Tsjeeses
| Il birrificio |
La birra |
Note |
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De Struise brouwerij
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Tsjeeses |
Fermentazione: Alta
Stile: Strong Ale
Colore: Oro arancio
Gradi alcolici: 10°
Bicchiere: balloon
Temperatura di servizio: 12-14°
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La birra
Birra che ha ricevuto nel 2006 il premio come miglior birra di Natale al festival delle birre di Natale di Essen. Il nome non è altro che una espressione gergale olandese atta ad esprimere meraviglia, ed equivalente, si può dire, all’inglese: “Oh, Jesus!”. Fatta maturare per 8 mesi a 10° celsius con in infusione uva, arance ed albicocche, per la sua brassatura sono impiegati il malto polacco Marynka e il Brewers Gold. Il tutto dà vita ad una birra massiccia, notevolmente robusta, dal corpo che fornisce vere e proprie spallate gustative per farsi posto. Se devo dirla tutta, un po’ troppo alcolica, o meglio, con la parte alcolica che la fa un po’ troppo da padrona. Bello il colore, di un arancio torbido ed intrigante, con abbondante residuo in sospensione. La schiuma non può che essere fine e poco persistente. Un po’ scarna la parte aromatica, con poche note fruttate, un leggero lievito e abbondanti sentori alcolici. Il corpo: difficile trovare un rafforzativo di “massiccio”, ma in questo caso ce ne sarebbe bisogno: è birra quasi solida, non liquida, un po’ troppo “pesa” da mandare giù. L’alcool imponente, non squilibrato ma comunque invadentissimo, si fa largo su tutto il resto; resta un poco di “spazio gustativo” per un frutta bianca matura, una leggera astringenza di frutta rossa e la quasi assenza di luppolo. Finisce lunga e robusta. Adatta per un dopo cena, di quelli che un bicchiere e a letto subito dopo.
Assaggiata in bottiglia (0,33) il 20/11/2008
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Birrifcio nato nel 2001, non ha un vero e proprio impianto di produzione, bensì uno, diciamo, abbastanza “sperimentale”; la produzione vera e propria la fa negli stabilimenti della vicina Deca Service, birrificio che oltre a produrre le proprie di birre (Antiek, Vleteren…) ospita la produzione della Sint Canarus e di parte della De Ranke, oltre, ovviamente, a quella della Struise. Sono quattro i birrai della Struise (il cui nome viene dall’allevamento di struzzi, “struise” in fiammingo, annesso ai locali del birrificio, insieme a quattro mini-alloggi in B&B e a un mini caffè privato): Urbain Coutteau (che lo fa a tempo pieno), Carlo Grootaert, Peter Braem e Phil Driessens, che “armeggiano” sotto un tendone provvisorio in stile militare che ospita la loro attrezzatura, tutt’ora artigianale. La loro è una produzione senz’altro originale, molto sperimentale, che sta incontrando un grosso successo sia in Belgio che negli USA, dove la loro produzione viene largamente esportata. Merito anche del particolare lievito che usano, derivato da quello di Caulier (dove gli Struise hanno prodotto fino al 2005), coltivato e “raffinato” in proprio. A testimonianza del successo crescente, è di poche settimane fa il riconoscimento da parte di Ratebeer di “n° 1 in the category top brewers in the world” (su 5.836 brewers partecipanti), che fa bella mostra di se’ sul sito di questi 4 bravissimi produttori belgi, che non omette anche di sottolineare la loro particolare situazione produttiva, sottolineando ironicamente la notizia del premio ricevuto con la glossa “the Best Brewer In The World Doesn’t Have A Brewery”.
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scheda di Alberto Laschi

le altre belghe