Il Birrificio Menaresta sorge in un’ex area industriale nei pressi del centro di Carate Brianza, una decina di chilometri a nord di Monza. Attivo dal settembre 2007, il nome richiama la sorgente del Lambro, mentre il logo riproduce la sperada, tipica acconciatura femminile brianzola in uso fino all’inizio del Novecento: un ornamento popolare, trasversale alle classi sociali, che ben sintetizza il legame del birrificio con il territorio e la sua storia. Menaresta nasce dall’iniziativa di Enrico Dosoli, che ama definirsi birré e paisan, ovvero birraio e contadino. Avvicinato alla cultura birraria da un grande amico belga, Enrico matura l’idea del birrificio durante gli anni di studio alla Facoltà di Agraria di Milano, proseguendo poi la propria formazione attraverso corsi specialistici e collaborazioni con diverse aziende per la progettazione e il collaudo di impianti di birrificazione. Alla base del progetto c’è però una passione più profonda e radicata per i prodotti agricoli, la loro trasformazione e il lavoro manuale inteso come atto creativo. Nel 2006 Enrico struttura il progetto insieme al cugino Marco Rubelli, con cui avvia ufficialmente la produzione l’anno successivo a Carate Brianza. Marco porta in dote l’esperienza maturata nel campo dell’igiene alimentare e una particolare attenzione al vissuto popolare, contribuendo a definire un’immagine del birrificio fortemente radicata nella Brianza, ma aperta anche ad altri luoghi identitari come la Liguria e il Mantovano, territori di riferimento dell’universo Menaresta. Nel percorso del birrificio entra successivamente Marco Valeriani, tecnologo alimentare e homebrewer, che collabora attivamente alla creazione di alcune ricette molto apprezzate (una su tutti la Double IPA Verguenza) e alla diffusione del nome Menaresta anche grazie a premi e riconoscimenti. Nel gennaio 2015 Valeriani lascia e il testimone viene raccolto da Oscar Mancin: con il suo ingresso si apre una nuova fase per Menaresta, caratterizzata da ulteriori riconoscimenti e risultati, nel segno della continuità produttiva e di una crescente solidità tecnica. A fine 2025, ad affiancare Enrico Dosoli nel lavoro brassicolo entra Matteo Bonfanti, già birraio di Carrobiolo. Il suo arrivo segna un ulteriore passaggio evolutivo per Menaresta, innestando nuove competenze ed esperienze all’interno di un progetto che continua a muoversi nel solco di un’identità che fonda il suo tratto distintivo in birre riconoscibili, originali (anche con esplorazioni nel mondo sour) e sempre improntate alla bevibilità, affiancate da una linea che porta in bottiglia lo storico interesse aziendale per i sidri. Tutte referenze che possono essere testate nella sempre animata Tap Room annessa al birrificio, accompagnate da cucina e con vista sulle sale di lavoro.