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Nuove birre dall’Europa: Brewdog, Mikkeller, Kernel, To Øl, Artezan

Nuove buone dall’Europa in questa tornata di etichette di recente segnalazione sul panorama internazionale delle produzioni birrarie, con il nord del continente in forte evidenza. In Scozia Brewdog (Ellon) mai deludono le aspettative di chi sta in costante attesa di novità e hanno arricchito il loro catalogo con la Casino Rye Ale. Una ricetta in cui l’orzo incontra la segale e, insieme, stringono un triumvirato sensoriale (caramellature, speziatura piccante e agrumature resinose) con il luppolo Equinox, varietà “a stelle e strisce” utilizzata in modalità single hopping.

A Londra, la mai oziante fucina di The Kernel trae dal proprio cilindro un’esecuzione palpitante di devozione alle seduttive doti del luppolo. Si tratta di una India Pale Ale totalmente nuovomondista, brassata con varietà americane e pacifiche. In pista abbiamo Citra, Ella e Galaxy per un sorso dorato, da ben 7 gradi alcolici. 

Dalla Gran Bretagna, sbarchiamo in continente, attraverso i porti d’attracco della Danimarca. Dove troviamo – tra i nomi costantemente più attivi sul terreno – i due “gipsy brand” per eccellenza ovvero Mikkeller e TO Øl. Il primo torna a proporre la sua Beer Hop Breakfast, in passato classificata come American Stout, oggi confezionata come Black Ipa al caffè ovvero una declinazione India Pale Ale del protocollo Beer Geek Breakfast, robusta Oatmeal Stout, della quale – tra l’altro – riprende i 7.5 gradi alcolici. TO Øl si esibisce invece nell’interpretazione da “sogno tropicale in dicembre” di uno stile normalmente percepito e fruito appunto come solare. Ecco la Santa Gose, nella quale le basi della tipologia tedesca (acidità lattica e sapidità, in specie) abbracciano l’aggiunta di frutta esotica, nelle fattispecie della passiflora, della guava e del mango. Il tutto per un costo alcolico di 4 gradi soli soletti.

Ultima fermata la Polonia. A Blonie l’apprezzato marchio Browar Artezan arricchisce la propria gamma con un missile terra-ugola da 8 gradi, rispondente al nome di Asap 2.0, all’anagrafe una Double Ipa trattata con gettate di Citra, Galaxy e Mosaic, per una birra dal colore ambrato, schiuma rigogliosa, aromi lussoreggianti di timbro tropicale.