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Lettera di un homebrewer a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, come stai?

Un altro anno è passato e siamo sempre qua a parlar di birra. So che tu preferisci quella roba bruna, appiccicosa e col pH pari ai lambic più duri, ma tant’è; anzi diciamo che è pure un po’ colpa tua! Se solo avessi “accidentalmente” perso dalla slitta quel kit che ricevetti in dono qualche anno fa, non saremmo certo qui…

Ma lasciamo stare. Il fatto è che, ormai, 20 litri non mi bastano più! Appena cerco su internet trovo tanti bei progetti di homebrewer, poi mi volto e vedo il mio socio che, col muso lungo lungo, è lì da ore che gira a mano l’impasto. Lo vedo afflitto, mi dispiace. Insomma! Lo faccio anche per lui: che ne diresti, quest’anno, di portarmi un bell’impiantino? Dai che è semplice!

Innanzitutto servono due tini… usa cosa vuoi, so che sei pieno di risorse, il meglio sarebbe usare tutto acciaio… no, non sto fischiettando.. nooo… non ti sto dicendo come farlo.. oh, non litighiamo, è Natale! Nel primo tino dovremmo mettere un sistema per filtrare, ne ho visti un sacco su internet, io preferisco un fondo filtrante. Il diametro è del tino, magari un dado per fissarlo e un bordino d’acciaio per far sì che non vi siano fessure troppo grosse sul bordo, e il gioco è fatto! Poi sul coperchio fissiamo un motorino, perfetto sarebbe quello della polenta, che gira piano. Un alberello con quattro pale saldate, avvitato renderebbe il tino di mash praticamente perfetto e comodo!
Per quel che riguarda gli spostamenti di masse, beh, esistono delle belle pompe, munite di bypass per frenarne la potenza. Alcune aiutano anche col trasferimento del semisolido con una piccola modifica, nel caso volessi trasportare le trebbie, come per una decozione. Il tino di bollitura, dato che sei buono e mi porti la pompa, possiamo anche adattarlo per fare un piccolo whirpool. L’ingresso e l’uscita tanto servono, con due valvole, per far entrare il mosto e per farlo uscire dopo la bollitura verso lo scambiatore di calore. Sarebbe sufficiente far entrare il mosto tangenzialmente, oppure con un nipples stringere un pezzetto di tubo metallico per far sì che il liquido prenda il giro desiderato. Vedrai poi quante schifezze rimarranno sul fondo!
Lo scambiatore di calore è un piccolo ammenicolo di acciaio, in cui per contatto indiretto, l’acqua fredda ruba calore al mosto caldo, che a sua volta si raffredda. So che sto chiedendo troppo, non voglio approfittarmi di te, per questo utilizzerò ancora il mio caro e vecchio controflusso,
costruito con sudore e fatica e che non mi tradisce mai!
Vabbè, direi che per quest’anno ti ho chiesto abbastanza. Ti lascio con una foto per ricordarti che gia l’anno scorso ti ho scoperto, perciò vestiti prima, non quando arrivi a casa e no, non è la stessa cosa se mi porti il libro dei Microbirrifici di Lelio al posto dell’impianto.
Con affetto
di Matteo “Billy” Billia