di chi la birra la produce
Beppe Vento del birrificio Bi-du
(Rodero, Como, Lombardia)
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Carta d’identità
Nome: Giuseppe |
Senza dubbio l’amaro della Tipopils del Birrificio Italiano: colpo di fulmine che mi ha fatto scoprire l’amore per il luppolo. Tra le industriali che in passato bevevo la Pilsner Urquell, certamente differente da quella di adesso. Anche la Red Mcgregor, che mi ha ispirato per la mia ArtigianAle.
H10op5 è il nome-formula che hai dato recentemente ad una delle tue birre. Puoi spiegare ai nostri lettori il significato?
Il nome ci dice che per fare la birra sono stati utilizzati durante la produzione dieci luppoli in cinque fasi differenti.
Una dichiarazione d’amore per il luppolo?
Sì, amo l’amaro. Però tengo a precisare che rifiuto certi prodotti estremi, come alcune birre americane, dove l’utilizzo del luppolo avviene senza criterio. Per questo ho deciso di utilizzare dieci luppoli europei: volevo dimostrare che da noi si possono fare birre molto amare e allo stesso tempo di qualità.
Quali sono le birre che ami di più? Puoi fare qualche nome?
La mia Confine, la Cinnamon del Birrificio Italiano, la Shangrila del Birrificio Troll, la Quarta Runa del Birrificio Montegioco, la Teobroma del BABB (prodotta dall’ex birraio Maurizio Cancelli)

Quale birra preferisci in assoluto?
La mia Confine
Se la Confine fosse una donna che tipo di donna sarebbe?
Come carattere sicuramente forte e decisa, esteticamente abbastanza formosa… non so, forse Halle Berry
Alla fine possiamo affermare che il modello di birra che ricerchi è quello di una birra complessa sì, anche particolare, ma fondamentalmente che si lasci bere..
Beh sì, la birra deve prima di tutto lasciarsi bere. Non riesco a sopportare quelle birre che devi sorseggiare lentamente e che ti stancano dopo poco..
Una delle tue ultime creazioni la "Ley lines" prende il nome da quelle linee rette che secondo la teoria dell’inglese Alfred Watkins percorrono l’intera superficie terrestre, incrociandosi tra loro in punti nei quali sorgono antichi templi e monumenti funebri pagani. Luoghi fatati, stregati o diabolici, si troverebbero in molti casi lungo le ley lines. Alcune volte hai affermato che in condizioni particolari voi del Bi-dù riuscite a vederle. Che sostanze girano al Bi-du?
No, no… Tutto merito della nostra birra!!
Ultimamente hai partorito una ricetta che prevede l’utilizzo delle more di gelso bianco: la Gelsobira. Come nasce questa idea?
Ero al festival di Pasturana e, sdraiato sotto un’albero di gelso, mi sono detto: perché non provare a mettere questo frutto nella birra? Prima ho provato quelli delle mie zone, ma producevano un’acidità eccessiva. Adesso utilizzo quelli siciliani, molto più dolci, e ottengo una birra migliore, più morbida.
E’ vero che hai intenzione di organizzare un concorso dedicato alle birre che non seguono nessuno stile, insomma fuori dai canoni?
Sì, Stranabirra.. è un’idea che voglio realizzare il prima possibile. Sarà un concorso aperto a tutti, birrai e homebrewer, basta produrre birre particolari con ingredienti inusuali…
Il numero dei birrifici italiani sta crescendo esponenzialmente. Cosa ne pensi dei nuovi prodotti?
Molti aprono e non sanno cosa stanno facendo. La qualità di alcuni è discutibile e questo nuoce al mondo della birra artigianale, perché chi compra questi prodotti si fa un’idea sbagliata della qualità della birra. Questo è un male.
Pensi si possa fare qualcosa?
Si potrebbe creare un marchio di qualità. Potrebbe farlo Union Birrai, anche se al momento rappresenta anche birrifici non proprio di qualità.

Tutti sanno che produci birre ottime, amate sia dall’esperto che dall’appassionato dell’ultima ora. Dunque evitiamo sviolinate concludendo con una domanda più pungente. Che dire della grafica delle tue etichette e, soprattutto, del tuo sito? E’ una questione di gusti o l’essere è più importante dell’apparire?
Il sito è una mia creazione, le etichette sono state disegnate di getto e mai modificate.. Impiego tutte le mie forze nel produrre buona birra e credo che l’importante è che la birra stessa continui ad essere al meglio. L’immagine viene dopo…
Era quello che volevamo sentire… Ciao Beppe!





La Scires è una birra speciale per vari motivi a partire dagli ingredienti. Per produrla sono utilizzate ciliegie di due varietà (il durone e la quasi dimenticata moretta, entrambe di Vignola e da agricoltura biologica) mentre in maturazione vengono aggiunte schegge di rovere di diversa tostatura per affinarne il sapore. Un’altra particolarità è data dall’aggiunta al mosto di una percentuale di innesto (o “madre”) a fermentazione acida ottenuta partendo dalla birra Prima, storica scura del Birrificio Italiano. Dunque una base di birra in stile bock, la nota Bibock del birrificio Italiano viene tagliata con una birra a fermentazione spontanea cioè prodotta grazie all’azione di lieviti e batteri presenti nell’aria. Solitamente tali organismi (brettanomyces e batteri lattici su tutti) sono l’incubo di ogni birraio ma in questo caso come per le birre lambic, se sapientemente utilizzati possono dare risultati sorprendenti. L’ultimo tocco è dato da un dolce dry hopping con luppoli aromatici tedeschi leggermente ossidati. La birra così prodotta matura a temperature molto basse, in tal modo, l’azione dei batteri selvaggi viene inibita e rimandata alla fase di imbottigliamento.
DegustaBirra 2008 è una rassegna, svolta all’interno della Fiera Centenaria di San Agostino, che raccoglie una ventina di produttori di birra artigianale.
Anche quest’anno si terrà a Seravezza la Festa della Birra Artigianale. Ars Birraria in collaborazione con il Caffé della Piazza e la Pro Loco di Seravezza, ripropongono tre serate per celebrare e promuovere un modo diverso di gustare la birra.
Gennaio 14th, 2008 alle 14:08
Grande Beppe!! Sono felice che ci sia un programmatore IBM in meno e un birraio in più!
Gennaio 15th, 2008 alle 01:15
Ottimo abbinamento quello tra Halle Berry e la Confine. Andrebbe provato
Gennaio 20th, 2008 alle 17:33
Beppe sei il meglio!!!!!!!!!!