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Birrificio trappista Westvleteren

Il Monastero si trova nelle Fiandre Occidentali, a circa 4 km dal villaggio di Westvleteren, poco distante da Poperinge, a 12 km della città di Ypres, e a 18 km dal monastero francese di Mont des Cats.; è il più piccolo fra i 5 monasteri belgi che producono birre trappiste. La presenza religiosa in questa zona fra il 1260 e il 1355  viene incarnata da una piccola comunità di suore, che cedono poi la proprietà nel 1375 all’abbazia di  Ter Duinen, che la conserva senza instaurarvi una presenza monastica; questo fino al XVII secolo, quando vi si insedia una comunità maschile appartenente  all’Ordine di S. Brigida. Vi rimane fino al 1784, quando l’imperatore asburgico Giuseppe II emana la legge che sancisce l’abolizione in tutto l’impero austroungarico degli ordini religiosi contemplativi, che li costringe ad allontanarsi. Nel 1830 una piccola comunità di cistercensi francesi del monastero di La Gard, ristabilisce la presenza monastica a St. Sixtus, e nel 1836 il monastero di Nostra Signora di San Sisto passa dalla dipendenza da quello francese  a quello di Westmalle, abbazia-madre di tutti i monasteri cistercensi del Belgio. Da quel momento la vita monastica (e brassicola) di St. Sixtus procede tranquillamente, anche nel periodo delle due guerre mondiali, durante le quali non subisce né l’occupazione né la distruzione degli immobili, unico fra tutti i monasteri del Belgio. Attualmente vivono a Westvleteren circa 30 monaci, che seguono fedelmente la regola cistercense, condensata nel motto inserito nel proprio stemma “Beata Solitudo, Sola Beatitudo”.

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Il birrificio interno all’abbazia è del 1838; nato per ristorare agli operai impegnati nella costruzione del monastero,  l’attività viene in seguito finalizzata al sostentamento economico della comunità stessa. Fino al 1871 la produzione è per il solo consumo interno. Nel 1877 avviene la prima commercializzazione, che prosegue più o meno costantemente fino alla fine della seconda guerra mondiale. Poi dal 1946, e fino al 1992, il capitolo dei monaci autorizza la Brouwerij St. Bernardus di Watou, a produrre birre secondo le ricette tradizionali di St. Sixtus, e a commercializzarle. Dal 1992 il monastero revoca il precedente accordo commerciale, e ricomincia a produrre in proprio, dando vita ad un’attività svolta nel silenzio imposto dalla Regola, inaccessibile a occhi esterni, che impegna la comunità 75 giorni all’anno. Questo perchè, dicono i frati, “facciamo birra per vivere, non viviamo per fare birra”. La produzione è di circa 5.000 hl. l’anno, limitatissima, ma al top: nel 2007 i due siti di “degustatori” internazionali Beeradvocate e Ratebeer riconoscono la 12 come la miglio birra belga dell’anno, e la 8 seconda per il primo e terza per l’altro. In tutto vengono prodotte tre birre, una bionda e due scure; la bionda (tappo verde) vede la luce nel 2000, in sostituzione di una birra ambrata dal tappo rosso, che era prodotta per il solo consumo interno. Le birre (di difficile reperibilità) si possono trovare allo sportello della foresteria dell’abbazia in bottiglie non  etichettate (limitazione che risale  agli anni ’40), o nel bar di fronte all’abbazia, che si chiama “In de vrede” (nella pace); sul tappo è riportata la gradazione alcolica secondo il sistema belga, che dà un’indicazione molto sommaria del contenuto alcolico per volume.

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Le birre del birrificio trappista Westvleteren: