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Quale kit luppolato scegliere?

Per quanto da un estratto luppolato non ci si possano aspettare miracoli, è possibile indirizzare al meglio il risultato già nella fase di scelta del kit. Vediamo cosa propone il mercato.

Pseudo basse fermentazioni
Kit dai nomi altisonanti tipo “Premium Pilsner” o “Premium Lager”, dove l’aggettivo “Premium” sembrerebbe indicare una qualità superiore (che nella realtà non c‘è). Di fatto si tratta di birre chiare ad alta fermentazione che hanno ben poco in comune con gli stili indicati in etichetta. Poco male, basta esserne consapevoli. Birre di ispirazione belga. Anche questi kit vanno per la maggiore, sempre grazie alle fantastiche trovate commerciali dei produttori che li etichettano con nomi evocativi quali kit “d’abbazia” o “trappisti”. Il problema in questi kit è il lievito belga, difficile da gestire per chi è alle prime armi: è facile generare difetti con questi ceppi di lievito se la temperatura di fermentazione non è ben controllata. Direi di evitarli, almeno come prima esperienza.

Kit per birre molto alcoliche
La fermentazione di birre sopra i 7 gradi alcolici non è impresa facile, anche per chi ha una certa esperienza. Considerando poi che le birre molto alcoliche necessitano di una lunga maturazione, forse è meglio scegliere un kit che venga incontro all’impazienza tipica di chi è alle prime produzioni, onde evitare un assaggio prematuro e una probabile delusione.

Kit funambolici
Per incrementare le vendite e la varietà dei kit, sono comparsi sul mercato kit per produrre stili estremi tipo Flemish Brown Ale, Kriek belghe, Oaked Ales e cose simili. Anche in questo caso, direi di lasciare questi esperimenti per tempi migliori (o anche lasciarli da parte per sempre). Il consiglio è quindi di orientarsi su birre semplici ad alta fermentazione, di medio grado alcolico e senza particolari pretese. Stili magari luppolati a cui potremo aggiungere un po’ di luppolo fresco nel fermentatore quando avremo un minimo di esperienza in più. Via libera a bitter ale inglesi, american pale ale o india pale ale. Ma anche a birre scure e poco alcoliche come irish stout o porter. Le pseudo basse fermentazioni tipo premium pilsner possono rappresentare una scelta decente, ma andrebbero fermentate a basse temperature con lieviti a bassa fermentazione per ottenere quella freschezza tipica delle vere lager; anche fermentate (bene e con attenzione) con lieviti da ale possono venire comunque decenti. Le birre di grano (anche chiamate weizen o hefeweizen) sarebbero da far rientrare nel gruppo belga (anche se sono tedesche) per la difficoltà nella gestione del lievito.

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