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    Il primo web magazine dedicato alla birra di qualità
    Spillatura n.6 - Febbraio 2008

    Italian Style

    Esiste la birra italiana?

     

     di Luca Giaccone

     

    Esiste la birra italiana? La domanda sembrerebbe banale e la risposta evidente, lapalissiana. Certo che esiste, la birra italiana! Abbiamo più birrifici del Belgio, i nostri prodotti sono stimati dagli appassionati di mezzo mondo, produciamo birre molto originali e innovative. 

     

    Tutto vero, senz’altro. Da una decina d’anni il fenomeno dei microbirrifici ha cambiato notevolmente il panorama birrario italiano: non avendo una grande tradizione storica molti produttori hanno iniziato con una netta ispirazione ai grandi classici mondiali, con risultati che negli anni sono stati notevolissimi. Si pensi all’eclatante (e per certi versi bizzarro) risultato della Tipopils del Birrificio Italiano, che da un po’ di tempo domina la classifica mondiale delle pilsner su ratebeer, superando tutti i classici cechi e tedeschi.

     

    Come gli appassionati sanno bene, però, i nostri birrai non si sono limitati a riprodurre con sapienza gli stili classici, ma sono andati ben oltre, attingendo alla classica “fantasia” italiana: sono nate eccellenti birre alla frutta (ciliegie, chinotti, pesche, mirtilli, melograni, gelsi…), con cereali insoliti (miglio, avena, segale, farro, grano saraceno, amaranto…), spezie (curry, genziana, ruta, mirra, vaniglia, bava del larice…), oppure maturate in legno, a fermentazioni miste; sembra non ci sia limite alla creatività dei nostri birrai, oltre che alla loro padronanza tecnica: si tratta spesso di birre molto originali, ma quasi sempre anche molto corrette, dove la caratterizzazione è ben armonizzata con le altre caratteristiche organolettiche. Sono comunque birre che si bevono molto volentieri.

     

    Eppure, nonostante tutto quanto detto fin qui, credo che la domanda iniziale, se letta più in profondità, possa avere una risposta negativa. La birra “italiana” non esiste! Non esiste se per “italiana” intendiamo “autoctona”, “riconoscibile”, a “denominazione di origine protetta”.

     

    Ogni appassionato sa riconoscere ad occhi chiusi la provenienza delle birre, almeno per quanto riguarda gli stili classici: impossibile non riconoscere il bouquet di una belga d’abbazia, oppure il luppolo di una ale americana, o ancora le note di una bitter inglese o l’erbaceo di una keller bavarese. Nei paesi di grande tradizione birraria (essenzialmente Belgio, Germania e Inghilterra) si sono codificate, nei secoli, una serie di metodologie di lavoro e una gamma di materie prime che definiscono in modo spesso inequivocabile la “territorialità” delle birre. Penso, ad esempio, al single step o al dry-hoppying molto diffusi nel Regno Unito o alla decozione utilizzata spesso in Germania. Oppure alla caratterizzazione di alcuni malti inglesi, o dei luppoli tedeschi, o all’uso tradizionale delle spezie in Belgio. O, ancora, si pensi alla timbrica che hanno molti lieviti valloni: in questo caso i ripetuti “scambi” di lieviti da un birrificio all’altro, molto frequenti nei secoli andati, hanno dato origine ad un vero e proprio “terroir” nella birra finita, in cui gli esteri della fermentazione donano un profilo assolutamente riconoscibile ed immediatamente identificabile.

     

    E in Italia? Ancora poco, pochissimo. A livello di tecnica, non avendo una storia comune, i nostri birrai hanno percorso praticamente tutte le strade possibili: abbiamo moltissimi tipi diversi di impianti e utilizziamo molte metodologie produttive. Le materie prime, invece, sono ancora spessissimo di provenienza estera, a parte, ovviamente, l’acqua (comunque molto importante per il risultato finale); questo da un certo punto di vista aumenta la diversità dei nostri prodotti, ma ci sono almeno un paio di questioni sulle quali sarebbe opportuno riflettere.

     

    Intanto c’è un’evidente questione di natura ecologica, legata alla sostenibilità ambientale. Un prodotto di eccellenza gastronomica non dovrebbe derivare da materie prime che attraversano tutta l’Europa: ovviamente questo è tanto più importante quanto aumenta il volume e il peso delle materie prime; certo vale poco se si sta parlando di qualche grammo di spezie, ma diventa importantissimo quando sono in gioco molti quintali di malto d’orzo. E non basta che le materie prime siano nazionali, ma sarebbe auspicabile che fossero locali, al più regionali (da Piozzo a Melfi ci sono quasi mille chilometri, è più vicina Bamberga…).

     

    E poi c’è una ragione legata alla caratterizzazione “nazionale” del prodotto: ritengo che sia necessario iniziare a pensarci, i birrai più lungimiranti lo stanno già facendo. Un’esperienza concreta è quella, interessantissima, della Sticher del Grado Plato: Sergio Ormea ha portato avanti un progetto, assieme con il locale Istituto Agrario, sulla produzione del malto e sulla coltura del luppolo che ha grandi potenzialità. Molto ci si aspetta, su questo tema, dal Baladin: già da tempo Teo Musso ha introdotto il concetto di “filiera controllata”, per evidenziare la provenienza delle materie prime. Attualmente sta lavorando ad un paio di progetti sulle materie prime locali, stiamo a vedere. Così come molto interessante è l’esperienza di Andrea Bertola (ex Troll, attualmente alle prese con altri pensieri, sempre birrari), che ha messo a dimora una classica varietà tedesca di luppolo nelle campagne cuneesi. Con la prima raccolta è stata realizzata una birra, che ho potuto assaggiare: incredibile come il luppolo abbia già evidenziato, rispetto allo stesso prodotto tedesco, un carattere molto diverso, nuovo, mai sentito.

     

    Sono solo tre nomi. Ce ne sono sicuramente altri, che non conosco, ma sono il segno che qualcosa sta succedendo. Così come una dozzina di anni fa sono nati, improvvisamente, una manciata di birrifici, c’è la possibilità che qualcosa si concretizzi in questa direzione.

     

    I nostri birrai (una parte di loro, almeno) hanno ampiamente dimostrato di saperci fare: hanno solo bisogno degli ingredienti giusti. Credo che questa sia la scommessa dei prossimi dieci anni, che rappresenti la prova della compiuta maturità del movimento. Sono assolutamente convinto che, così come è successo non molti anni fa negli Stati Uniti, si possa, anche in Italia, venire ad avere materie prime che possano dare origine ad uno vero e proprio Italian Style, che ci caratterizzi in mezzo al mare magnum delle grandi birre mondiali. Qualcosa si sta già muovendo…

    5 Commenti

    1. Alessandro Morichetti Scrive:

      Mi conforta pensare che i capofila della nouvelle vague birraria italiana siano fortemente attenti alla provenienza delle materie prime e alla sostenibilità della filiera: malti e luppoli locali, zucchero del commercio equo.. Queste birre aspirano davvero ad essere sempre più “buone” ma anche pulite e giuste (così tanto per scomodare e logorare ulteriormente lo slogan Slow)

    2. Matteo Albero Scrive:

      articolo molto interessante…
      Queste sono notizie che tutto il popolo italiano dovrebbe sapere, così da accrescere ancora maggiormente, la voglia dei nostri “paladini di Cerere” di produrre oltre che per l’Italia anche per gli italiani tutti, che possano così andare fieri non più soltanto dei magnifici vini nostrani, provenienti dalle rispettive vigne, ma anche delle giovani produzioni brassicole nazionali provenienti dalle NOSTRE rispettive neo-filiere.

    3. Fabrizio Scrive:

      Ma in italia si possono produrre materie prime di qualità elevata?
      E poi, l’Italia presenta notevoli differenze regionali e locali, si può davvero arrivare ad una identità comune? sono dubbioso

    4. il Beppe Scrive:

      Sicuramente mi farebbe piacere sapere di una birra che acquisto oltre al luogo di produzione anche la provenienza delle materie prime, birra italiana fatta con orzo, luppolo e livito italiani sarebbe un bel biglietto da visita rispetto ad ipotizzare un mix di provenienze non ben specificate

    5. Francesco Scrive:

      Un bel articolo che solleva una riflessione interessante.Inoltre vorrei porre una domanda: per la birra è prevista dalla normativa europea un marchio di qualità di prodotto (come il vqprd per i vini e il dop per i prodotti agroalimentari) e se la birra può avvicinarsi più alla normativa vigente per i vini o per i prodotti agrolimentari?
      Grazie

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    GUIDE

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  • SCIRES 2008: quando la ciliegia incontra la birra


    Da agosto sarà disponibile la Scires 2008 del birrificio italiano, una birra estremamente originale che come suggerisce il nome dialettale, “Scirés” in milanese significa ciliegie, prevede l’aggiunta del suadente frutto.

    Quella del 2008 sarà la seconda annata messa in commercio anche se la Scires nasce come esperimento personale del mastro birraio Agostino Arioli nel lontano 2000, quando allora si chiamava Sciresona ed era prodotta in piccole quantità destinate agli amici.
     
    La Scires è una birra speciale per vari motivi a partire dagli ingredienti. Per produrla sono utilizzate ciliegie di due varietà (il durone e la quasi dimenticata moretta, entrambe di Vignola e da agricoltura biologica) mentre in maturazione vengono aggiunte schegge di rovere di diversa tostatura per affinarne il sapore. Un’altra particolarità è data dall’aggiunta al mosto di una percentuale di innesto (o “madre”) a fermentazione acida ottenuta partendo dalla birra Prima, storica scura del Birrificio Italiano. Dunque una base di birra in stile bock, la nota Bibock del birrificio Italiano viene tagliata con una birra a fermentazione spontanea cioè prodotta grazie all’azione di lieviti e batteri presenti nell’aria. Solitamente tali organismi (brettanomyces e batteri lattici su tutti) sono l’incubo di ogni birraio ma in questo caso come per le birre lambic, se sapientemente utilizzati possono dare risultati sorprendenti. L’ultimo tocco è dato da un dolce dry hopping con luppoli aromatici tedeschi leggermente ossidati. La birra così prodotta matura a temperature molto basse, in tal modo, l’azione dei batteri selvaggi viene inibita e rimandata alla fase di imbottigliamento.
     
     
    Il risultato è una birra molto complessa dove sentori rustici tipici della fermentazione spontanea convivono con le fresche e fruttate fragranze della ciliegia. Una birra dalla lunga evoluzione valorizzata da un invecchiamento che ne ammorbidisce il carattere e rilascia le piacevoli note di ciliegia.
      
     
    Scheda tecnica:
      
    Fermentazione: mista
    Stile: “Scires”
    Colore: rosso ciliegia
    Gradi Alcolici: 7-8
    Bicchiere: un voluminoso calice da Barolo
    Servizio: 8-10°C
    Note di degustazione:
    Aspetto caratterizzato da un cappello di schiuma evanescente ma molto affascinante nelle sfumature di crema rosata, su una materia rosso mattone profondo e quasi impenetrabile.
    Al naso ricordi di Ratafià e di vino di visciole, arricchiti da sfumature di legno dolce, mallo di noce, cuoio e tabacco alla vaniglia.
    Complessa ma dissetante in bocca, grazie alla leggera freschezza lattica.
    Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva con un fruttato maturo, intenso e persistente che termina con una leggera astringenza tannica molto vinosa.
    Birra da apprezzare di preferenza nella sua splendida solitudine, non teme abbinamenti coraggiosi, che possono partire da formaggi di solida struttura, anche erborinati, fino al matrimonio d’amore con i Cru di cioccolato più intensi ed acidi.
    Molto variabile a seconda delle annate a causa delle ciliegie!


    DegustaBirra 2008 a Governolo


    29 luglio - 02 agosto 2008

    DegustaBirra 2008

    Governolo
    Roncoferraro (MN)

     
    DegustaBirra 2008 è una rassegna,
    svolta all’interno della Fiera Centenaria di San Agostino, che raccoglie una ventina di produttori di birra artigianale.
    All’ingresso, una volta acquistato il boccale della manifestazione, si avrà diritto a due degustazioni gratuite, ogni successiva costerà 1 euro. La sezione è completata da un banco di assaggio, dove gli appassionati possono degustare  e raffrontare tutti i prodotti esposti, avvalendosi della competenza degli amici del “Circolo del Luppolo”.
     
    Il DegustaBirra si terrà dal 30 Agosto al 2 Settembre. Tutte le sere dalle ore 21:00 verrà aperta la Mostra Mercato con Degustazione di Birre Artigianali nel cortile delle scuole elementari (più di 50 tipi, tutti del Nord Italia circa).
     
    I Birrifici presenti:
    BABB, BI-DU’, AMBROSIANO, DOPPIO MALTO, ITALIANO, LODIGIANO, ORSO VERDE, LAMBRATE, BELTAINE, DUCATO, CORTE MANCINA, MOSTO DOLCE, CORTE PILONE, BRUTON, BIRRA AMIATA, SAURIS, 32 VIA DEI BIRRAI, MANERBA BREWERY, FRECCIA.
     
    Inoltre vengono organizzati 3 laboratori di abbinamento cibo-birra:
    • Il 1° è Sabato 30 Agosto dove verrà servito il seguente menù:
    - Riso nero  con gamberetti, Fritto Misto, Semifreddo alla birra e Sbrisolona.
    Il tutto verrà accompagnato dalle Birre del Birrifico 32 Via dei Birrai
    • Il 2° è Domenica 31 Agosto dove verrà srvito il seguente menù:
    - Farrotto con pesto di Maiale, arrosticini con patatine, Yogurt alla Birra e Sbrisolona. Il tutto  accompagnato con le birre del Birrifico Manerba Brewery
    I due laboratori si terranno, con inizio alle ore 20:30, al’interno delle scuole elementari in locale climatizzato.
    Max 30 posti - prenotazione obbligatoria - 20€ a persona
    • Il 3° si svolgerà Lunedì 1 Settembre, denominato “BOAT&BEER con KUASKA”.
    L’appuntamento si terrà a bordo di una motonave mentre si percorre il tratto Governolo-Mantova sul Fiume Mincio; alla cena sarà presente Kuaska, esperto italiano di birra artigianale, che illustrerà ai partecipanti gli abbinamenti delle portate con le birre del Birrificio Freccia.
    La partenza è prevista per le ore 18:00 con imbarco all’attracco di Governolo, arrivo a Mantova “al Tramonto” e rientro e sbarco a Governolo in serata.
    A bordo sarà servito il seguente menù:
    - Antipasto di salumi, Risotto “alla Pilota”, Bouquet di Formaggi, Gelato alla Birra e Sbrisolona.
    Max 100 posti - prenotazione obbligatoria - 35€ a persona
     
    A dimostrazione che la birra può accompagnare alcuni piatti, alcuni ristoranti (di seguito elencati) presentano per tutta la durata della mostra menù a prezzo fisso di €25 (bevande e birre in abbinamento comprese. Gradita la prenotazione)
     
    Ad ogni prenotazione del menù cibo birra verrà consegnato un buono valido per una degustazione alla mostra mercato:
    • Locanda XX° CANTO
    Tel.0376/668323 - Via Trieste  Governolo
    Piadina con squaccherone, Maccheroni con guanciale e pecorino, Anatra alla birra, Sorbetto alla birra
    • Trattoria NUOVA OSTERIA TRIPOLI
    Tel.0376/340067 - Via Folengo 37  Tripoli  di San Giorgio
    Treccia di mozzarella vaccina mantovana, Risotto con melone e spalla di San Secondo
    Brasato di manzo alla Sassone, Birramisù
    • Agriturismo GANDOLFI ROBERTO
    Tel.0376/668202 - Via Randaccio 29/a Casale di Roncoferraro
    Antipasto di salumi misti, Tagliatelle alla boscaiola, Pollo alla piastra, Dolce ala carrello
    • Trattoria ACQUA DOLCE
    Tel.0376/663134 - Via C.Battisti 92 Barbassolo di Roncoferraro
    Maccheroni con stracotto di somarina, Luccio in salsa con polenta, Dolce della casa
    • Agriturismo L’ALBERO DEL LATTE
    Tel.349/2967540 - Via Po Barna 64 Correggio Micheli di Bagnolo S. Vito
    Bouquet di formaggi con salse, Risotto Sonia (salsiccia stracchino zucca), Costine alla birra, Gelato artigianale con cioccolato e amaretti
    • Trattoria VALVERDE
    Tel.0376/663871 - Via Ostigliese 108  Barbasso di Roncoferraro
    Antipasto rustico,Tortelloni di radicchio rosso
    Filetti di maiale alla birra, Dolce alla carta
      

    Per informazioni e prenotazionii: 
    ass.governoloeventi@libero.it
    LUCA 347/0320837 – ANDREA 338/7433059
    www.governolo.it

    Seravezza in fermento


     11-12 Luglio 2008

    Seravezza in fermento
    II Festa delle Birre Artigianali

    Seravezza (Lucca)
    Piazza Carducci

     

    Anche quest’anno si terrà a Seravezza la Festa della Birra Artigianale. Ars Birraria in collaborazione con il Caffé della Piazza e la Pro Loco di Seravezza, ripropongono tre serate per celebrare e promuovere un modo diverso di gustare la birra.

     

    Nel paese dove l’incontro dei due fiumi da origine al Versilia, l’incontro di due microbirrifici (uno toscano e l’altro emiliano) darà origine a tre serate all’insegna del gusto e del carattere che solo le birre prodotte artigianalmente riescono a sprigionare grazie alla cura e all’attenzione con cui vengono concepite dai mastri birrai. Le birre artigianali sono birre non pastorizzate né filtrate, senza aggiunta di conservanti, che riescono a esprimere un’ampia varietà di profumi e di aromi, diversi a seconda del genere e delle scelte nelle materie prime e nella lavorazione.

     

    Seravezza in fermento si svolgerà nelle serate di Venerdì 11 - Sabato 12 - Domenica 13 luglio in piazza Carducci a Seravezza, e avrà come assolute protagoniste le birre alla spina artigianali del Bruton di Ponte a Moriano (LU) e del Birrificio del Ducato di Roncole Verdi di Busseto (PR).

     

     

     

    Le birre presenti saranno:

     

        Brùton
              Brùton di Brùton - Blond Ale
              Lillith - American Pale Ale
              Stout - Stout (spillata a pompa in rotazione con Sally Brown del Birrificio del Ducato)

     
        Birrificio del ducato
              Via Emilia - Pils
              A.F.O. (ale For Obsessed) - American Pale Ale
              Sally Brown - Stout/Porter (spillata a pompa in rotazione con Stout del Brùton)

     

    In occasione dell’apertura della manifestazione venerdì 11 luglio si terrà una lezione su "Come nasce la birra" e a seguire la degustazione delle birre dei 2 birrifici: un’occasione imperdibile per imparare a gustare le birre che saranno dispensate nel corso della manifestazione grazie alla degustazione guidata da esperti di birra.
    La partecipazione al laboratorio di cultura e degustazione costa 10 € con prenotazione obbligatoria al numero telefonico 335 244968.

     

    Per accompagnare le birre saranno inoltre presenti gli stand gastronomici con prodotti tipici locali e immancabilmente della buona musica.

     

    Ars Birraria, associazione culturale nata dalla passione per la birra artigianale con lo scopo di promuoverne la conoscenza, metterà a disposizione i suoi esperti per svelare agli interessati il meraviglioso mondo della birra di qualità e i segreti per la sua produzione domestica.

    Agli associati Ars Birraria che presenteranno la tessera associativa sarà offerta una birra omaggio.

     

    INFO:
    Ars Birraria