The Porterhouse Brewing Company

Sebbene gli irlandesi siano sempre stati un popolo di grandi bevitori di birra, ancora alla fine degli anni ’80 la produzione era totalmente in mano ai colossi birrari Guinneess, Murphy’s e la Beamish, queste ultime due acquistate oltretutto da grandi gruppi stranieri (vedi storia della birra  irlandese). Fortunatamente alcune birrerie artigianali cominciarono a muovere i primi passi e a segnare una strada che oggi, merito anche dell’accresciuto benessere, sembra essere maggiormente percorsa.

Tra i pionieri di questa nuova realtà indipendente senza dubbio il Porterhouse Brewing Company è di gran lunga il più apprezzato. La  storia ebbe inizio quando Oliver Huges dopo un lungo viaggio in Inghilterra, trascorso non soltanto a gustarsi le birre tradizionali inglesi ma anche ad acquisire l’arte di fare birra, tornò nella sua amata Irlanda  convinto di poter  realizzare il suo sogno: offrire ai suoi connazionali una birra alternativa alle lager e alle ale industriali, allora uniche protagoniste nei pub dell’isola. Ci provò a Dublino, nella metà degli anni ottanta, ma il Dempsey’s Ale brewery ebbe vita breve, così come l’altro birrificio aperto pochi anni dopo assieme al cugino Liam LaHarte a Blessington. Una cosa era chiara, i tempi ancora erano prematuri per un locale che avesse voluto proporre qualcosa di diverso da una chiara industriale o dalla nera Guinness.

Questi i vari Porterhouse in ordine di apertura:
1989 – The Porterhouse Inn
Strand Road, Bray, Contea di Wicklow

1996 – The Porterhouse Temple Bar
16-18 Parliament Street, Dublino

2000 – The Porterhouse Covent Garden,
21-22 Maiden Lane, Covent Garden, Londra

2004 – The Porterhouse North
Cross Guns Bridge, Glasnevin, Dublino

2006 – The Porterhouse Central
45-47 Nassau Street, Dublino

 I due cugini non si persero d’animo però e si convinsero, a ragione, che l’unica strada percorribile era quella di aprire un pub che affiancasse oltre alle classiche birre una vasta gamma di prodotti di importazione così da permettere ai connazionali di conoscere e apprezzare nuovi gusti e nuove tipologie di birra. Venne aperto così il primo Porterhouse a Bray, nella Contea di Wicklow, ed ebbe talmente fortuna che spinse Liam e Oliver nel 1996 ad aprire a Dublino un secondo Porterhouse, questa volta però ampliando l’offerta con varie birre alla spina da loro prodotte: era nato il Porterhouse Temple Bar.

La produzione riscosse talmente successo che nel 2000 aprirono a Ballycollin, nella periferia di Dublino, un nuovo impianto di produzione che nel 2001 assorbì anche la produzione del Porterhouse Temple Bar. L’attuale birraio è Peter Mosley originario dello Yorkshire che dopo un corso alla Heriot-Watt University di Edimbugo e un periodo di gavetta presso diverse birrerie inglese è approdato alla Porterhouse Brewery. La produzione annua si attesta intorno ai 9000 hl annui.

Ma veniamo alla birra, vera protagonista del Porterhouse. La birreria propone ben nove differenti birre alla spina fisse, alle quali si aggiungono durante l’anno varie birre stagionali. Vediamo quali:

  Una Strong Ale dal color rame, caratterizzata da profumi fruttati e floreali (Fuggles su tutti) e da una spiccata dolcezza comunque ben bilanciata. Pericolosa con i suoi 7 gradi alcolici. “Use it, don’t abuse it” recita la carta.
Malti: Pale ale malt, Crystal Malt, Torrified Wheat, Chocolate Malt
Luppoli: Fuggles, East Kent Goldings, Nugget, Galena, Liberty Hops
  Birra leggera e semplice che strizza l’occhio, anche con ironia, alle North American Lager industriali. Color giallo paglierino scarico, la Chiller risulta al gusto pulita e delicata. 4,2% alc.
Malti utilizzati: Lager Malt
Luppoli: Galena, Nugget, Cascade, Tettnang

  La birra prende il nome da una varietà di luppoli tedeschi, Hersbrucker appunto, utilizzati in ricetta. Pils fresca e floreale al naso caratterizzata dal secco finale. 5% vol.
Malti utilizzati: Lager Malt, Cara Malt
Luppoli: Galena, Nugget, Hersbrucker
  Stout prodotta con aggiunta di ostriche fresche. Birra scura dalle sensazioni tostate e salmastre. Nonostante l’inconsueto ingrediente la birra si lascia bere bene soprattutto con un piatto di molluschi freschi accanto alla pinta. 4.8% alc.
Malti utilizzati: Pale Malt, Roast Barley, Black Malt, Flaked Barley
Luppoli: Galena, Nugget, East Kent Goldings
  Sicuramente la nostra preferita: una porter dalla spiccata personalità e dal carattere affabile. Un corpo leggero ma avvolgente, la piacevolezza complessiva unita alla bassa gradazione alcolica (4,3%), fanno della Plain una birra che si lascia bere in quantità, in pieno stile Irish.
Malti utilizzati: Pale Malt, Flaked Barley, Roast Barley, Black Malt, Crystal Malt.
Luppoli: Galena, Nugget, East Kent Goldings.
  Una Irish red Ale dal color mogano e dai toni maltati e fruttati. 4.4%
Malti utilizzati: Pale Malt, Crystal Malt, Wheat Malt, Chocolate Malt
Luppoli: Galena, Nugget, East Kent Goldings
  Altra lager della gamma, leggermente più robusta della Chiller. Birra pulita dai profumi floreali e leggermente agrumati, moderatamente secco il finale. 4.3% alc.
Malti utilizzati: Lager Malt.
Hops: Galena, Nugget, Hallertau Perle, Hersbrucker
  Birra prodotta per celebrare l’apertura del Porterhouse di Covert Garden a Londra. nel luglio del 2000. Può essere considerata come una reinterpretazione di una Pale Ale  dove al posto dei luppoli inglesi viene utilizzata una varietà neozelandese (Sticklebract). 3.7% Alc.
Malti utilizzati: Pale Malt, Crystal Malt, Wheat Malt, Flaked Barley, Roast Malt
Luppoli: Sticklebract
  Un’altra Irish Dry Stout di assoluto livello. Ispirata alle stout “storiche” bevute agli inizi del primo novecento, la Wrasslers è una birra ricca e dalla generosa luppolatura effettuata anche a fine bollitura (dry hopping). Alc. 5%
Grain: Pale Malt, Crystal Malt, Wheat Malt, Flaked Barley, Roast Malt.
Hops: Galena, Nugget, East Kent, Goldings.