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Birrificio Pinerolese

Siamo di fronte ad un ben radicato in loco ma molto difficile da avvistare fuori regione. Situato in un piccolo laboratorio alle porte di Pinerolo, in provincia di Torino, apre i battenti sul finire del 2007 (la prima cotta è datata aprile 2008) dalla passione di tre soci: Michele Santi e i fratelli Beppe e Mario Allasia, colleghi di lavoro oltreché ottimi amici. Michele è stato homebrewer della primissima ora sin dagli albori degli anni ’80, quando la letteratura sul tema era praticamente inesistente, appassionando al bere buone birre i due fratelli. Oggi Michele è il birraio: la sua mano delicata e precisa e la sua indole quasi maniacale lo portano a produrre birre eleganti, estremamente pulite e, qualsiasi sia lo stile in cui si cimenta, di facile beva. Nonostante il poco spazio a disposizione le birre sono lasciate maturare senza fretta per tutto il tempo necessario, tanto da presentarsi sempre belle limpide nonostante l’utilizzo a volte di lieviti “rognosi” come il Koelsch e l’assoluta mancanza di filtrazione, anche grossolana.  Il motto di Cantillon, “le temps ne respecte pas ce qui se fait sans lui”, qui viene applicato alla lettera, contro ogni logica economica ma con gioia dei clienti.

Le referenze sono dieci, per una linea eclettica e completa. Alcune birre sono interpretazioni moderne di stili classici ad alta fermentazione: vedi la Kefi (5% alc.), una weiss con il fenolico tipico del lievito estremamente contenuto e lo slancio donato dal frumento in bella evidenza; la Kalé, ispirata alle koelsch (5.5%  alc.), fortemente aderente allo stile, con fini note erbacee e un finale secco che scopre un lieve amaro; la Ker, una special bitter (5.5% alc.) di scuola britannica con un notevole gioco di malti che spaziano da una dolcezza di biscotto e caramello a una bella chiusura tostata e lievemente amara; la Nux, una belgian dark ale (6.8%  alc.) con malto e fiocchi di farro che trova nella secchezza finale e nel bilanciamento del corpo le sue carte vincenti; e ancora l’ultima nata, la Aster, una APA (4.6% alc.) dal perfetto equilibrio tra gli svariati luppoli americani utilizzati e il malto, con una nota rustica che la rende ancor più intrigante. Altre etichette sono invece la ripresa di birre a bassa fermentazione, prodotte rigorosamente tra San Michele e San Giorgio (cioè nel periodo freddo, come da antica tradizione), di tipologie quasi in disuso: la Xanthé, una dortmunder (5.5% alc.), capolavoro delle session beer grazie al suo equilibrio, e la Fren (5.9% alc.), tributo a uno stile quasi dimenticato come il Vienna. Chiudono la gamma tre prodotti ad alta fermentazione che coniugano territorio ed estro del birraio: anzitutto la Kiki (7.0% alc.), coraggiosamente caratterizzata dalle castagne locali in frutto, che all’olfatto si fanno sentire sotto le più svariate note aromatiche; la Sagiada (8% alc.), che riprende la tradizione torinese del cioccolato utilizzando cacao Criollo di Domori, i cui sentori dominano olfatto e gusto fondendosi con sensazioni tostate, torrefatte e di piccoli frutti rossi; e infine la Dike (7.0% alc.), birra aromatizzata con tre qualità di mele storiche del Piemonte salvate grazie ai Presidi Slow Food.

La birreria
Il RememBeer, questo il nome del pub, si trova sotto i portici davanti al Duomo, nel cuore del centro storico di Pinerolo, in piazza san Donato 35. Non è soltanto il locale di mescita del birrificio o una semplice birreria, ma un posto moderno e accogliente in cui acciaio e colori accesi si sposano in armonia e i clienti, sotto l’occhio attento delle ragazze delle etichette che occhieggiano dalle pareti, vengono accolti e coccolati da Marina Milan, e dai due soci del birrificio Beppe e Mario. D’estate il dehors fronte Duomo completa i posti a disposizione.  I pinerolesi stanno rispondendo all’offerta culinaria curata e particolare, con piatti della tradizione tirolese e tedesca (da provare il bacon della Foresta Nera) oltre ad altri caldi e freddi, decisamente interessanti, offerti in abbinamento alle birre della casa. Marina propone inoltre qualche cocktail con ingredienti selezionati e di qualità, fra cui anche un paio con protagonista la birra, e nel menù non mancano distillati, bibite e qualche vino.

Le etichette
Ispirate dalla vena creativa di Marina Milan (socia del RememBeer) le etichette sono disegnate da Beppe Viello, un amico dei tre soci. Svestiti i panni del geometra, Beppe si è dedicato a uno stile fumettistico che ricorda molto Manara, ma con qualche influenza di Crepax: le bottiglie presentano tutte una donna in primo piano con occhi, capelli e una birra in mano a colori, mentre tutto il resto è in bianco e nero. Il colore riprende quello reale della birra: la donna è di fantasia, ma i personaggi sullo sfondo sono amici o conoscenti del birrificio. I nomi scelti richiamano invece la Grecia, classica (per lo più) e contemporanea.

Informazioni e contatti

Corso Torino 422, Pinerolo (TO)
0121-40327
info@birrificiopinerolese.it
www.birrificiopinerolese.it

Nascita: 2007
Dove: Corso Torino, 422 – 10064 Pinerolo (TO)
Soci: Michele Santi, Beppe Allasia e Mario Allasia
Birraio: Michele Santi
Impianto:  BBC da 500 litri
Fermentatori: 2 da 750 litri e 1 da 1.500
Produzione annua: 200hl
Sito: birrificiopinerolese.it
Tel: 0121.212181 – 347.4753943
E-mail: info@birrificiopinerolese.it
Orario di apertura al pubblico:
dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 16:00

Le birre del Birrificio Pinerolese degustate: