
le altre belghe
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Birra
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Note
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De Struise brouwerij
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Fermentazione: Alta
Stile: Royal stout
Colore: Nero
Gradi Alcolici: 13% vol.
Bicchiere: Pinta
Servizio: 8-10°C
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Black Albert
(alla spina)
Birra prodotta dagli Struise solo per il mercato americano, con materia prima 100% belga, in onore di Jennifer e Chris Animato, proprietari dell’Ebenezer’s pub, uno dei più forniti d’America, e dedicata al principe Alberto del Belgio. Birra non filtrata, dal colore nero leggermente virante sul marrone scuro, ha una schiuma fine e morbida, di media persistenza, che comunque fa un bell’anello al di sopra della birra. L’aroma è ricchissimo: dalle note classiche del caffè tostato, alla cioccolata amara, all’orzo e allo zucchero candito, a cui si aggiungono sentori di liquirizia, erbe medicinali e frutta secca. Un mix veramente ben assortito. E questo per il solo “naso”! Il gusto e l’approccio al palato: il corpo è rotondo, elegante e ben strutturato. La cosa che colpisce subito è la perfetta e semplice bevibilità, i 13° alcolici sono veramente ben mascherati. Va giù che è un piacere, ricca di sapori come di aromi: anche qui i sentori tipici di una stout, arricchiti da una nota luppolata un po’ più accentuata, e una nota finale medicinale molto presente, insieme al cioccolato amaro. E’ una birra a puntate, nel senso che uno alla volta tutto quanto detto prima arriva al palato, e ne fa una birra ricca, quasi opulenta, sicuramente calda e riscaldante, fatta maturare in botti dalle quali è prima passato un vino Bordeaux.
Assaggiata alla spina 10 gennaio 2008
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Birrifcio nato nel 2001, non ha un vero e proprio impianto di produzione, bensì uno, diciamo, abbastanza “sperimentale”; la produzione vera e propria la fa negli stabilimenti della vicina Deca Service, birrificio che oltre a produrre le proprie di birre (Antiek, Vleteren…) ospita la produzione della Sint Canarus e di parte della De Ranke, oltre, ovviamente, a quella della Struise. Sono quattro i birrai della Struise (il cui nome viene dall’allevamento di struzzi, “struise” in fiammingo, annesso ai locali del birrificio, insieme a quattro mini-alloggi in B&B e a un mini caffè privato): Urbain Coutteau (che lo fa a tempo pieno), Carlo Grootaert, Peter Braem e Phil Driessens, che “armeggiano” sotto un tendone provvisorio in stile militare che ospita la loro attrezzatura, tutt’ora artigianale. La loro è una produzione senz’altro originale, molto sperimentale, che sta incontrando un grosso successo sia in Belgio che negli USA, dove la loro produzione viene largamente esportata. Merito anche del particolare lievito che usano, derivato da quello di Caulier (dove gli Struise hanno prodotto fino al 2005), coltivato e “raffinato” in proprio. A testimonianza del successo crescente, è di poche settimane fa il riconoscimento da parte di Ratebeer di “n° 1 in the category top brewers in the world” (su 5.836 brewers partecipanti), che fa bella mostra di se’ sul sito di questi 4 bravissimi produttori belgi, che non omette anche di sottolineare la loro particolare situazione produttiva, sottolineando ironicamente la notizia del premio ricevuto con la glossa “the Best Brewer In The World Doesn’t Have A Brewery”.
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scheda di Alberto Laschi

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