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Fare la birra con il kit: l’imbottigliamento

Terminata la fermentazione, dopo qualche travaso, nel fermentatore sarà presente della birra abbastanza limpida, giovane, fresca, lievemente gasata e squilibrata: perfetto! Si tratta del momento adatto ad imbottigliare! L’imbottigliamento è una delle fasi più delicate e forse ‘noiose’, perché necessita di particolare attenzione per quel che riguarda la pulizia di qualunque cosa venga a contatto con la birra, dato che questa si trova in uno stato di quiescenza, il lievito non è più vispo e arzillo come all’inizio della fermentazione, e basta poco ad infettare la massa, vanificando tutti gli sforzi fin qui fatti.

Ovviamente ci serve una quantità sufficiente di bottiglie, diciamo una trentina abbondante se si usano champagnotte da 0,75, qualcuna in più coi formati più piccoli. Calcolando approssimativamente i litri di mosto presenti nel fermentatore (per esempio, ricordandosi quante bottiglie d’acqua abbiamo utilizzato, oppure col semplice calcolo del volume in base alle misure che raggiunge il liquido nel fermentatore [π * raggio * raggio * altezza] ) possiamo facilmente dedurre il numero di bottiglie necessarie dividendo per il formato utilizzato: per esempio, se vogliamo imbottigliare in bottiglie da 0,75 litri tutti i nostri 23 litri di birra, necessiteremo di 23 / 0,75 = 30,7 cioe 31 bottiglie, anche se avremo cura di lavarne almeno un paio in più, per evitare qualsiasi problema (vetro scheggiato, calcolo del volume di birra errato e via dicendo).

Altra attenzione particolare la mertiano i tappi. Dobbiamo averne in quantità pari o, meglio ancora, superiore al numero di bottiglie, avendo cura di verificare che il diametro dei tappi sia corretto rispetto a quello del collo della bottiglia. Quindi giocoforza ancora ci servirà il tappatore, preferibile a colonna, più sicuro e preciso, il tubo per imbottigliamento e infine uno sciroppo zuccherino precedentemente preparato per permettere un’adeguata rifermentazione in bottiglia.

E’ fondamentale che le bottiglie siano ben pulite, altrimenti la sanificazione risulta inutile. Il modo migliore per pulirle è eliminare immediatamente i residui di lievito e di birra nel momento in qui abbiamo finito di servirla nei bicchieri: un paio vigorose sciacquate permettono di eliminare completamente qualsiasi residuo prima che si incrosti e diventi difficile da rimuovere, anche grattando con appositi attrezzi. Per sanificare personalmente consiglio l’utilizzo di alcol Buongusto, quello bianco che si utilizza per fare i liquori o il limoncello. Una bottiglia acquistata al discount vi durerà molto, ovviamente a patto di recuperare il liquido dopo ogni sciacquatura! Facendo passare l’alcol su tutte le pareti della bottiglia sarete pressoché certi di raggiungere un più che sufficiente livello di disinfezione. E’ inoltre perfetto anche per sanificare il tubo per  l’imbottigliamento/travaso, facendone passare all’interno un’adeguata quantità, ed immergendo l’esterno, almeno per la parte che finirà a contatto con la birra.

Quando tutta l’attrezzatura è pronta, magari dopo un ultimo travaso per eliminare il restante fondo che non vogliamo come surplus sul fondo delle bottiglie, potete procedere con l’imbottigliamento. Versate nel recipiente con la birra lo sciroppo zuccherino e mescoliamo con cura. Riempiamo perciò tutte le bottiglie per poi tapparle immediatamente.

A questo punto dovranno maturare ancora per almeno una settimana intorno ai 20°C se il lievito e ad alta fermentazione, a 10 se a bassa, quindi lasciate maturare per almeno un mese per completare la rifermentazione e lasciare che il lievito presente si depositi sul fondo della bottiglia.

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