ecco la Duvel Triple Hop, la Chouffe Houboln
e la Urthel Hop It
Tra contaminazioni, mode, trovate commerciali, sperimentazioni,
la luppolatura generosa sembra aver conquistato anche i grandi birrifici belgi.
Vediamo con quali risultati...
di Alberto Laschi
(cliccare sull’immagine per leggere la relativa scheda)
| Birra |
Note
|
|
|
Birrificio: Duvel
Fermentazione: Alta |
|
|
Birrificio: Achouffe
Fermentazione: Alta
|
|
|
Birrificio: Urthel
Colore: Biondo dorata
Fermentazione: Alta
Stile: Speciale triple Gradi Alcolici: 9,5° Bicchiere: Calice a chiudere Servizio: 9-10°C
|
|
Sapevate che… Le birre IPA nacquero come una "astuzia” commerciale: le navi inglese che tornavano dalle Indie cariche di merci, nel viaggio di andata partivano con le stive semivuote: si pensò di ovviare a questo “difetto” spedendo fusti di birra nelle Colonie. Per sopportare un viaggio così lungo la birra doveva essere piuttosto forte, e soprattutto estremamente luppolata: nasce così un nuovo stile birraio, l’IPA. All’inizio questa tipologia venne prodotta quasi esclusivamente da una piccola birreria londinese (la Hogdson) posta strategicamente vicina ai Docks della capitale; solo successivamente le grandi birrerie di Burton on Trent (Alsopp e Bass) entrarono prepotentemente in questo ricco settore di mercato, e con le loro avanzate conoscenze tecniche e la loro “acqua dura” ne conquistarono la supremazia. Le IPA americane attuali però dovrebbero essere più correttamente definite APA (American Pale Ale), e sono meno dolci di malto rispetto alle colleghe britanniche, con una maggiore spinta di luppolo e un finale molto secco e asciutto. Quelle più particolari sono prodotte dalla Dogfish Head Craft Brewery, dal mastro birraio Sam Calagione, di chiare origini italiane
|


.jpg)




Questo il programma:
Slow Food Prato organizza presso il Parco delle Cascine “Slow Beer” un appuntamento dedicato alle birre artigianali, ai prodotti tipici e alle cucine del territorio.