Settembre è tempo di vendemmia. Occupandoci di birra la questione non dovrebbe interessarci. In realtà la famiglia delle birre è così numerosa che l’argomento può risultare fonte d’ispirazione. Abbiamo così dedicato un articolo alla BB10 l’eccellente birra del birrificio sardo Barley prodotta con l’aggiunta di sapa, ovvero con il mosto cotto, di Cannonau. Stesso tema anche nella rubrica dedicato all’homebrewer, con l’esperto Matteo Billia intento a raccontarci la sua esperienza con la birra e l’uva, dispensando consigli a quanti vorrebbero provare a farsi da soli una birra così particolare. Sicuramente molti puristi del vino storceranno la bocca di fronte ad un utilizzo "improprio" dell’uva, ma nella birra, soprattutto quella italiana, non esistono vincoli alla fantasia del mastro birraio. Probabilmente, invece, alcuni produttori vinicoli saranno interessati: vista la moda della birra perché non cominciare a produrla, magari proprio con della sapa o del mosto e con tanto di sosta in barrique? Non vogliamo scoraggiare nessuno, ma fare della buona birra non è facile: richiede capacità teoriche e tecniche che non si acquistano in un giorno, anche nel caso in cui già si abbia dimestichezza con i processi di fermentazione. Comunque, che la birra di qualità stia destando interesse nel mondo del vino è orami una realtà: riviste di settore che affrontano l’argomento birra, enoteche che dedicano scaffali a prodotti artigianali, sommelier che diventano esperti di birra. In fondo è piuttosto naturale pensare che, superate le immotivate conflittualità di alcuni e le diffidenze culturali verso la birra di qualità, Bacco e Cerere possano convivere felicemente..
Sommario del mese
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