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Rivincite birrarie: e se fosse il cervello e non la pancia a crescere?

Taste-of-Beer-triggers-Male-BrainTempi di rivincita, per la birra e i suoi fans, anche in tema di abitudini salutari. In queste settimane abbiamo dato conto di varie novità in tema di effetti (benefici) dell’assunzione di lievito e della sua “figlia” liquida (cum grano salis: si capisce). Ebbene, è di questi giorni un’altra notizia che sicuramente farà piacere agli affezionati della pinta: chiare, ambrate e scure farebbero crescere non la famigerata pancia da birra (come si è sempre creduto), bensì “il cervello”. Andiamo con ordine: partendo da addome e dintorni. Il recente 7° congresso europeo in materia di Beers and Health, tenutosi a Bruxelles e animato da 160 medici di 24 Paesi, ha concluso che un consumo moderato (40 centilitri al giorno per gli uomini e la metà per le donne) non produce assolutamente una dilatazione del girovita: si tratta di un falso mito; e anzi, la bassa gradazione media della bevanda, unita al suo elevato contenuto percentuale di acqua e potassio, consentono di contrastare le malattie cardiovascolari, di regolare la quantità di grassi e di migliorare la resistenza all’insulina.

Insomma, la questione “prova costume” è archiviata. Quanto al potenziamento cerebrale, ecco qua. Un gruppo di ricercatori americani, autori di un articolo pubblicato dalla rivista “Behavioural Brain Research” hanno reso noti i risultati di uno studio stando al quale lo xantumolo (composto della famiglia dei flavonoidi presente nel luppolo) sembrerebbe poter svolgere (si tratta al momento di esperimenti condotti su cavie da laboratorio) un ruolo importante nel rafforzamento delle funzioni cognitive: in particolare in soggetti giovani e, nello specifico, coadiuvando l’efficacia delle attività mnemoniche.

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