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Fare la birra: quale strumentazione e attrezzatura è necessario comprare?

Una volta scelto l’impianto che fa per noi che sia il tre tini, il BIAB o il compatto All In One, dobbiamo acquistare una serie di attrezzature e strumenti per completare il nostro equipaggiamento ed essere finalmente pronti a brassare.

Mulino

La macinatura dei malti e cereali ha come obiettivo quello di migliorare l’estrazione degli amidi in acqua calda. Per macinare i grani è necessario acquistare un mulino. Ne esistono di tipologie diverse, più o meno costosi e più o meno pratici: da quelli che assomigliano alle macchine per fare la sfoglia a quelli economici a corona (che hanno qualche difficoltà di pulizia e meno omogeneità nella macinatura) fino ai modelli in alluminio e a quelli semi-professionali a corrente alternata. Molti sono motorizzabili con appositi motorini elettrici ma nella pratica tutti questi modelli possono essere guidati con semplici sistemi casalinghi che sfruttano l’azione rotativa di un trapano in sostituzione della manovella. Con l’eccezione del mulino a corona, formato da due dischi rotanti contrapposti, tutti gli altri sfruttano l’azione di due rulli (i più costosi anche tre) posti a una certa distanza, regolabile in base alla dimensione dei grani e alla finezza della macinatura che si vuole ottenere.

 

Fermentatori

Come dice la parola stessa, il fermentatore è il contenitore in cui la birra viene lasciata a fermentare. In questa fase il lievito trasforma gli zuccheri presenti nel mosto in alcol, anidride carbonica e aromi. Il mosto deve venire il meno possibile a contatto con l’aria ma il contenitore non può essere chiuso ermeticamente per via dell’anidride carbonica (CO2) prodotta dal lievito nel corso della fermentazione. I fermentatori hanno quindi un foro al centro del coperchio dove viene applicato un gorgogliatore: questo, riempito di un liquido, lascia uscire la CO2 ma impedisce all’aria esterna di entrare. Durante la fermentazione emette il classico rumore di piccole bolle che scoppiano (un suono di cui presto non potrete più fare a meno). Ne esistono di diversi materiali, più o meno capienti e più o meno costosi. Per partire è sufficiente acquistarne un paio di plastica da 30 litri in cui è possibile fermentare con serenità i canonici 23 litri di birra (durante la fermentazione viene prodotta molta schiuma che va a occupare lo spazio libero di testa). Quelli con la classica forma cilindrica sono i più comodi da spostare e pulire. Verificate che siano dotati di coperchio, rubinetto e gorgogliatore. Questi accessori sono eventualmente acquistabili a parte. Per maggiori info sull’argomento: Fermentatore: tipologie e caratteristiche.

Fermentatore per travaso

Acquistare un secondo contenitore/fermentatore è essenziale. Oltre che per il travaso intermedio (che molti fanno ma non è indispensabile), finalizzato a ridurre l’altezza del deposito di sedimento sul fondo del contenitore, avremo bisogno del secondo fermentatore soprattutto nella fase di imbottigliamento, come vedremo successivamente. 

 

Densimetro

Il densimetro (detto anche idrometro o saccarometro) è uno strumento essenziale per il birraio. Serve per misurare la densità del mosto e della birra, ovvero per determinare la quantità di zuccheri disciolti in soluzione. È costituito da un piccolo tubicino di vetro con scala graduata collegato a un bulbo, anch’esso di vetro, che contiene al suo interno un piccolo peso. Più il liquido in cui è immerso il densimetro è denso, più questo affonda. Viene tarato dalla fabbrica per leggere il valore 1.000 quando immerso in acqua. Il mosto contiene per lo più zuccheri, quindi la lettura del densimetro fornisce un’indicazione sulla quantità di zuccheri disciolti in soluzione prima dell’avvio della fermentazione. Questa misura ci servirà per valutare l’andamento della fermentazione stessa e per calcolare il volume di alcol contenuto nella birra quando il lievito avrà mangiato tutti gli zuccheri che è in grado di metabolizzare. Non serve acquistare densimetri particolarmente costosi o addirittura ad alta precisione: uno qualsiasi con scala da 0.980 a 1.110 va più che bene. Ricordate di acquistare anche il cilindro test di plastica trasparente in cui effettuare la misura. Per maggiori info: densimentro, come usarlo? . Si può decidere di affiancare al densimetro anche un altro strumento, il rifrattometro, utile per verificare variazioni e risparmiare nel quantitativo di birra da prelevare per i vari test. Si veda: Rifrattometro, come funziona?

 

Tubo crystal

Sui siti dei rivenditori sono ormai disponibili diverse tipologie di tubi. Fortunatamente, in questo primo approccio alla produzione da kit ci interessa una sola tipologia di tubo, conosciuto come crystal. Si tratta di un tubo costruito in materiale adatto a venire in contatto con gli alimenti È utilizzabile per tutti i travasi di mosto e birra, purché la temperatura del liquido non sia superiore ai 60°C. A noi servirà esclusivamente per spostare mosto e birra da un fermentatore all’altro. Il diametro adatto ai rubinetti del fermentatore è in genere di 10 mm (verificate comunque sul sito del rivenditore il diametro del tubo che meglio si adatta ai rubinetti dei fermentatori che andrete ad acquistare)i. Visto il costo esiguo, consiglio di acquistarne 5 metri per stare sul sicuro e cambiarlo ogni tanto (non è facile da pulire all’interno).

 

pHmetro

Stiamo parlando di uno strumento elettronico usato per misurare il pH di un liquido. Nonostante la gestione del pH rappresenti uno degli aspetti più importanti nella produzione di birra, viene spesso trascurato dagli homebrewer. Trattandosi di un tema piuttosto complesso, è spesso poco compreso e mal gestito. Inoltre, gli strumenti economici per la misura del pH sono nella maggior parte dei casi completamente inaffidabili, il che rende ogni sforzo di gestione del pH vano se non addirittura dannoso. Per dotarsi di uno strumento di misura decente, sempre di livello amatoriale ma dotato di una affidabilità ragionevole, si spendono dai 60 ai 100 euro. Purtroppo i misuratori di pH vanno necessariamente sostituiti ogni due/tre anni perché le sonde di usurano facilmente, ma un investimento di 20/30€ all’anno può rappresentare un ottimo compromesso per chi vuole avere un parametro importante come il pH sotto controllo. 

 

Paletta

Anche se teoricamente potremmo utilizzare uno degli utensili che teniamo in cucina, è bene acquistare una paletta da dedicare alla produzione di birra. Ci sarà utile per girare l’estratto mentre lo sciogliamo nell’acqua, per ossigenare il mosto prima della fermentazione e in tanti altri momenti. Ne esistono di diversi prezzi e materiali, ma una di plastica che resiste al calore è più che sufficiente. La trovate in vendita per pochi euro su uno qualsiasi dei siti che vendono materiale per la produzione casalinga di birra.

 

Bilancia

Strumento necessario per pesare i nostri ingredienti: malti, luppoli, ma anche sali nel caso dobbiamo correggere l’acqua (in tal caso assicuratevi una bilancia con una precisione maggiore).

 

Tappi

Ne esistono principalmente di due tipologie: a corona, per i quali è necessaria una tappatrice, e meccanici, che possono essere applicati a mano. I primi sono usa e getta e hanno un costo unitario insignificante, i secondi costano di più ma sono riutilizzabili più o meno all’infinito (previo cambio periodico della guarnizione). Ciascuna delle due tipologie ha bisogno di una bottiglia adatta. Personalmente preferisco i tappi a corona per due ragioni: primo, sono applicabili alla maggior parte delle bottiglie di birra in commercio che possono quindi essere facilmente riciclate; secondo, quando regalo bottiglie da assaggiare agli amici non rischio di perdere un tappo che costa quasi mezzo euro. Alla fine l’investimento iniziale tra le due tipologie di tappo è simile se considerate che una buona tappatrice a colonna costa all’incirca quanto 50 tappi meccanici. I tappi a corona sono di due misure: 26 mm per le bottiglie piccole (le classiche da 33cl) e 29 mm per quelle grandi e alcune particolari tipologie piccole (tipo quelle con il vetro più spesso utilizzate per le birre acide). Le tappatrici generalmente sono dotate di due boccole intercambiabili per gestire tappi di entrambe le misure.

Tappatrice

A meno che non si utilizzino tappi meccanici, la tappatrice assume un ruolo importantissimo tra gli strumenti del nostro setup. Non vi fate tentare da soluzioni ultra economiche: vi faranno perdere quel poco di pazienza già messa duramente alla prova dalla già poco avvincente fase di imbottigliamento. Evitate come la peste le tappatrici a due leve fornite con alcuni kit e puntate su una buona a colonna. Il costo mediamente si aggira intorno ai trenta euro per uno strumento che merita l’investimento, dato che lo utilizzerete probabilmente per sempre.

Scolabottiglie

Utile ma non indispensabile. Può essere rimpiazzato da un capiente scolastoviglie, ma nella maggior parte dei casi è comodo acquistarne uno per non requisire la cucina durante il lavaggio e la sanitizzazione delle bottiglie. Tenete da conto che per imbottigliare 23 litri di birra servono circa una settantina di bottiglie da 33cl che andranno sanitizzate una a una e lasciate scolare per qualche minuto. Il prezzo è irrisorio: parliamo di meno di dieci euro per un attrezzo che può tenere comodamente capovolte fino a 80 bottiglie. Ne esistono diversi modelli in vendita sempre sui principali siti dei rivenditori. Può essere evitato nel caso di passaggio delle bottiglie in lavastoviglie prima dell’imbottigliamento.

 

Avvinatore

Strumento dal costo esiguo che serve per distribuire uniformemente la soluzione sanitizzante all’interno di ciascuna bottiglia. Si può evitare di usarlo nel caso si faccia un passaggio in lavastoviglie delle bottiglie subito prima del confezionamento (il vapore caldo per un periodo prolungato provvederà a sanitizzare le bottiglie pulite in precedenza).

 

Asta da travaso

Altro strumento essenziale e dal costo irrisorio. Si tratta di una asticella che si collega al rubinetto del fermentatore. Lascia passare la birra quando l’estremità tocca il fondo della bottiglia, fermando automaticamente il flusso quando si passa da una bottiglia all’altra. Impossibile vivere senza.

 

Bottiglie

Ovviamente per imbottigliare servono le bottiglie. Si possono acquistarne di nuove in diversi formati, oppure in alternativa potete riciclare le bottiglie delle birre che bevete. In quest’ultimo caso è necessario rimuovere l’etichetta, operazione che in alcuni casi può risultare noiosa in altri semplice (dipende dal tipo, es: birre belghe e tedesche di norma basta inserirle in lavastoviglie e l’etichetta si stacca da sola). Inoltre le bottiglie recuperate devono essere accuratamente lavate. Le bottiglie devono essere marroni o verde scuro per evitare che la luce entri a contatto con la birra producendo il famoso difetto del “colpo di luce” che genera un aroma sgradevole. No bottiglie verde o marrone chiaro o peggio ancora trasparenti (modello Corona per intenderci).

Prodotti per pulire

Per la pulizia di tutti i componenti facilmente accessibili con le mani si può utilizzare il classico sapone per piatti (magari quello con meno profumo possibile), una spugnetta non abrasiva e tanto olio di gomito. Per superfici accessibili intendo pentole, fermentatori, paletta per girare il mosto e attrezzi simili.

Diverso è il discorso per rubinetti, tubi e gorgogliatori le cui superfici interne sono impossibili da raggiungere e da pulire con una semplice spugnetta. In questo caso è opportuno tenerli completamente immersi in una soluzione di acqua e un prodotto basico che rimuova le incrostazioni organiche (spesso non visibili a occhio nudo) senza necessità di strofinamento. Consigliamo una dose di 8 mg/L di Chemipro Oxi sciolto in acqua ben calda (intorno ai 50°C) con ammollo di una mezz’ora. Se cercate un prodotto ancora più efficace (ma più costoso) potete provare il detergente enzimatico Enzybras, utilizzato anche dai birrifici. 

 

Prodotti per sanitizzare

Senza entrare nei dettagli (che verranno trattati nel capitolo dedicato alla produzione all grain), è sufficiente sapere che nelle fasi di produzione occorre sanitizzare tutta la strumentazione che viene a contatto con il mosto dopo che la sua temperatura è stata riportata a temperatura ambiente. Vanno quindi sanitizzati i fermentatori, i rubinetti, i tubi, le bottiglie, la paletta per girare, i tappi e via discorrendo. Per la semplicità di utilizzo e la grande efficacia consigliamo come prodotto dedicato lo Starsan, da utilizzare con acqua fredda nella dose di 1,5 ml/L. Come sanificante alternativo, è possibile usare candeggina non profumata diluita nella dose di 4 ml/L in acqua rigorosamente fredda.


Approfondimenti:
Dove comprare materie prime e attrezzatura per l’homebrewing