• A caccia di birre?
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  • Fermento Birra

    Il primo web magazine dedicato alla birra di qualitĂ 
    Spillatura n.7 - Marzo/aprile 2008

    Birra & Sigaro

    Rubrica di Terry Nesti dedicata all’insolito
    matrimonio fra birre e sigari di qualità

     

     

    Il Corona De Lux della Henry Wintermans incontra la
    Toccadibò del birrificio cagliaritano Barley

     

    Oggi sono corso in redazione a ritirare un piccolo dono: due bottiglie del birrificio Barley, un prodotto che fino ad ora era rimasto per me come un’apparizione mistica.. tutti ne parlano ma non c’era verso di vederlo apparire. 

     

    Ma che cosè il birrificio Barley? Trovo che la soluzione migliore sia farcelo spiegare da loro e cito testualmente dal sito: “Da un’idea dei due soci Nicola Perra e Isidoro Mascia, nell’agosto 2006 apre i battenti a Maracalagonis (CA) il Birrificio Artigianale Barley. E’ una piccola e creativa realtà artigianale che si propone fin da subito di inserire i suoi prodotti nella tavola della ristorazione di fascia medio-alta, secondo una linea parallela al vino. (…) Le ricette create dal birraio Nicola Perra hanno quindi fatto sì che il Birrificio Barley potesse riscuotere in breve tempo il gradimento del pubblico isolano, come quello del resto d’Italia, al punto che alcune delle sue birre venissero utilizzate come tipologie di riferimento, in corsi per sommelier AIS e ONAV. La cura quasi maniacale per l’alta qualità dei prodotti ha consentito di far conoscere con successo le birre Barley anche ad esperti qualificati americani, aprendo la strada all’esportazione negli USA  (vedi: www.bunitedint.com ), in quei ristoranti di fascia alta (e altissima) molto sensibili ai prodotti di nicchia, specie italiani.”

     

    Quindi le due bottiglie sono state per me il premio ad un’attesa molto lunga (avevo chiesto di provarle da ottobre), e quando sono giunto a casa ho passato alcuni minuti a leggermi le loro etichette (bella l’idea di usare le recensioni di Kuaska per spiegare il prodotto) e diversi minuti per scegliere quale sigaro abbinarci. Aprendo il mio humidor, di cui mi piace molto vantarmi perché è uno splendido regalo dei miei amici Taccini (si tratta di uno stupendo umidificatore in ceramica, decorato nello stile viennese dei primi del secolo, Klimt tanto per dare un riferimento) che ho adorato fin dal primo momento che lo vidi nel loro studio. Sollevato il pesante coperto, all’interno facevano bella vista di sé due splendidi tubi di un rosso accesso che mi hanno richiamato alla memoria un recente viaggio in terra olandese dove ho avuto l’occasione, oltre che di bere ottima birra (belga), di visitare  la fabbrica di una famiglia che produce sigari dal 1904: Henry Wintermans.

     
    Il sigaro è Un Corona De Luxe: la miscela Corona de Luxe del fondatore Henri Wintermans è piena di corpo e di aroma. Una foglia esterna di dorato tabacco proveniente da Sumatra sposa una miscela di tabacchi proveniente da Java, dal Brasile, dalla Colombia e dalla Repubblica Domenicana. Ogni sigaro è individualmente incellofanato ed imballato in un tubo di alluminio.

     

    Noi italiani siamo abituati a dividere il mondo dei sigari in due parti: Toscano e Cubano, bianco e nero, yin e yang, il giorno e la notte. Ma in realtà, come per la vita, esistono tante sfumature, e una di queste nel mondo del fumo è certamente rappresentata da Henry Wintermans, un uomo che ha viaggiato molto e che come ci dice lui “da Cuba all Indonesia ho incontrato coltivatori e selezionatori che condividono la mia passione per tabacco. Ho ascoltato e ho imparato. Realmente mi sento come se stessi fumando il mondo.” I sigari Henry Wintermans ci riportano indietro nel tempo, al fascino di un europa coloniale fatta di uomini eleganti con l’impermeabile ed il cappello (e chi mi conosce sa quanto queste imaggini facciano presa su di me), di regioni che portano i nomi esotici di Java e Sumatra, di navi, di avventure. In poche parole a quelle suggestioni che possiamo ritrovare in Corto Maltese di Hugo Pratt. 

     


    Una buona birra non potrà che aumentare questa suggestione,
    e la Toccadibò è certamente la più adatta: un giusto mix di spezie riesce a spiazzare il mio palato con il dolce iniziale, non confermato dal gradevolissimo dry finale che ben si sposa con il mio Corona De Luxe, un sigaro gradevolmente asciutto ma con note dolci finali. La birra, nonostante il suo tenore alcolico evidente, riesce a risultare molto beverina. L’effetto sgrassante è notevole e sembrano l’uno attirare l’altro, la nota di albicocca della birra appena messa in bocca è quella che più di tutte invita verso il nuovo pouf, mentre se aspettiamo troppo fra una sorsata e una boccata di fumo l’effetto si dilegua un poco dato che la birra nel finale fa prevalere una nota amara che assomiglia abbastanza a quella iniziale del sigaro e che tende un poco a sovrapporsi. La degustazione invece, nell’ordine birra e sigaro in rapida sequenza, diventa molto piacevole, e i due prodotti tendono ad accomunarsi molto bene.

     

     

     

    Non sono prodotti allucinogeni, ma per alcuni momenti, avvolto nelle voluttà dei miei due accompagnatori, mi è parso che la gatta nera sdraiata sul dorso del mio divano mi guardasse con occhi diversi, come a suggerirmi sogni piacevoli di avventure per mare, di terre lontane, di isole. E che cos’è la Sardegna, la terra della nostra birra, se non la più grande isola di questo Mediterraneo, mare chiuso e calmo che tanti sogni e peripli ha creato..

     


    "Fatti non fummo a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza".. e per me sperimentare abbinamenti e condividerne impressioni e risultati con i lettori di Fermento Birra è un poco la canoscenza e la virtude.

     

    Un commento

    1. Giovanni Trigona Scrive:

      Potreste farmi sarepe se esistono libri o opuscoli e informazioni re: pietanze che abbiano come componenti i sigari toscani che siano primi o dolci
      Giovanni Trigona

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    GUIDE

  • Euro Print
  • Birrificio Olmaia
  • BIRRA E SALAME A CIBUS


      5 MAGGIO 2008
    BIRRA E SALAME

    PARMA
    CIBUS
    Padiglione 5 stand G028
     

    Un connubio perfetto quello che si terrà presso lo stand de La Fattoria di Parma nell’ambito di Cibus (il salone dell’alimentazione che si svolgerà dal 5 all’8 a Parma), dove il Salame Felino e lo Strolghino di Culatello riserva Sant’Antonio incontreranno le birre artigianali italiane. Alcune tra le migliori etichette del panorama birrario nostrano saranno proposte come compagne ideali di Felino e Strolghino alla ricerca del perfetto abbinamento.

     

    L’appuntamento è realizzato da La Fattoria di Parma in collaborazione con Fermento Birra e La Pinta Medicea.

     

    Saranno presenti le birre del Birrificio Olmaia, Birrificio Cajun, Birrificio del Ducato, Birrificio Citabiunda, Birrificio Le Baladin.



    UNIONBIRRAI E CONSOBIR


    Pubblichiamo di seguito la lettera che Agostino Arioli, vicepresidente di Union Birrai per il ramo professionale, ha scritto in settimana agli associati.

     

    ———————————–

     


    Cari associati,
    come probabilmente saprete, a Rimini, in occasione di Pianeta Birra, Teo Musso ha presentato, insieme agli altri sette aderenti, il Consobir, Consorzio Birrai Italiani Riuniti. Trovo giusto esprimere pubblicamente la mia posizione in qualità di cofondatore di UB e Vicepresidente della stessa per il ramo professionale.

     

    Non ho amato il modo in cui questo consorzio è arrivato alla sua creazione e inizialmente sono rimasto piuttosto infastidito e ancor più amareggiato all’idea che dopo anni di sforzi per sostenere e far crescere la birra artigianale in Italia, qualcuno, con più mezzi e ahimè, forse con più determinazione, potesse prendere il posto dell’associazione. Naturalmente a tutto ciò si sommava la frustrazione nel constatare quanto poco faccia UB di quello che potrebbe e dovrebbe fare! Con più calma, e a freddo mi si è rivelata un’altra verità. Unionbirrai da tempo intendeva tentare la creazione di una società o di un consorzio che potesse svolgere attività (soprattutto commerciali) per legge precluse ad una associazione culturale. In qualsiasi settore produttivo maturo, dove pure esistono associazioni culturali o di categoria, esistono dei consorzi che aiutano le aziende aderenti a crescere, Bene, il consorzio è arrivato e ci sono alcuni buoni motivi che mi portano a pensare che in alcuni contesti, da definire in futuro con la massima precisione, potrà lavorare con UB, se non in poetico idillio, sicuramente con dei buoni risultati. In un futuro prossimo il consorzio si allargherà, magari ne nasceranno altri, che contribuiranno allo sviluppo della Birra Artigianale Italiana. La ragione principale è che UB non rappresenta solo i birrai professionali ma anche una vasta schiera di appassionati, consumatori e homebrewer che rappresentano la grande forza di questa associazione. Per loro, per voi, un consorzio non potrà mai essere rappresentativo come può e deve esserlo la nostra cara, vecchia Unionbirrai! Ecco perché l’associazione resterà sempre l’unica possibilità per rappresentare e sostenere la birra artigianale italiana al di sopra dei pur sacrosanti interessi commerciali di un gruppo, per quanto vasto, di microbirrifici.

     

    Mi appare quindi evidente che per Consobir, Unionbirrai sia il partner ideale per alcuni aspetti della sua attività e che per UB il poter contare sul Consorzio sia molto importante. Non mi aspetto un matrimonio d’amore, né una convivenza stretta e probabilmente ingombrante, ma mi aspetto da entrambi la lucidità di collaborare ogni qual volta sarà nell’interesse della “Birra Artigianale Italiana”. Teniamo inoltre presente che tra i fondatori di Consobir si annoverano un ex consigliere di UB ed un Consigliere ancora in carica, Michele Barro. Quest’ultimo ha chiarito definitivamente di essere entrato in Consobir nell’ottica che vi ho appena illustrato: quella della sinergia e non certo della competizione che per natura delle due entità sarebbe semplicemente assurda e soprattutto micidiale per entrambi.

     

    Il lavoro da fare è tanto e trovarsi a competere anziché distribuirselo secondo vocazione e natura di ognuno sarebbe un vero e proprio suicidio. Un argomento attorno al quale UB si è mossa recentemente con l’istituzione di un gruppo di lavoro già dall’ultima assemblea tenutasi a Bologna e che, è evidente, sta a cuore anche a Consobir, è il marchio di qualità ed il disciplinare di riferimento. Sarà questo il primo, importante, terreno di prova per la proficua collaborazione e infatti UB intende senz’altro coinvolgere nel gruppo di lavoro Consobir e altre significative realtà che lavorano con serietà a favore della Birra Artigianale Italiana.

     

    Sono nel complesso molto ottimista anche perché UB sembra finalmente in dirittura di arrivo per quanto riguarda l’assunzione di un direttore operativo che darà nuovo impulso e continuità all’azione di UB.

     

    Cari saluti birrari.
    Agostino Arioli


    CONSORZIO BIRRAI ITALIANI RIUNITI


    Riportiamo il comunicato di CONSOBIR, il primo consorzio di produttori artigianali italiani di birra.
    L’argomento sarà spunto per approfondimenti nel numero di marzo/aprile di Fermento Birra.

     

    Comunicato Stampa Consobir

     

    Rimini, Pianeta Birra 2008. È stato ufficialmente presentato alla stampa e agli operatori del settore, il primo consorzio di produttori artigianali italiani di birra, CONSOBIR.
    Ideatore e portavoce di questo nuovo progetto, Teo Musso, mente creativa del piemontese Le Baladin, che ha spiegato i punti cardine che caratterizzeranno il lavoro dei primi consorziati, uniti verso obiettivi comuni.

     

    Eccoli:
    necessità di dare concretezza a metodologie di produzione legate al territorio
    necessità di creare una linea guida sulla qualità della birra
    necessità di creare una difesa del consumatore
    necessità di diffondere l’immagine del prodotto italiano all’estero
    E’ stato sottolineato il concetto di “necessità”, perché il Consorzio vuole essere assumere il ruolo di guida per il mondo birrario artigianale italiano.

     

    I birrifici fondatori del Consorzio sono:
    Birrificio Baladin, Piozzo (CN)  www.birreria.com
    Birra del Borgo, Borgorose (RI)  www.birradelborgo.it
    Cittavecchia, Sgonico (TS)  www.cittavecchia.com
    La Petrognola, Piazza al Serchio (LU)  www.lapetrognola.com
    BEBA, Villar Perosa (TO) www.birrabeba.it
    Birrificio CitaBiunda, Neive, fraz. Bricco (CN)  www.birrificiocitabiunda.it
    Maltovivo, Capriglia Irpina (AV)  www.maltovivo.it
    Scarampola, Cairo Montenotte (SV) 

     

    I produttori sono tutti piccoli artigiani, non concentrati in un’unica zona, ma rappresentativi di più parti d’Italia, sono tutti di dimensioni differenti e tutti imbottigliano, condizione necessaria perché il prodotto possa essere più facilmente reperibile sul territorio.

     

    Il marchio nasce per fare comprendere meglio che cos’è il Consorzio.
    Ogni tratto del pentagono rappresenta una sorta di “capitolato”, di insieme di “paletti” che, sviluppati nel corso del 2008, identificheranno una qualità garantita “a priori”, grazie a un certo tipo di lavorazione….
    Nel dettaglio:
    ITALIANA:    il produttore deve essere italiano, le materie prime il più possibile italiane
    GENUINA: la birra non deve contenere additivi chimici
    CONTROLLATA: ci sarà un controllo sul prodotto con una frequenza importante e tale da garantire la qualità più alta possibile. Il concetto di qualità che porta avanti il Consorzio, non è da intendersi nel senso di gusto, bensì di parametri qualitativi
    ARTIGIANALE: sarà compito dell’evoluzione del “capitolato” di ammissione a questo Consorzio, definirne al meglio i parametri
    CRUDA: ovvero non pastorizzata, regola imprescindibile dal prodotto birra artigianale

     

    Al Consorzio potranno aderire, ma solo a partire dal 2009 (non prima, per consentire di mettere perfettamente a punto i meccanismi), i birrifici che intendano attenersi a un rigido disciplinare di produzione, disciplinare che verrà discusso insieme all’Associazione Unionbirrai, perché sia in linea con le sue idee (tra i Consorziati ci sono alcuni dei fondatori dell’Associazione Culturale Unionbirrai), e quindi con dei gruppi di lavoro esterni. Chi si occuperà per esempio del controllo di qualità esterno? A tal fine sono stati avviati dei contatti con diverse strutture scientifiche.

     

    Come Teo Musso ha più volte ribadito nel corso della presentazione, sarà condizione primaria che il prodotto birra artigianale a marchio Consobir sia sempre garantito da parametri di gusto prestabiliti.
    Con Unionbirrai, con cui Consobir non si pone in antitesi, trattandosi di un consorzio di produttori, diversamente dalla prima che rimane un’associazione culturale, l’obiettivo comune sarà portare avanti la cultura e il prodotto birra italiani, nel modo più stabile possibile.

     

    Un’ulteriore direzione intrapresa dal Consobir è quella di identificare il simbolo aromatico del prodotto birra artigianale italiana. Come? Attraverso il luppolo, che dà la predominanza nella birra “classica”, luppolo che vuole vincere la sfida di essere tutto italiano. Quando, ad esempio, si pensa a una birra inglese si pensa immediatamente al Golding, se parliamo di pils, allora c’è il Saaz, il Cascade ci rimanda agli Stati Uniti d’America. Ci sono, infatti, molte varietà di luppolo e ognuna dà la propria impronta di sapore, amaro e aroma, ma nel caso italiano non abbiamo una caratterizzazione dal gusto tipico. Il movimento della birra artigianale italiana si caratterizza per altri motivi, per esempio per l’utilizzo di altri ingredienti, e proprio questo ci ha fatto conoscere all’estero, ma adesso c’è bisogno di un fondamento più solido, le birre artigianali italiane devono costituire il tassello mancante, ovvero l’elemento più importante per avere una caratterizzazione.

     

    Con il contributo della Regione Piemonte si incomincerà quindi l’impianto di 2 ettari di luppolo, di due varietà diverse, poste a due altitudini differenti, per identificare, caratterizzare, insomma per dare un’impronta italiana vera al prodotto birra. È un progetto non facile, ma l’obiettivo è quello di arrivare a ottenere un luppolo che riesca a dare un carattere abbastanza personale alla birra artigianale del nostro Paese e con il quale ogni Consorziato possa produrre una birra che sia maggiormente identificabile come nazionale.

     

    Questo è un momento di grandi possibilità e quindi anche di grandi rischi, come ha dichiarato Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Lurago Marinone (CO), intervenuto durante la presentazione del marchio di valorizzazione Consobir, l’interesse verso la birra è in crescita, ma il potenziale consumatore di birra artigianale è molto confuso.
    Come va conservata e servita questa birra? Spesso il consumatore può avere delle brutte esperienze, a causa di una cattiva informazione. Quindi, un altro punto cardine riguarda l’informazione, l’educazione al prodotto e la cultura, e il marchio presentato è per queste finalità, fondamentale in quanto portatore di contenuti. Per Arioli, questo marchio ha particolari possibilità di successo proprio perché portato avanti da Consobir, che, in unione con Unionbirrai, porterà alla nascita di una vera “birra italiana”.

     

    Valentina Brambilla
    Ufficio Stampa Mydea