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Hall of Fame. Capitolo VII. La Einbecker Ur-Bock

Einbecker-Mai-Ur-BockSulla home-page del sito web che rappresenta la vetrina Internet dell’attuale marchio produttore di questa birra capostipite, risaltano orgogliose due rivendicazioni: la più popolare in Germania, brassata secondo la ricetta originale dello stile Bock, da oltre 600 anni; artigianalmente birra dal 1378. Insomma, avrete capito che parliamo della Bock archetipica, la Ur-Bock ancora sfornata, ad Einbeck (cittadina di 30mila abitanti nel Land della Bassa Sassonia), appunto dalla Einbecker, gruppo erede di quella comunità di braumeister che, appunto già nella seconda metà del XIV secolo avevano codificato la formula destinata a diventare termine di riferimento per le basse fermentazioni ad alta gradazione alcolica.

In ordine ai particolari della vicende che accompagnarono la comparsa e l’affermazione della denominazione tipologica Bock rimandiamo al post che sul tema abbiamo pubblicato su queste stesse colonne un po’ di tempo addietro. Stando ai soli fatti, quel che è certa è la derivazione dalle latitudini di cui parliamo (ben più a nord della regione che ha per capoluogo Monaco) di una categoria brassicola che oggi invece si associa comunemente, nell’immaginario collettivo, proprio alla Baviera. Eppure anch’essa ha il suo ruolo nella genesi della definizione: un ruolo riconosciuto dalla Einbecker attraverso i suoi materiali informativi ufficiali.

einbeckQuali le tappe lungo le quali quella prima Ur-Bock è arrivata a partorire un’intera progenie a sua immagine? Ecco qua. Ad Einbeck, già nel Trecento (come detto) il settore birrario ha un peso rilevante nell’economia della collettività: tutti i cittadini hanno il diritto di brassare e 700 di loro possiedono il titolo di maister; i volumi eccedenti i consumi interni sono comprati dal Consiglio Comunale che ne gestisce il commercio, esportando fin in Olanda e sulle rive del Baltico. Proprio al 1378 risale il più antico documento esistente relativamente ad atti di vendita di una partita di Einbecker Bier (l’appellativo di allora): l’acquirente è identificato nella vicina Municipalità di Celle (essa stessa in Bassa Sassonia). Nel XVI secolo il raggio dei traffici si estende e mette radici anche in Baviera, appunto; poi, all’inizio del Seicento, uno dei braumeister sassoni viene chiamato a Monaco, a preparare direttamente lì la famosa Ainpöckischer (secondo la grafia alternativa): un aggettivo sostantivato che, nella pronuncia locale, viene gradualmente modificato in Oanpock, poi in Bock. Intanto, ad Einbeck, nel 1794 le famiglie birrarie che fino ad allora avevano operato singolarmente si uniscono nella Städtische Brauerei; la quale a sua volta, nel 1967, si riorganizzerà sotto la forma dell’attuale Einbecker Brauhaus Corporation.

Einbecker Brauhaus 1794Quanto allo stile e alle sue diramazioni, oltre alla Doppelbock e alla derivata Eisbock (di cui parleremo in un’apposita puntata della nostra Hall of Fame), meritano una menzione e una breve delucidazione le principali sottotipologie: la Tradition, ambrata; le invernali Winterbock o Weihnacht Bock (la seconda specificamente natalizia), spesso più scura come la (lapalissianamente) Dunkles o Dunkler Bock; la primaverili Maibock (di maggio) e Lentenbock (di fine Quaresima), più chiare (dorata) al apri della (anche qui lapalissianamente) Heller o Helles Bock; infine le versioni – senza specificità di ricetta, ma solo di fruizione – brassate in occasione di ricorrenze: le Festbock.