La birra artigianale italiana vive un momento di grande trasformazione. Superata la fase pioneristica di fine secolo scorso, i primi anni del nuovo millennio saranno senz’altro ricordati come una vera Età dell’oro per l’intero settore. Ora però, dopo un decennio di crescita, è saggio pensare a strategie capaci in concreto di dare continuità al movimento artigianale, senza lasciare che quanto di buono fatto fin’ora svanisca come una moda passeggera qualsiasi. La nascita del primo consorzio birrario italiano, il Consobir, ha sollevato problematiche interessanti attorno al tema della qualità e della "italianità" della birra. In questi mesi verrà infatti discusso un disciplinare allo scopo di definire i requisiti necessari che un birrificio dovrà avere per ottenere il marchio di qualità. Si parlerà molto anche di materie prime e, in particolare, della possibilità di poter rendere nostrana al 100% la produzione di birra, con l’impiego di luppoli e cereali prodotti sul territorio nazionale. Entusiasmi, sogni ambiziosi, dubbi e paure animano in questo momento il mondo della birra artigianale italiana. La speranza è che, da questo caos creativo, possa davvero nascere una stella.
Sommario



 (70 x 66).jpg)

.jpg)



.jpg)

.jpg)
.jpg)

.jpg)

