Birra in musica, quando la canzone omaggia la birra

Molti elogiano la birra, ne esaltano le virtù, ne lodano le sfumature a volte in maniera tanto sublime da creare vere e proprie opere d’arte (basti pensare ad alcune eccellenti schede degustative, su tutte quelle lasciate dal grande Michael Jackson). Molto più sporadici sono invece i casi in cui la nostra amata bevanda è stata “ritratta” o ha ispirato creazioni artistiche, come ad esempio canzoni e ballate. O no? Incuriositi dalla cosa siamo andati ad indagare, scoprendo con un certa sorpresa  – mista a piacere – come anche il mondo della musica non sia poi così insensibile all’argomento, anzi. Cambiano i generi, le esperienze, i paesi, ma le citazioni che gruppi e cantautori hanno dedicato in maniera più o meno diretta alla birra sono davvero tante. Se di numero esponenziale al consumo di pinte e lattine non è dato saperlo, ma ci siamo divertiti a raccoglierle per voi, lasciando quando possibile anche link ai video per un full immersion birmusicale senza precedenti!

Partendo dalla segnalazione di un amico (grazie Francesco!) scopriamo ad esempio che i Frown-I-Brown, gruppo del “sottobosco” belga, hanno inciso “Taras Boulba“, dedica hip hop per la omonima birra della Brasserie de la Senne. Navigando sul web scopriamo addirittura l’esistenza di un’apposita top ten realizzata dal beer writer Jay Brooks, da questa segnaliamo: Jimmy Whiterspoon e John Lee Hooker, due che non hanno bisogno di presentazioni, rispettivamente con “Drinkin’ beer” e “One bourbon, one scotch, one beer“, lo ska-reggae dei Bad Manners con “Lager Delirium” (giustamente citati anche per “Special brew“),Tom Waits con “Warm beer, cold woman” (del quale si ricorda anche la raccolta live “Cold beer on a hot night” del 1979) o l’hard rock di “Beer is good” degli Psychostick.

Anche Zucchero rientra in questa raccolta a pieno diritto con l’album “Oro incenso e Birra” (1989) e la canzone “Tu mi piaci come questa birra” (da “Zucchero and the Randy Jackson Band” del 1985), svelando una passione per il Nettare di Cerere che sembra accomunarlo a due altri grandissimi cantautori nostrani, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, che nel 1959 hanno firmato la canzone “Birra” (“portaci da bere uno shot di birra ma fredda, con o senza schiuma, scura o chiara ma che sia una birra… una birra please!”, versi che li mostrano non particolarmente esigenti in materia..). In lingua spagnola segnaliamo “La cerveza” del portoricano Elvis Crespo (quello del tormentone “Suavemente” di fine anni ’90, lo ricordate?) e l’uso antidolorifico e terapeutico che Los Estramboticos propongono per la birra in “La Cerveza y el dolor” (metodo tra l’altro noto ai più). Perfettamente in tema anche il folk rock dei Korpiklaani, il “clan della foresta”, gruppo finlandese autore nel 2005 della canzone “Beer beer“: citazione dovuta ma esempio non particolarmente educativo, più utile a rassicurare i fans sulle preferenze alcoliche dei componenti che non come spot al bere consapevole (“And morning and evening I wanna drink something stronger than a man.. I want beer, from beer I get really drunk”: ma per lo scopo non sarebbero forse meglio due shottini di wodka ci chiediamo??).

Un altro mostro sacro della musica come Frank Zappa ci rivela molto della sua scala di priorità, arrivando addirittura a sfidare il diavolo per riavere le “Tittis and beers” ingiustamente sottrattegli dal Re degli Inferi. Anche in questo caso però, parlando del vulcanico e psichedelico Zappa, non ci si poteva che aspettare qualcosa di insolito, anche se non dipendente direttamente da lui: nel 2006 Tony Magee, proprietario e mastrobirraio della Lagunitas Brewing, ha voluto festeggiare il 40esimo anniversario dall’uscita del primo disco di Zappa – “Freak Out”, era il 1966 – brassando una birra in suo onore. Un progetto condiviso anche dalla vedova del cantautore: ecco allora la Freak Out, prodotta solo in quell’anno, che in etichetta riproduceva proprio la copertina dell’album di esordio del celeberrimo Frank.

Per concludere citiamo Slim Dusty con una canzone del 1959, in cui il countryman australiano si rende portavoce di quello che in effetti deve essere un vero dramma: “A pub with no beer“. La canzone è stata anche reinterpretata dai The Dubliners che, dato il nome, non potevano che condividere la preoccupazione: “oh è triste essere lontani dalle persone amate e da tutti… ma non c’è nulla di così solitario, noioso e triste dello stare a un bancone di un bar senza birre”.