Beerj: 5a.m. Saint del birrificio BrewDog e Arctic Monkeys
Abbinare brani musicali a una birra artigianale è possibile? Forse no, ma ci proviamo lo stesso cercando di cogliere le suggestioni che la birra ci offre, quel ponte labile che possa unire gusto e udito in maniera che l’uno esalti ed accompagni l’altro. Per farlo ritagliamoci quindici minuti di tranquillità, spegniamo il cellulare, mettiamoci comodi di fronte all’Hi-Fi, stappiamo una buona bottiglia e premiamo play..

Una macchina sferragliante e sgarbata che macina riff a velocità pericolose, sempre con l’occhio attento a farvi muovere i piedi, salvo poi indugiare per brevi momenti in ballate dolci e nostalgiche. Materiale notturno, urbano, potente. Fosse per noi consiglieremmo di saggiare l’accopiata 5a.m. Saint/Arctic Monkeys il venerdì notte, alla guida di una Rover scassata, sui viali della vostra città preferita. Ma non si può fare, quindi armatevi di lettore MP3 e cercate l’autoscontro a voi più vicino, e schiacciate il gas urlando “there ain’t no love/ no Montagues or Capulets/ Just banging tunes and DJ sets/And dirty dancefloors and dreams of naughtiness”.
Birra: 5a.m. Saint del birrificio BrewDog (Scozia)
Artista: Arctic Monkeys

Playlist:
I bet you look good on the dancefloor – “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” (Domino, 2006)
Still take you home – “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” (Domino, 2006)
From the ritz to the rubble – “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” (Domino, 2006)



