E’ morto Michael Jackson, The Beer Hunter

Sapevamo tutti della gravità della sua malattia ma quando ricevetti la notizia dalla collega danese Anne-Mette Meyer Pedersen, rimasi impietrito. Il tour di maggio in Italia per presentare il libro “storie nel bicchiere”, la presenza, ad inizio agosto a Londra, ad un match della Rugby League e le recentissime apparizioni a Londra per il GBBF e la Guild of Uk Beer Writers ci avevano fatto illudere. Non voglio parlarvi qui della sua biografia, troverete tutto e di più con Google, dai suoi straordinari documentari per Discovery Channel ai numerosi libri, articoli e saggi.
Dico solo che Michael era il Maestro. Grazie a lui la cultura della birra, a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta, ha fatto il passo decisivo, illuminando e spingendo migliaia di suoi discepoli a diffondere il verbo, spesso in mezzo a dure difficoltà ed ostili resistenze, come dei veri apostoli. Come ho appena scritto per Slow Food, della cui filosofia era un fervente sostenitore, Michael, oltre che mio Maestro, era un mio caro amico e la sua stima nei miei confronti la porterò sempre con me.
Per il suo ultimo libro sulle birre di tutto il mondo, “Eyewitness Companion Guide to Beer” edito da Dorling Kindersley, in libreria ad ottobre, Michael mi chiese di scrivere il capitolo sulle birre italiane. Per me fu un tale onore che non ci dormii la notte e, quando l’editore mi fece firmare il contratto con compenso di 620 sterline, confesso che restai alquanto imbarazzato in quanto avrei pagato io per poter scrivere per il Maestro.
Michael fu fra i primi ad intuire l’enorme potenzialità dei nostri artigiani definendo l’Italia “the fastest growing micro-brewery market” (sue testuali parole). Affermazione comprovata poi con la concessione al nostro paese di ben sei pagine contro le poche righe, all’interno del capitolo sul Mediterraneo, della prima edizione di fine anni settanta. Di lui mi rimangono tanti ricordi intimi e i milioni di aneddoti che elargiva a piene mani con quel suo modo di raccontare, ironico, distaccato e apparentemente stralunato che tanto ci ipnotizzava! Di lui mi rimane soprattutto il grande esempio di umiltà e disponibilità a concedersi appieno ed indiscriminatamente a tutti, dalle celebri personalità ai giovani  principianti. Esempio che, nel mio piccolo, pulce al suo confronto, cerco e cercherò di applicare tutti i giorni della mia vita.
Ciao Michael, grazie di cuore dal tuo umile alunno.
Genova, 3 settembre 2007