Ti sarà inviata una password tramite email.

Bere birra a Dublino: The Temple Bar

Se siete appena arrivati a Dublino e state apparecchiando la vostra prima serata il punto di partenza è pressoché obbligato: Temple Bar. 

Temple Bar è per definizione il quartiere trendy della città, un susseguirsi di pubs e ristoranti, negozietti, gallerie d’arte, gente e artisti di strada che lo animano fino a sera. La sua fama è cresciuta a partire da metà anni Novanta, quando fu oggetto di una riqualificazione urbanistica che riabbellì i palazzi e rese pedonale il dedalo di stradine che lo attraversa. Molti volti noti dello spettacolo, irlandesi ma non solo, hanno inaugurato in quest’angolo della città locali e attività, rendendo Temple Bar la meta preferita per lo struscio dublinese. Il tutto, e non poteva essere altrimenti, con tanti pro e diversi contro. 

La zona è stata infatti eletta a tappa immancabile per chi soggiorna da queste parti, e in alcuni periodi dell’anno – quello estivo in particolare – diventa piuttosto difficile cogliere accenti dublinesi. Ciò nonostante, e a differenza di quanto accade spesso, Temple Bar ha mantenuto immutati scorci e irlandesità.

Cuore del quartiere e suo storico luogo di ritrovo è The Temple Bar, ricavato in quella che nel XVI secolo era casa di tale William Temple, rettore del Trinity College di Dublino. La facciata in mattoni e il legno rosso della parte inferiore lo rendono piuttosto riconoscibile: se qualche dubbio resta ci pensa la grande scritta gialla sopra l’entrata a toglierlo del tutto. Varcare la soglia, non senza due battute con i fumatori di turno davanti all’ingresso, è immergersi nello stereotipo dell’irish pub. Luci soffuse, tavoli e pareti di legno scuro, spine che ti chiamano da ogni angolo. E poi gente di ogni età, tanta, e un vocio di sottofondo che non diventa però mai rumore.

Dal piccolo spazio all’entrata si passa ad un ambiente più grande, il cuore del locale: tavolini tondi un po’ ammassati, all’angolo un palchetto dove si suona irlandese, alle pareti tanti quadretti e immagini di artisti e cantanti, con Bono & Co a farla orgogliosamente da padroni. L’umanità è variegata e con l’aumentare delle pinte sempre più socializzante. Dribblare la tardona di turno in mezzo a tanta gente può rivelarsi cosa non facile, ma la fila di spine al bancone aiuta nella sfida. L’offerta si basa esclusivamente su prodotti industriali, irlandesi e non. La protagonista rimane senza dubbio la Guinness. Durante queste giornate passate a Dublino abbiamo avuto occasione di assaggiarla in diversi pub della città, Guinness Storehouse compreso. Questa al Temple Bar è forse quella che più ci è rimasta impressa.


In un’altra sala il lungo bancone può regalare momenti di vera goduria agli amanti degli whisky: una parete di bottiglie, oltre duecento etichette fra cui scegliere, magari bevute con un buon sigaro nel giardinetto interno, dove è molto facile fare amicizia con persone provenienti da ogni parte del mondo. L’atmosfera è piacevole e si riscalda con qualche ballo, la musica dal vivo c’è tutti i giorni della settimana, in genere un concerto nel pomeriggio e uno verso le otto e mezza di sera. Le luci si accendono come da abitudine anglosassone (che stiamo ormai facendo nostra..) abbastanza presto: l’una e mezza giovedì e venerdì, le due il sabato, prima il resto della settimana. Com’è normale che sia il posto si fa pagare più di altri, non grandi differenze ma qualcosina in più sì, anche a seconda che ci sia musica o meno. Ma una pinta al Temple Bar vale davvero una sosta, un arrivederci. In fondo è solo la prima serata.

  

The Temple Bar
www.thetemplebarpubdublin.com
47/48 Temple Bar
Tel: (+353 1) 672 5286/7