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    Il primo web magazine dedicato alla birra di qualita’

    Urthel Hop-It

     

    Birrificio: Urthel
    Nome: Hop It

     

      

    Colore: Biondo dorata
      Fermentazione: Alta
    Stile: Speciale triple
    Gradi Alcolici: 9,5°
    Bicchiere: Calice a chiudere
    Servizio: 9-10°C

     

    HOP-IT

     

    Dopo un suo viaggio in America nel gemnaio del 2005 Hildegard van Ostaden, prorprietaria e responsabile della produzione della Leyerth, ritorna in Belgio entusiasta delle nuove IPA americane assaggiate, estremamente luppolate; e decide di darsi da fare per produrne una “in proprio”.  E’ un po’ la “nuova onda” produttiva delle triple belghe luppolatissime, sulla scia della Chouffe Houblon, anche se la sua Hop it è un po’ meno “estrema” e meno complessa della Houblon. Hildegard produce questa birra usando il 50% di malto Magnum, il 32% Spalt e il 18% Saaz, raggiungendo una gradazione IBU di 80.

     

    Ha un bel colore dorato e una testa di schiuma compatta, cremosa, di prolungata persistenza, bianca, molto bianca, quasi lanuginosa, che lascia alla fine un po’ di merletti sull’orlo del bicchiere. Dire che ha un naso luppolato è solo affermare l’ovvio, ma evidenti sono tutte le sfumature dei luppolati usati, dal citrico all’agrumato, al rustico, allo speziato, con un idea floreale. Si potrebbe quasi definire un aroma piccante. Non è di facile bevibilità, deve piacere molto il gusto aspro e astringente del luppolo per apprezzarla fino in fondo, ma se è l’amro che si cerca, allora questa birra è il posto giusto. Un po’ monocorde nel gusto, prevale l’amaricante, il lievito lo si apprezza nel contesto, in una carbonatura accentuata e in un corpo rotondo e consistente (9,5°!). Certo, leva la sete, ma alla fine satura molto il palato. Per palati più che attrezzati.

     

    IL BIRRIFICIO


    Brouwerij Urthel (Leyert brewery BVBA)
    Ruiselede, Ovest Fiandre
    www.urthel.com

     


    Nel 1928 furono ritrovate nella regione del Mierth strani simboli, studiati per anni dalle Università di Parigi e di Losanna, che diederono origine al “mito del Mierth”. Si sarebbe trattato delle gesta di un popolo scomparso e della loro traversata delle regioni delle Fiandre, a partire dall’enclave di Ley, narrata nell’”Incredibile Cronaca di Erth”. In questo loro peregrinare sarrebbero stati “aiutati” dalla forza di una sorprendente bevanda, la Urthel appunto. Questa bevanda averbbe avuto notevoli proprietà medicinali. Questa tradizione/leggenda è stata ripresa a partire dal 2000 da Hildegard e Bas van Ostaden, proprietari della brasserie Leyert, che hanno dato vita a questa serie di birre artigianali, dalla etichetta raffigurante l’Ertelino, uno gnomo, figura caratteristica della tradizione delle fiandre. L’artefice delle ricette birrarie è Hildegard, uno dei rari casi di mastri birrai donna, mentre il marito è esperto di marketing e si occupa quindi della distribuzione commerciale del prodotto. Questa birreria fa parte delle “belgian beer hirers”, cioè di quei birrifici belgi che, privi di impianti propri di produzione, producono loro stessi le proprie birre presso gli impianti di altri birrifci: la De Leyerth infatti produce le proprie birre, a partire dal  gennaio del 2007, negli impianti della Brouwerij De Koningshoeven a  Tilburg, dopo aver “sfruttato” in precedenza gli impianti della Van Steenberge.

     scheda di Alberto Laschi

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