluppo della propria sensorialità. Carico il colore (più oro che paglierino o pergamena) e copiosa la schiuma, il naso viaggia deciso da stazioni di partenza a tinte fruttate (banana, pera) fino a destinazioni di perentoria marca speziata e agrumata, ovviamente a scorza gialla. Passando al sorseggio, l’orientamento è dolceacidulo, agganciato a una dorsale citrica espressa con equilibrio e “votato” a un finale asciutto piuttosto diligente – pur con i suoi 6.5 gradi alcolici – nell’assolvere il compito, qui richiesto, di spezzare la morsa della sete.
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IJ Wit della Brouwerij ‘t IJ

Fermentazione: Alta
Stile: Bière Blanche
Colore: Chiaro
Gradi Alcolici: 6.5% vol.
Bicchiere: Tumbler
Servizio: 7-9 °C