• A caccia di birre?
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    Il primo web magazine dedicato alla birra di qualitĂ 
    Spillatura n.7 - Marzo/aprile 2008

    Consobir

     di Luca Giaccone

     

     

    Nella recente edizione di Pianeta Birra è stato presentato il primo consorzio italiano di produttori di birra artigianale: ConsoBIR (che sta per Consorzio Birrai Italiani Riuniti): i birrifici fondatori sono otto: Baladin di Piozzo, Beba di Villar Perosa, Birra del Borgo di Borgorose, CitaBiunda di Neive, Cittavecchia di Sgonico, Maltovivo di Capriglia Irpina, Petrognola di Piazza al Serchio, Scarampola di Cairo Montenotte.

     

     

     

     

    Le finalità e gli obiettivi del consorzio sono ben elencate nel comunicato stampa diffuso di recente. I punti cardine (italiana, genuina, controllata, artigianale, cruda) sono riportati sul logo, di forma pentagonale: un simbolo che direi molto impegnativo e che immagino non sia stato scelto a caso: ha un lato in meno rispetto a quello che è probabilmente il logo più famoso in ambito birrario (quello delle birre trappiste, ovviamente), oltre ad essere sinonimo, in ben altro ambito, della più grande potenza militare mondiale…
    Dando per scontato che le ambizioni del consorzio non c’entrino nulla con la politica “difensiva” americana, credo sia opportuno sottolineare la nascita di Consobir, che sicuramente rappresenta un momento importante nell’evoluzione della birra artigianale italiana, un passo assolutamente necessario.

     

     

    La birra artigianale italiana sta vivendo un momento di grande visibilità, in cui la posta in palio è altissima; dopo una decina d’anni di “rumore” e di “pionerismo” ora è necessaria una seria fase di consolidamento. Purtroppo all’incremento numerico dei birrifici artigianali non è seguito un pari incremento qualitativo; il rischio che l’immagine di tutto il movimento sia danneggiata da qualche produttore poco serio è reale, concreto. Ormai il termine “birra artigianale” è sulla bocca di tutti, anche se probabilmente quasi nessuno sa cosa vuol dire; bisogna imparare a gestire bene la comunicazione in tal senso. Ben vengano quindi tutti gli sforzi che il consorzio potrà fare in ambito culturale, anche se non non va dimenticato l’enorme lavoro svolto da Unionbirrai in questi anni. Ovviamente anche molti altri soggetti si sono dedicati alla “divulgazione” birraria: alcuni con passione e competenza, altri molto meno… Una voce autorevole in più non potrà che far bene, elevando la qualità.

     

    Fin qui dal punto di vista culturale, comunicativo. C’è però un tema molto importante, che non è mai stato analizzato a sufficienza: quello legato alle problematiche produttive della birra artigianale. Fin ora ci si è sempre affidati alla correttezza dei birrai, ma nessuno si è mai assunto il (difficile, me ne rendo conto) compito di mettere nero su bianco le regole, di scrivere un disciplinare articolato. Questo è il momento, fisiologico, in cui i produttori iniziano a farsi delle domande (in qualche caso anche legittime) sul “limite” dell’artigianalità: perché non filtrare? Oppure usare estratti di luppolo? O aggiungere enzimi? Arricchire la birra con aromi di sintesi? Perché infine non pastorizzare? Dormo sonni decisamente più tranquilli nel leggere che uno degli scopi di Consobir (più precisamente sarà il lavoro dei birrifici fondatori per il 2008) sarà proprio quello di stabilire un disciplinare di produzione, che tenga conto di tutti i temi che stanno emergendo. Il disciplinare stabilirà dei paletti per chi vorrà, in futuro, aderire al Consorzio, che sarà aperto a tutti i produttori che vorranno adeguarsi alle regole consortili. È lo stesso iter che seguono i Presidi Slow Food, per fare un esempio che ha avuto molta fortuna: sono i produttori stessi che scrivono il disciplinare di produzione. Disciplinare che deve essere seguito poi da tutti gli altri artigiani che voglio entrare nel Presidio.

     

    Mi fa inoltre molto piacere leggere nel comunicato stampa come uno delle cinque parole d’ordine del consorzio sia “italiana”, con particolare attenzione alle materie prime. Ritengo infatti, come ho scritto sullo scorso numero di questa testata, che quello delle materie prime sia un tema centrale, sul quale sia necessario riflettere; il consorzio va oltre la riflessione, e presenta un progetto concreto di coltura del luppolo. Il progetto, finanziato dalla Regione Piemonte, vede la messa a dimora di 2 ettari di luppolo, di varietà Hallertauer Hersbrucker e Brewers Gold: sono sicuro che già dal primo raccolto avremo qualcosa di molto nuovo, nella birra italiana; sono infatti luppoli classici, ben noti, ma che crescendo su terreni e in un clima diversi sicuramente daranno delle nuances insolite, uniche. Da questo progetto potrà passare la prima vera caratterizzazione della birra artigianale italiana: se tutti i consorziati useranno (magari in aggiunta ad altre varietà) i luppoli italiani, sicuramente ci sarà un’impronta comune nelle loro birre. Ovviamente la bravura e la fantasia dei birrai faranno in modo che le birre, pur avendo un quid comune, avranno ciascuna la propria personalità, il proprio carattere.

     

    Sottolineo ancora, infine, una delle cinque parole chiave riportate sul logo: “controllata”. Si garantirà, con controlli periodici e approfonditi sui prodotti, la correttezza rispetto a parametri qualitativi. Controlli sui quali potrà essere avviata una proficua collaborazione con Assobirra, magari anche grazie all’aiuto di Flavio Boero (Carlsberg Italia), che da tempo collabora con le iniziative culturale di Unionbirrai. Anche da questo punto di vista sarà un netto passo in avanti, una maggiore sicurezza sia per il produttore sia per il consumatore. Non ci si può più permettere di sbagliare (o almeno bisogna tentare di limitare gli errori): stappare una bottiglia di birra artigianale che non è in buone condizioni non danneggia soltanto il produttore della bottiglia in questione, ma l’immagine complessiva della birra artigianale italiana se non addirittura della birra in generale.

     

    Alcuni hanno pensato che la nascita di Consobir andasse in qualche modo a ledere Unionbirrai o che comunque ne limitasse l’importanza; credo proprio si sbaglino. La presenza di Agostino Arioli alla presentazione di Rimini sottolinea come non ci sia assolutamente alcuna volontà “secessionista” e, anzi, come vi sia comunità di intenti. Dopodiché è evidente che la natura stessa dei due soggetti è profondamente diversa. Uno è un’associazione culturale senza scopi di lucro, l’altro un consorzio di produttori. Uno è necessariamente più ampio e più istituzionale, mentre l’altro dovrà essere molto più snello, operativo, efficace sui temi che hanno bisogno di una risposta concreta, oltre che rapida. Penso ad esempio al lavoro che andrà fatto sulla semplificazione della gestione delle accise, oppure al modo in cui verrà gestito il “problema” alcol; dopo il tabacco la prossima vittima sull’altare del moderno e ottuso salutismo sarà certamente l’alcol. Gli etilometri del sabato sera sono solo la punta dell’iceberg: in Inghilterra è già emersa la proposta di scrivere sulle birre messaggi simili a quelli riportati sui pacchetti di sigarette, il rischio concreto è quello di veder demonizzata la birra in quanto alcolica; bisogna riuscire a far uscire la birra artigianale da questo tunnel. Ecco perché credo che la presenza di un soggetto forte, operativo, economicamente solido, che affronti queste problematiche sia assolutamente necessaria, oltre che benvenuta.

    2 Commenti

    1. schigi Scrive:

      E’ fantastico che alla presentazione di un marchio “forte”, nella foto di gruppo ci siano 6 degli otto soci fondatori.
      Partono uniti come una falange macedone….

    2. Michele Scrive:

      Ma poi dove sono, sul ponte di una nave mercantile?
      Comunque l’idea mi sembra buona è la struttura che mi sembra troppo “TEOcentrica”, nel bene e nel male.

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    GUIDE

  • Euro Print
  • Birrificio Olmaia
  • BIRRA E SALAME A CIBUS


      5 MAGGIO 2008
    BIRRA E SALAME

    PARMA
    CIBUS
    Padiglione 5 stand G028
     

    Un connubio perfetto quello che si terrà presso lo stand de La Fattoria di Parma nell’ambito di Cibus (il salone dell’alimentazione che si svolgerà dal 5 all’8 a Parma), dove il Salame Felino e lo Strolghino di Culatello riserva Sant’Antonio incontreranno le birre artigianali italiane. Alcune tra le migliori etichette del panorama birrario nostrano saranno proposte come compagne ideali di Felino e Strolghino alla ricerca del perfetto abbinamento.

     

    L’appuntamento è realizzato da La Fattoria di Parma in collaborazione con Fermento Birra e La Pinta Medicea.

     

    Saranno presenti le birre del Birrificio Olmaia, Birrificio Cajun, Birrificio del Ducato, Birrificio Citabiunda, Birrificio Le Baladin.



    UNIONBIRRAI E CONSOBIR


    Pubblichiamo di seguito la lettera che Agostino Arioli, vicepresidente di Union Birrai per il ramo professionale, ha scritto in settimana agli associati.

     

    ———————————–

     


    Cari associati,
    come probabilmente saprete, a Rimini, in occasione di Pianeta Birra, Teo Musso ha presentato, insieme agli altri sette aderenti, il Consobir, Consorzio Birrai Italiani Riuniti. Trovo giusto esprimere pubblicamente la mia posizione in qualità di cofondatore di UB e Vicepresidente della stessa per il ramo professionale.

     

    Non ho amato il modo in cui questo consorzio è arrivato alla sua creazione e inizialmente sono rimasto piuttosto infastidito e ancor più amareggiato all’idea che dopo anni di sforzi per sostenere e far crescere la birra artigianale in Italia, qualcuno, con più mezzi e ahimè, forse con più determinazione, potesse prendere il posto dell’associazione. Naturalmente a tutto ciò si sommava la frustrazione nel constatare quanto poco faccia UB di quello che potrebbe e dovrebbe fare! Con più calma, e a freddo mi si è rivelata un’altra verità. Unionbirrai da tempo intendeva tentare la creazione di una società o di un consorzio che potesse svolgere attività (soprattutto commerciali) per legge precluse ad una associazione culturale. In qualsiasi settore produttivo maturo, dove pure esistono associazioni culturali o di categoria, esistono dei consorzi che aiutano le aziende aderenti a crescere, Bene, il consorzio è arrivato e ci sono alcuni buoni motivi che mi portano a pensare che in alcuni contesti, da definire in futuro con la massima precisione, potrà lavorare con UB, se non in poetico idillio, sicuramente con dei buoni risultati. In un futuro prossimo il consorzio si allargherà, magari ne nasceranno altri, che contribuiranno allo sviluppo della Birra Artigianale Italiana. La ragione principale è che UB non rappresenta solo i birrai professionali ma anche una vasta schiera di appassionati, consumatori e homebrewer che rappresentano la grande forza di questa associazione. Per loro, per voi, un consorzio non potrà mai essere rappresentativo come può e deve esserlo la nostra cara, vecchia Unionbirrai! Ecco perché l’associazione resterà sempre l’unica possibilità per rappresentare e sostenere la birra artigianale italiana al di sopra dei pur sacrosanti interessi commerciali di un gruppo, per quanto vasto, di microbirrifici.

     

    Mi appare quindi evidente che per Consobir, Unionbirrai sia il partner ideale per alcuni aspetti della sua attività e che per UB il poter contare sul Consorzio sia molto importante. Non mi aspetto un matrimonio d’amore, né una convivenza stretta e probabilmente ingombrante, ma mi aspetto da entrambi la lucidità di collaborare ogni qual volta sarà nell’interesse della “Birra Artigianale Italiana”. Teniamo inoltre presente che tra i fondatori di Consobir si annoverano un ex consigliere di UB ed un Consigliere ancora in carica, Michele Barro. Quest’ultimo ha chiarito definitivamente di essere entrato in Consobir nell’ottica che vi ho appena illustrato: quella della sinergia e non certo della competizione che per natura delle due entità sarebbe semplicemente assurda e soprattutto micidiale per entrambi.

     

    Il lavoro da fare è tanto e trovarsi a competere anziché distribuirselo secondo vocazione e natura di ognuno sarebbe un vero e proprio suicidio. Un argomento attorno al quale UB si è mossa recentemente con l’istituzione di un gruppo di lavoro già dall’ultima assemblea tenutasi a Bologna e che, è evidente, sta a cuore anche a Consobir, è il marchio di qualità ed il disciplinare di riferimento. Sarà questo il primo, importante, terreno di prova per la proficua collaborazione e infatti UB intende senz’altro coinvolgere nel gruppo di lavoro Consobir e altre significative realtà che lavorano con serietà a favore della Birra Artigianale Italiana.

     

    Sono nel complesso molto ottimista anche perché UB sembra finalmente in dirittura di arrivo per quanto riguarda l’assunzione di un direttore operativo che darà nuovo impulso e continuità all’azione di UB.

     

    Cari saluti birrari.
    Agostino Arioli


    CONSORZIO BIRRAI ITALIANI RIUNITI


    Riportiamo il comunicato di CONSOBIR, il primo consorzio di produttori artigianali italiani di birra.
    L’argomento sarà spunto per approfondimenti nel numero di marzo/aprile di Fermento Birra.

     

    Comunicato Stampa Consobir

     

    Rimini, Pianeta Birra 2008. È stato ufficialmente presentato alla stampa e agli operatori del settore, il primo consorzio di produttori artigianali italiani di birra, CONSOBIR.
    Ideatore e portavoce di questo nuovo progetto, Teo Musso, mente creativa del piemontese Le Baladin, che ha spiegato i punti cardine che caratterizzeranno il lavoro dei primi consorziati, uniti verso obiettivi comuni.

     

    Eccoli:
    necessità di dare concretezza a metodologie di produzione legate al territorio
    necessità di creare una linea guida sulla qualità della birra
    necessità di creare una difesa del consumatore
    necessità di diffondere l’immagine del prodotto italiano all’estero
    E’ stato sottolineato il concetto di “necessità”, perché il Consorzio vuole essere assumere il ruolo di guida per il mondo birrario artigianale italiano.

     

    I birrifici fondatori del Consorzio sono:
    Birrificio Baladin, Piozzo (CN)  www.birreria.com
    Birra del Borgo, Borgorose (RI)  www.birradelborgo.it
    Cittavecchia, Sgonico (TS)  www.cittavecchia.com
    La Petrognola, Piazza al Serchio (LU)  www.lapetrognola.com
    BEBA, Villar Perosa (TO) www.birrabeba.it
    Birrificio CitaBiunda, Neive, fraz. Bricco (CN)  www.birrificiocitabiunda.it
    Maltovivo, Capriglia Irpina (AV)  www.maltovivo.it
    Scarampola, Cairo Montenotte (SV) 

     

    I produttori sono tutti piccoli artigiani, non concentrati in un’unica zona, ma rappresentativi di più parti d’Italia, sono tutti di dimensioni differenti e tutti imbottigliano, condizione necessaria perché il prodotto possa essere più facilmente reperibile sul territorio.

     

    Il marchio nasce per fare comprendere meglio che cos’è il Consorzio.
    Ogni tratto del pentagono rappresenta una sorta di “capitolato”, di insieme di “paletti” che, sviluppati nel corso del 2008, identificheranno una qualità garantita “a priori”, grazie a un certo tipo di lavorazione….
    Nel dettaglio:
    ITALIANA:    il produttore deve essere italiano, le materie prime il più possibile italiane
    GENUINA: la birra non deve contenere additivi chimici
    CONTROLLATA: ci sarà un controllo sul prodotto con una frequenza importante e tale da garantire la qualità più alta possibile. Il concetto di qualità che porta avanti il Consorzio, non è da intendersi nel senso di gusto, bensì di parametri qualitativi
    ARTIGIANALE: sarà compito dell’evoluzione del “capitolato” di ammissione a questo Consorzio, definirne al meglio i parametri
    CRUDA: ovvero non pastorizzata, regola imprescindibile dal prodotto birra artigianale

     

    Al Consorzio potranno aderire, ma solo a partire dal 2009 (non prima, per consentire di mettere perfettamente a punto i meccanismi), i birrifici che intendano attenersi a un rigido disciplinare di produzione, disciplinare che verrà discusso insieme all’Associazione Unionbirrai, perché sia in linea con le sue idee (tra i Consorziati ci sono alcuni dei fondatori dell’Associazione Culturale Unionbirrai), e quindi con dei gruppi di lavoro esterni. Chi si occuperà per esempio del controllo di qualità esterno? A tal fine sono stati avviati dei contatti con diverse strutture scientifiche.

     

    Come Teo Musso ha più volte ribadito nel corso della presentazione, sarà condizione primaria che il prodotto birra artigianale a marchio Consobir sia sempre garantito da parametri di gusto prestabiliti.
    Con Unionbirrai, con cui Consobir non si pone in antitesi, trattandosi di un consorzio di produttori, diversamente dalla prima che rimane un’associazione culturale, l’obiettivo comune sarà portare avanti la cultura e il prodotto birra italiani, nel modo più stabile possibile.

     

    Un’ulteriore direzione intrapresa dal Consobir è quella di identificare il simbolo aromatico del prodotto birra artigianale italiana. Come? Attraverso il luppolo, che dà la predominanza nella birra “classica”, luppolo che vuole vincere la sfida di essere tutto italiano. Quando, ad esempio, si pensa a una birra inglese si pensa immediatamente al Golding, se parliamo di pils, allora c’è il Saaz, il Cascade ci rimanda agli Stati Uniti d’America. Ci sono, infatti, molte varietà di luppolo e ognuna dà la propria impronta di sapore, amaro e aroma, ma nel caso italiano non abbiamo una caratterizzazione dal gusto tipico. Il movimento della birra artigianale italiana si caratterizza per altri motivi, per esempio per l’utilizzo di altri ingredienti, e proprio questo ci ha fatto conoscere all’estero, ma adesso c’è bisogno di un fondamento più solido, le birre artigianali italiane devono costituire il tassello mancante, ovvero l’elemento più importante per avere una caratterizzazione.

     

    Con il contributo della Regione Piemonte si incomincerà quindi l’impianto di 2 ettari di luppolo, di due varietà diverse, poste a due altitudini differenti, per identificare, caratterizzare, insomma per dare un’impronta italiana vera al prodotto birra. È un progetto non facile, ma l’obiettivo è quello di arrivare a ottenere un luppolo che riesca a dare un carattere abbastanza personale alla birra artigianale del nostro Paese e con il quale ogni Consorziato possa produrre una birra che sia maggiormente identificabile come nazionale.

     

    Questo è un momento di grandi possibilità e quindi anche di grandi rischi, come ha dichiarato Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Lurago Marinone (CO), intervenuto durante la presentazione del marchio di valorizzazione Consobir, l’interesse verso la birra è in crescita, ma il potenziale consumatore di birra artigianale è molto confuso.
    Come va conservata e servita questa birra? Spesso il consumatore può avere delle brutte esperienze, a causa di una cattiva informazione. Quindi, un altro punto cardine riguarda l’informazione, l’educazione al prodotto e la cultura, e il marchio presentato è per queste finalità, fondamentale in quanto portatore di contenuti. Per Arioli, questo marchio ha particolari possibilità di successo proprio perché portato avanti da Consobir, che, in unione con Unionbirrai, porterà alla nascita di una vera “birra italiana”.

     

    Valentina Brambilla
    Ufficio Stampa Mydea