Ti sarà inviata una password tramite email.

Belgian Blond Ale: storia e caratteristiche

Tipologia sorella delle Belgian Pale, quella delle Belgian Blond Ale ricalca anzitutto – della sua parente stretta, di cui abbiamo appena parlato – la collocazione anagrafica. Si tratta infatti di una categoria produttiva i cui natali risultano relativamente recenti, inquadrabile sotto il profilo delle qualità sensoriali, in un’area stilistica comprendente due categorie esse stesse legati da vincoli d’affinità ovvero le Belgian Strong Golden Ale e le Tripel. Le Belgia Blond Ale presentano rispetto alle sorelle maggiori un minor grado alcolico (tra il 6% e il 7.5%), oltre ad un incremento delle percezioni morbido-abboccate e una parallela riduzione di quelle amaricanti. Gli storici della birra ne interpretano la comparsa come una risposta, da parte dei marchi brassicoli belgi (in particolare di matrice industriale), alle sollecitazioni provenienti da un mercato incline, nel Novecento, a prediligere connotati sensoriali tendenti ai fondamentali delle Pils.

E vediamolo, dunque, l’identikit organolettico medio delle Belgian Blond Ale. Colore dal paglierino carico all’ambrato leggero; aromi improntati alle prerogative del malto (vi troviamo cereale fresco, panificato dolce e miele chiaro), del lievito (con toni fruttati e lievemente fenolico), del luppolo (spunti floreali e terrosi); gusto in partenza rotondo, per poi farsi secco in progressione e di medio tenore amaricante.