Un ricordo dal suo allievo Kuaska
Genova, 3 settembre 2007
Dico solo che Michael era il Maestro. Grazie a lui la cultura della birra, a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta, ha fatto il passo decisivo, illuminando e spingendo migliaia di suoi discepoli a diffondere il verbo, spesso in mezzo a dure difficoltà ed ostili resistenze, come dei veri apostoli. Come ho appena scritto per Slow Food, della cui filosofia era un fervente sostenitore, Michael, oltre che mio Maestro, era un mio caro amico e la sua stima nei miei confronti la porterò sempre con me.
Michael fu fra i primi ad intuire l’enorme potenzialità dei nostri artigiani definendo l’Italia “the fastest growing micro-brewery market” (sue testuali parole). Affermazione comprovata poi con la concessione al nostro paese di ben sei pagine contro le poche righe, all’interno del capitolo sul Mediterraneo, della prima edizione di fine anni settanta. Di lui mi rimangono tanti ricordi intimi e i milioni di aneddoti che elargiva a piene mani con quel suo modo di raccontare, ironico, distaccato e apparentemente stralunato che tanto ci ipnotizzava!
Di lui mi rimane soprattutto il grande esempio di umiltà e disponibilità a concedersi appieno ed indiscriminatamente a tutti, dalle celebri personalità ai giovani principianti. Esempio che, nel mio piccolo, pulce al suo confronto, cerco e cercherò di applicare tutti i giorni della mia vita.




La Scires è una birra speciale per vari motivi a partire dagli ingredienti. Per produrla sono utilizzate ciliegie di due varietà (il durone e la quasi dimenticata moretta, entrambe di Vignola e da agricoltura biologica) mentre in maturazione vengono aggiunte schegge di rovere di diversa tostatura per affinarne il sapore. Un’altra particolarità è data dall’aggiunta al mosto di una percentuale di innesto (o “madre”) a fermentazione acida ottenuta partendo dalla birra Prima, storica scura del Birrificio Italiano. Dunque una base di birra in stile bock, la nota Bibock del birrificio Italiano viene tagliata con una birra a fermentazione spontanea cioè prodotta grazie all’azione di lieviti e batteri presenti nell’aria. Solitamente tali organismi (brettanomyces e batteri lattici su tutti) sono l’incubo di ogni birraio ma in questo caso come per le birre lambic, se sapientemente utilizzati possono dare risultati sorprendenti. L’ultimo tocco è dato da un dolce dry hopping con luppoli aromatici tedeschi leggermente ossidati. La birra così prodotta matura a temperature molto basse, in tal modo, l’azione dei batteri selvaggi viene inibita e rimandata alla fase di imbottigliamento.
DegustaBirra 2008 è una rassegna, svolta all’interno della Fiera Centenaria di San Agostino, che raccoglie una ventina di produttori di birra artigianale.
Anche quest’anno si terrà a Seravezza la Festa della Birra Artigianale. Ars Birraria in collaborazione con il Caffé della Piazza e la Pro Loco di Seravezza, ripropongono tre serate per celebrare e promuovere un modo diverso di gustare la birra.