Mentre i più eccentrici staranno ancora valutando i risultati dei loro nuovi e spesso rischiosissimi abbinamenti fra cibi strani e
birre, sperimentati magari durante la cena di Natale o di Capodanno, per i più “conservativi” la stagione birraria ha avuto fine nel week-end del 15 e 16 dicembre. Ciò potrà forse sembrare arbitrario o troppo netto, ma è facile dare una spiegazione a questa data: in quel fine settimana ha infatti avuto luogo il “pellegrinaggio” alla Heuvelland Hall di Essen, piccola comunità fiamminga vicino al confine con l’Olanda.
Il perché è ben noto ai tanti di voi amanti delle birre internazionali. Mentre per la maggior parte dell’anno questo luogo ha lo stesso fascino di un’esposizione di cucine industriali, in quel particolare fine settimana i membri di O.B.E.R. riescono a trasformare un modesto palazzetto dello sport in una sorta di Sacro Graal delle ales natalizie, o meglio, delle ales natalizie belghe. Centoventisei le birre presenti, quantitativo più che sufficiente a tenere occupata una squadra di volontari sempre troppo sguarnita.

O.B.E.R. è l’acronimo di Objective Bierproevers Essense Regio, associazione parte di Zythos con sede nella provincia di Antwerpener. Il loro instancabile presidente, Gerard Peeters, ha avuto l’idea di creare un appuntamento annuale dedicato al grande pubblico con protagoniste tutte le birre natalizie, di fin d’Année o festive che fosse in grado di raccogliere.
Nel corso delle prime cinque edizioni anni questo pubblico sembrava quasi addormentato, apatico, ma gradualmente le cose sono cambiate, forse anche perché a cambiare è stato il tipo di persone che presenziavano il festival. Non più insomma la solita processione di famiglie e amici dei birrai, con magari qualche associato di Zythos proveniente da un’altra zona, ma un flusso crescente di visitatori che venivano da molto più lontano. Va peraltro ricordato che, per via della sua posizione geografica, Essen ha da sempre attirato un buon numero di olandesi dalla vicina frontiera.
I visitatori iniziavano però a giungere da posti ancora più lontani: Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Germania, Italia, Stati Uniti e anche Australia, Nuova Zelanda e Russia… Per capire quanto stesse diventando eterogeneo questo gruppo era sufficiente osservare la mappa del mondo situata allo stand d’ingresso, con spille di colori diversi a seconda del Paese a segnalare i diversi luoghi di origine dei visitatori che arrivano man mano.
Col passare del tempo, e con il contestuale aumento dei visitatori, OBER ha dovuto incrementare anche il numero di volontari. Quando entri oggi nell’enorme Heuvelland, stipato di degustatori contenti, è difficile immaginare che non più di cinque anni fa l’evento si svolgeva nel retro della sede del club sportivo parrocchiale, più che sufficiente ad ospitarci tutti. La stessa gente del posto poi, a forza di veder riempiti di stranieri i due bed and breakfast del paese ed ristoranti della zona, ha iniziato un po’ alla volta a frequentare l’evento.
L’organizzazione di un appuntamento simile, a ben guardare, non è poi così facile. Il numero di birrifici in Belgio (130) può forse sembrare non esageratamente alto, e in effetti non tutti fanno birre natalizie. C’è però un fatto da tenere in considerazione: anzitutto occorre convincere i mastri birrai a portare un quantitativo di birra sufficiente a soddisfare le richieste, senza dimenticare che la birra stessa deve essere prodotta abbastanza in anticipo, per poterla imbottigliare o mettere in fusto in tempo utile per essere raccolta dai volontari. Non tutti i birrifici si trovano poi nelle vicinanze, e per raggiungerne alcuni è necessario macinare chilometri di strade ghiacciate in mezzo al bosco in parti remote della Vallonia. E, dopo questo, rimane solo da montare gli stand e prepararli ad accogliere i tanti visitatori…
Le persone che seguono tutto questo sono, neanche a dirlo, decisamente indaffarate: non solo raccolgono le birre e le espongono dopo aver costruito gli stand, ma sono responsabili anche della loro vendita, oltre che di quella di cibo e bevande analcoliche per i guidatori. Inoltre per i birrai non c’è nemmeno bisogno di cercare alloggio, visto che è già tutto organizzato. Ma guai pensare che ciò permetterà di avere un po’ di soddisfazione dai produttori! No no.. i birrai si lamentano, rifiutano di fare le birre o di venderle se non sono accontentati in tutte le loro richieste. E quando finalmente tutto è pronto, ecco che saltano fuori quelli che non posso consegnare la birra. Anche se, a onor del vero, un’infezione alla birra dell’ultimo momento è più un disastro per il mastro birraio che non per gli organizzatori, anche se questi hanno già mandato in stampa l’opuscolo con il nome del birrificio.
Come funziona il festival? Prendi un bicchiere (con cauzione), compri i gettoni (11 per 15 euro), un momento per studiare il libretto e poi via agli stand per ordinare la tua Stille Nacht Riserva, una Equinox alla spina, una fumante Glühkriek o qualsiasi cosa di cui tu abbia voglia. Quando finiscono i gettoni – perché alla fine volevi mangiare qualche croque e forse pure un po’ di stracotto con la tua ale natalizia – fai di nuovo la fila e continui ad offrire gettoni ai tutti i tuoi amici, anche quelli nuovi di altri paesi conosciuti attorno alla tavola. E il tutto continua fino a quando o finiscono le birre festive (improbabile), o i volontari esausti cercano di mandarti a casa. Se poi ti accorgi che è solo l’una di sabato notte puoi sempre tornare dieci ore dopo per continuare…
Tra i visitatori stranieri visti quest’anno c’era anche qualche vostro connazionale come Kuaska (Lorenzo Dabove) e il suo amico Schigi (Luigi d’Amelio), noto sommelier. Presenti anche diversi altri presidenti di Zythos, il proprietario di Ratebeer.com Jens Ungstrup dalla Danimarca, il giornalista Tim Webb dalla Gran Bretagna, Ron Patttison da Amsterdam, webmaster della migliore
guida europea on-line dedicata alle birre, importanti esponenti di EBCU e MGBJ, ma anche personalità del mondo della birra come Gumer Santos, mastro birraio di Rochefort. Excusez du peu!
In mezzo a tutti questi imput ho cercato un po’ di calma e concentrazione per descrivere le 17 nuove birre entrate nel mio archivio delle birre scovate. Ho evitato questa volta di assaggiare prodotti che già conoscevo, come la Stille Nacht, la magnum di Rochefort 8 o la Bush Prestige. La birra che più mi ha colpito è stata una certa Triest X-mas 2007, che sfortunatamente ho scoperto essere stata prodotta da un homebrewer solo per il festival.
Insomma, ci vedremo verso la metà di dicembre del 2008?
www.kerstbierfestival.be




La Scires è una birra speciale per vari motivi a partire dagli ingredienti. Per produrla sono utilizzate ciliegie di due varietà (il durone e la quasi dimenticata moretta, entrambe di Vignola e da agricoltura biologica) mentre in maturazione vengono aggiunte schegge di rovere di diversa tostatura per affinarne il sapore. Un’altra particolarità è data dall’aggiunta al mosto di una percentuale di innesto (o “madre”) a fermentazione acida ottenuta partendo dalla birra Prima, storica scura del Birrificio Italiano. Dunque una base di birra in stile bock, la nota Bibock del birrificio Italiano viene tagliata con una birra a fermentazione spontanea cioè prodotta grazie all’azione di lieviti e batteri presenti nell’aria. Solitamente tali organismi (brettanomyces e batteri lattici su tutti) sono l’incubo di ogni birraio ma in questo caso come per le birre lambic, se sapientemente utilizzati possono dare risultati sorprendenti. L’ultimo tocco è dato da un dolce dry hopping con luppoli aromatici tedeschi leggermente ossidati. La birra così prodotta matura a temperature molto basse, in tal modo, l’azione dei batteri selvaggi viene inibita e rimandata alla fase di imbottigliamento.
DegustaBirra 2008 è una rassegna, svolta all’interno della Fiera Centenaria di San Agostino, che raccoglie una ventina di produttori di birra artigianale.
Anche quest’anno si terrà a Seravezza la Festa della Birra Artigianale. Ars Birraria in collaborazione con il Caffé della Piazza e la Pro Loco di Seravezza, ripropongono tre serate per celebrare e promuovere un modo diverso di gustare la birra.
Gennaio 15th, 2008 alle 00:49
Non mancherĂ² il prossimo anno!